Nell’umido o nell’indifferenziato: tutti i dubbi più comuni sui rifiuti

da | Giu 6, 2023 | casa, energie rinnovabili, Speciale: Zero Waste Life, vivere green | 0 commenti

La raccolta differenziata è ormai da anni una realtà più che consolidata in Italia, eppure tutt’oggi permangono dei più che legittimi dubbi sono come smaltire correttamente i rifiuti. A tutti sarà infatti capitato di chiedersi se alcuni scarti di cucina debbano essere gettati nell’umido oppure nell’indifferenziato. Per non parlare, ancora, delle mille domande che sorgono quando ci si appresta a buttare della plastica diversa dal classico PET: va inserita nello stesso contenitore o, ancora, deve essere smaltita diversamente?

Affinché la raccolta differenziata sia davvero rispettosa dell’ambiente, e soprattutto si possano riciclare quanti più rifiuti possibili, è necessario che venga eseguita correttamente. Purtroppo, non sempre si ottengono sufficienti informazioni su come smaltire in modo adeguato tutte le tipologie di rifiuti e, così, i consumatori rimangono a dir poco disorientati. Come fare? Di seguito, qualche consiglio utile per dipanare i dubbi più diffusi sulla raccolta differenziata.

Raccolta dell’umido: solo ciò che si può compostare

Compost, raccolta differenziata dei rifiuti

L’introduzione della raccolta separata dei rifiuti organici – detta più comunemente raccolta dell’umido – ha rappresentato un passo fondamentale per la gestione più sostenibile di moltissimi scarti domestici. Molti dei rifiuti che produciamo quotidianamente, infatti, possono essere recuperati per essere trasformati in compost: un efficace fertilizzante biologico che può essere utilizzato per concimare i campi coltivati. Ma quali rifiuti si possono gettare nel bidone dell’umido e quali, invece, devono essere smaltiti nell’indifferenziato?

La regola di base è molto semplice: nell’umido ci finiscono tutti quei rifiuti di origine organica compostabili, ovvero che possono essere trasformati in compost. Fra questi vi rientrano scarti di frutta e verdura, avanzi di cucina, alimenti scaduti, cibo per animali domestici, fiori e piante appassite, fondi di caffè e molto altro ancora. Eppure, per quanto possa sembrare semplice, quello dell’umido è il fronte della raccolta differenziata che genera i maggiori dubbi. Fra i più frequenti:

  • Bustine del tè: possono essere gettate nell’umido solo se compostabili, quindi dotate di sacchettino di carta e cordino di cotone. Quelle in materiale plastico, invece, devono essere gettate nell’indifferenziato (e non nella plastica);
  • Ossa: in questo caso le indicazioni variano molto da comune a comune, in ogni caso si tende ad accettare nell’umido solo ossa di piccole dimensioni – come quelle di pollo – poiché quelle più grandi richiederebbero troppo tempo per il loro compostaggio;
  • Carta casa, tovaglioli e fazzoletti di carta: nella maggior parte dei casi, i comuni accettano tovaglioli di carta e scampoli di carta casa nell’umido. Differente è invece il discorso sui fazzoletti di carta che, potenzialmente contaminati con virus e batteri, devono essere invece smaltiti nell’indifferenziato;
  • Buste biodegradabili o in bioplastica: sulle cosiddette buste biodegradabili, il discorso è molto complesso. Per quanto la parola “biodegradabile” possa rassicurare i consumatori, in realtà non tutte le bioplastiche sono accettate nell’umido. All’interno della frazione organica possono essere inserite solo i sacchetti che riportano la dicitura “compostabile” – il fatto siano biodegradabili non è sufficiente – altrimenti dovranno essere inserite nell’indifferenziato (e non nella plastica);
  • Stoviglie di carta: piatti, bicchieri, stoviglie e altri utensili di carta possono essere smaltiti nell’umido, ma è sempre utile chiedere un parere al proprio Comune. Alcuni non accettano infatti prodotti dallo spessore consistente, come appunto coltelli e forchette, poiché richiedono troppo tempo per la trasformazione in compost;
  • Ceneri: la cenere di sigaretta deve essere necessariamente smaltita nell’indifferenziato, così come i mozziconi. Per quelle da combustione del legno, come ad esempio dovute a una stufa oppure a un camino, in linea teorica sono compostabili, purché provengano da legno non contaminato da vernici o altre sostanze chimiche. Anche in questo caso, utile è chiedere un parere al proprio Comune di residenza.

Raccolta della plastica: solo alcune tipologie di rifiuti

Bottiglie di plastica

Anche la raccolta differenziata della plastica rappresenta uno dei grandi passi in direzione di una maggiore sostenibilità nella gestione dei rifiuti: è importante riciclare il più possibile questo materiale, oggi uno dei principali responsabili dell’inquinamento ambientale. Eppure, a dispetto delle convinzioni comuni, non tutti gli oggetti in plastica possono essere smaltiti con la classica raccolta differenziata.

È molto importante prestare attenzione al corretto smaltimento della plastica, leggendo anche approfonditamente le indicazioni riportate sulle etichette dei prodotti. Gettare sbadatamente plastica non riciclabile nella raccolta differenziata può rendere difficoltose le attività di riciclo, in particolare del PET: plastiche estranee possono infatti compromettere il recupero di questo materiale, a causa delle differenti caratteristiche di fusione, destinando così il PET contaminato alla discarica.

Come specifica Corepla, nel bidone della plastica si possono inserire moltissimi rifiuti come bottiglie, bicchieri, blister sagomati, packaging alimentare, buste di alimenti non oleosi, flaconi e dispenser di detergenti e detersivi, vaschette per alimenti, reti per la frutta, pellicole e protezioni per l’imballaggio e molto altro ancora. I dubbi più frequenti, invece, riguardano:

  • Polistirolo: dipende molto da comune a comune. Di norma, il polistirolo per confezioni alimentari può essere smaltito nella plastica, quello per imballaggio invece nell’indifferenziato;
  • Sacchetti in bioplastica: se compostabili, come già spiegato, possono essere inseriti nell’umido. In caso contrario, non devono essere gettati nella plastica, bensì nell’indiffereziato;
  • Giocattoli: devono essere gettati nell’indifferenziato o, meglio ancora, trasportati nei centri di raccolta – o nelle piazzole ecologiche – predisposte a livello locale;
  • Piccoli elettrodomestici e dispositivi elettronici: nonostante la scocca in plastica, si tratta di rifiuti RAEE, che devono essere quindi smaltiti sempre con il trasporto ai centri di raccolta oppure presso le piazzole ecologiche;
  • Indumenti e scarpe in materiali plastici: devono essere gettati nell’indifferenziato o, se ancora in condizioni sufficienti, inseriti nelle apposite campane di raccolta di calzature e vestiti;
  • TetraPak: si tratta di un materiale dalle ampie possibilità di riciclo, la cui raccolta dipende però molto dai regolamenti a livello locale. Alcune località prevedono il suo inserimento nella plastica, altre nella carta;
  • Altra plastica: dagli utensili da cucina passando per i CD, fino ai materiali di cartoleria, le posate e i tubi da irrigazione. Tutti questi materiali non possono generalmente essere smaltiti nel bidone della plastica, fatta eccezione per diverse disposizioni del proprio comune di residenza.

Infine, una precisazione per gli involucri per alimenti: la possibilità di smaltimento nella plastica deve essere specificato in confezione, altrimenti la destinazione è l’indifferenziato. Ancora, è utile sciacquare le confezioni per rimuovere residui di cibi e di eventuali sostanze oleose.

Carta e cartone: attenzione ai rifiuti poliaccoppiati

Carta e cartone

Il riciclo di carta e cartone è sempre più virtuoso, un vero regalo all’ambiente: utilizzando questi materiali riciclati, infatti, si riduce sensibilmente la necessità di dover ricorrere a materie prime vergini per la loro produzione, risparmiando così alberi. Proprio per questo, quando si acquistano prodotti in carta o cartone, è sempre utile controllare sulle etichette che provengano dal riciclo o, ancora, da foreste certificate e sostenibili. Ma cosa si può gettare nel bidone della carta?

La raccolta differenziata della carta ammette materiali quali carta di quotidiano, carta bianca da stampa, fogli di quaderni, cartoni per l’imballaggio, riviste (anche patinate), carta da imballaggio e molto altro ancora. Allo stesso tempo, è necessario prestate attenzione a:

  • Carta oleosa per alimenti: si tratta normalmente di poliaccoppiati, dove a uno strato di carta ne viene aggiunto uno di plastica. Deve essere smaltita nell’indifferenziato. Attenzione ai cartoni della pizza: se macchiati con oli e alimenti, molti comuni potrebbero non accettarli nella classica raccolta della carta;
  • Carta termica: è quella comunemente usata per gli scontrini fiscali e, anche in questo caso, deve essere smaltita nella raccolta indifferenziata;
  • Carta plastificata: non può essere gettata né nella plastica né nella raccolta della carta, dovrà pertanto essere smaltita nel bidone dell’indifferenziato;
  • Bicchieri, piatti, stoviglie e contenitori per alimenti: se compostabili, possono essere gettati nell’umido. Altrimenti finiscono nell’indifferenziato, poiché entrati in contatto con i cibi e quindi di difficile riciclo;
  • Fazzoletti di carta e salviettine per l’igiene personale: si smaltiscono nell’indifferenziato, perché potenzialmente contaminati.

Come ripetuto più volte, la raccolta differenziata dei rifiuti viene organizzata a livello locale: di conseguenza, potrebbero esservi delle importanti differenze rispetto ai consigli riportati in questo articolo, si consiglia quindi di informarsi sempre presso il proprio comune di residenza. Non si registrano invece particolari problematiche per lo smaltimento del vetro e dell’alluminio, tramite le apposite campane sparse su gran parte del territorio italiano.

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