Animali strani: la rana sylvatica, l'anfibio che congela durante l'inverno

La rana sylvatica (Lithobates sylvaticus) è l’unico anfibio noto che può congelarsi completamente e tornare in vita al disgelo. Diffusa nelle foreste fredde del Nord America, è un esempio eccezionale di adattamento biologico e viene studiata per applicazioni mediche e ambientali.

Animali strani: la rana sylvatica, l'anfibio che congela durante l'inverno - immagine di copertina

    Nel vasto regno animale, pochi organismi sfidano le leggi della sopravvivenza come la rana sylvatica (Lithobates sylvaticus). A prima vista, è una rana come tante: piccola, bruna, silenziosa. Ma quando arriva l’inverno, fa qualcosa che rasenta il surreale: si lascia congelare, letteralmente, e poi torna in vita con il primo disgelo primaverile. Nessun trucco, solo un meccanismo biologico estremo che le permette di sopravvivere nei climi più freddi del Nord America. È un esempio perfetto di adattamento estremo: silenzioso, efficace, e ancora in parte misterioso.

    Le dimensioni ridotte nascondono un meccanismo di sopravvivenza unico

    La rana sylvatica è un anfibio di piccola taglia, che raramente supera i 7 cm di lunghezza. Ha un corpo snello, arti posteriori lunghi e una colorazione variabile che va dal marrone al rossastro, utile per mimetizzarsi tra foglie morte e muschio. Ma quello che la distingue non è l’aspetto, quanto la biochimica.

    Quando la temperatura scende sotto lo zero, questa rana non cerca riparo in profondità. Al contrario, rimane appena sotto la strato di lettiera, in un ambiente dove il gelo arriva e si deposita. In questo momento, l’acqua nei suoi tessuti inizia a cristallizzare. Il cuore si ferma, la respirazione si interrompe, l’attività cerebrale si blocca quasi completamente. Eppure, non muore. Grazie a composti crioprotettivi, come il glucosio e l’urea, riesce a proteggere le cellule e impedire che si danneggino durante il congelamento.

    Dove vive la rana sylvatica e perché affronta in questo modo l’inverno

    Distribuita ampiamente nel Nord America, la si trova dalle foreste del Midwest degli Stati Uniti fino all’Alaska. Questa rana si spinge più a nord di qualunque altro anfibio ed è proprio questo habitat estremo a spiegare il perché del suo adattamento.

    In estate, vive nei pressi di corsi d’acqua, zone umide e foreste boreali. Durante la primavera, sfrutta le pozze temporanee per la riproduzione, dove depone le uova in acque poco profonde. Quando l’autunno avanza, invece di migrare verso zone più temperate o interrarsi in profondità, resta vicina alla superficie. Questo la espone al gelo diretto, ma le consente anche di essere pronta al primo accenno di disgelo, guadagnando vantaggio riproduttivo rispetto ad altre specie meno resistenti al freddo.

    Cosa mangia la rana sylvatica e come si comporta nel resto dell’anno

    Durante i mesi caldi, la rana sylvatica è attiva soprattutto di notte. Si nutre di insetti, vermi, piccoli invertebrati e larve, che caccia grazie a una lingua rapida e a un’ottima vista. È un predatore piccolo ma efficiente, e gioca un ruolo importante nel controllo degli insetti.

    La riproduzione avviene subito dopo il disgelo. I maschi emettono richiami gutturali poco udibili, e la fecondazione avviene esternamente, come in molti altri anuri. Le larve (girini) si sviluppano rapidamente, sfruttando il tempo limitato prima dell’arrivo di un nuovo inverno. Il ciclo è rapido, essenziale, perfettamente sincronizzato con l’ambiente.

    Curiosità su un animale che si iberna e si risveglia

    La rana sylvatica può sopravvivere congelata per giorni o settimane, con fino al 65% del suo corpo trasformato in ghiaccio. Il cuore resta fermo, ma il cervello non subisce danni irreversibili. Il congelamento interessa soprattutto i tessuti periferici, infatti, mentre gli organi interni sono protetti dai crioprotettori. Quando la temperatura sale, l’organismo riprende le funzioni vitali quasi istantaneamente, in un processo che i ricercatori stanno ancora studiando in dettaglio.

    Questa capacità l’ha resa un modello di studio per le scienze mediche, in particolare per la crioconservazione e le tecnologie legate al trapianto di organi. Inoltre, la rana sylvatica è un indicatore biologico chiave per la salute degli ambienti freddi, dato che il suo ciclo vitale dipende direttamente dal delicato equilibrio tra stagioni, umidità e temperatura.

    Questa rana è una delle specie più resistenti del Pianeta. Non è rara, ma è difficile da osservare: passa gran parte della sua vita nascosta, attiva solo nei brevi mesi primaverili. Il suo comportamento la rende invisibile, ma la sua fisiologia la rende un caso eccezionale di sopravvivenza naturale.

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