Tutte le alternative al cotone: scopri i migliori tessuti per l’estate

da | Ago 1, 2023 | estate, inquinamento, second hand, vivere green | 0 commenti

Nella stagione estiva preferiamo inevitabilmente indossare tessuti leggeri e confortevoli. Il clima è tiranno ma il consumatore non deve limitarsi a cercare sollievo dal caldo con ogni mezzo – e indumento – disponibile, ha infatti anche la responsabilità di intraprendere scelte consapevoli e rispettose dell’ambiente. Esistono alternative ecologiche al cotone, in grado di combinare stile e sostenibilità. Sebbene questo tessuto sia la scelta estiva tradizionale, dobbiamo tenere sempre a mente le sue implicazioni ambientali.

Quest’estate, scegli tessuti sostenibili e preferisci uno stile di vita consapevole e alla moda. Le alternative al cotone – ad esempio tessuti biologici, riciclati o a base di piante – ti permettono di indossare abiti leggeri, traspiranti e confortevoli, senza danneggiare il nostro Pianeta.

La moda sostenibile è già una possibilità: opta per tessuti con i quali starai bene sia con te stessa, o te stesso, sia nei confronti del mondo esterno. Un’estate caratterizzata da vestiario amico del Pianeta è possibile, purché si scelga in maniera informata e responsabile.

Cotone e ambiente

Il cotone convenzionale è un tessuto ampiamente diffuso e scelto quotidianamente da milioni di consumatori per via delle sue innegabili qualità di comfort e leggerezza sulla pelle. Ciononostante, alle sue spalle persiste una realtà ben poco sostenibile. L’agricoltura intensiva del cotone, necessaria a garantire un’adeguata risposta alla domanda su scala globale, richiede l’uso massiccio di pesticidi chimici tossici e di acqua, provocando danni ad ambiente e salute umana.

La coltivazione di questa fibra occupa il 3% della superficie agricola mondiale. La percentuale non è ingente ma la coltura è responsabile per l’11% dell’utilizzo globale di pesticidi e per il 25% di quello degli insetticidi. All’impiego massiccio di questi prodotti segue un deciso aumento delle emissioni di anidride carbonica; un consistente inquinamento della falda acquifera; una riduzione della fertilità dei suoli e della loro salinizzazione; una perdita di biodiversità; un aumento innaturale della resistenza della pianta agli agenti patogeni nonché l’aumento dei rischi di intossicazione per gli agricoltori.

L’impatto ambientale di questo materiale è dunque considerevole, potenzialmente distruttivo sul medio-lungo periodo.

Esempio lampante è il triste caso del Lago d’Aral, in Uzbekistan. Fino a 20 anni fa era il quarto specchio d’acqua al mondo mentre oggi è prosciugato per i 2/3 del suo bacino, a causa dello sfruttamento intensivo e sconsiderato. In un Pianeta sempre più popolato e con risorse via via più scarse, è giunto il momento di optare per tessuti di altro tipo: le alternative al cotone esistono già e, talvolta, si rivelano persino più confortevoli della fibra stessa.

Alternative al cotone: tessuti biologici e riciclati

Esistono valide alternative al cotone convenzionale, già citate durante l’introduzione di questo approfondimento. Nelle prossime righe ci concentreremo sui tessuti biologici e quelli riciclati. Fibre come cotone biologico e lino biologico vengono coltivate senza fare alcun uso di pesticidi nocivi e fertilizzanti chimici. In tal maniera, si spezza la catena dell’impatto dei prodotti creati in laboratorio su terreni e specchi d’acqua.

Un’altra opzione più che consigliata è quella dell’impiego di tessuti riciclati. Essi derivano da materiali già esistenti, come per esempio bottiglie di plastica a fine vita, trasformando le quali è possibile ottenere scarpe da ginnastica; già da qualche anno, Adidas, per esempio, propone una linea dedicata realizzata con materiali di scarto. Questa pratica riduce sensibilmente la produzione di rifiuti, intervenendo prima che essi giungano in discarica, e contribuisce a preservare le risorse naturali riducendo il fabbisogno di materie prime.

Tessuti a base di piante: l’alternativa al cotone in armonia con la natura

I tessuti a base di piante offrono una vasta gamma di alternative al cotone. Bamboo, canapa e fibra di eucalipto sono vegetali dall’elevato comfort, una volta trasformati e indossati. Le piante che li producono presentano grandi vantaggi rispetto al cotone: richiedono infatti una minore quantità d’acqua e meno pesticidi.

La cellulosa contenuta nelle piante è la fonte principale di fibre vegetali ed è collocata in foglie, steli, baccelli e frutti dell’organismo vegetale. Il lino, la iuta e la canapa si ottengono dal fusto mentre nel caso del cotone si trasforma il baccello dell’omonimo seme. La tecnologia ci permette di realizzare indumenti a partire dalla corteccia del banano e dalle bucce d’arancia. E non solo: anche con ortica, alghe e legno è possibile realizzare vestiti che, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, risultano comodi e resistenti.

Sostenibilità e consapevolezza: i vantaggi delle alternative al cotone

Non dobbiamo pensare che i capi in tessuti alternativi al cotone siano inferiori o meno performanti. È infatti vero il contrario, oltre all’aspetto sostenibile, questi indumenti offrono molti vantaggi: sono traspiranti, regolano la temperatura corporea e proteggono la pelle dai raggi UV. Abbracciare le alternative al cotone nel nostro vestiario significa esprimere uno stile personale, unico e originale, contribuendo a un futuro più sostenibile. Questa scelta non è positiva soltanto per l’ambiente, lo è anche per te.

Per avere la certezza che il capo posto in vendita sia davvero sostenibile, occorre controllare le etichette di certificazione biologica o riciclabile, garanzie di qualità e autenticità dei tessuti. Al fine di preservare la bellezza e la durata dei vestiti amici dell’ambiente, segui sempre i suggerimenti di lavaggio e cura dell’indumento.

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