Video Gore e Snuff movie: la nuova inquietante passione dei giovanissimi

L’accesso facile ai video macabri tramite i social sta creando una pericolosa assuefazione nei giovanissimi. La desensibilizzazione alla violenza e i rischi psicologici sono allarmanti.

Video Gore e Snuff movie: la nuova inquietante passione dei giovanissimi - immagine di copertina

    È giunto il momento di portare alla luce un fenomeno agghiacciante che riguarda per lo più la Gen Z: la passione per i video macabri. Un tempo relegati agli angoli più oscuri di internet, i video gore e gli snuff movie oggi scorrono sugli schermi dei giovanissimi con inquietante normalità. Basta una ricerca sommaria sui social per imbattersi in contenuti estremamente violenti, spesso senza alcun filtro o avviso. La facilità con cui questi video vengono reperiti e condivisi, unita alla curiosità morbosa tipica dell’adolescenza, ha dato vita a un fenomeno preoccupante: l’assuefazione alla violenza esplicita come forma di intrattenimento.

    L’oscura attrazione per il macabro

    L’interesse per i video macabri non è una novità: la storia dell’uomo è segnata da un’inquietante fascinazione per la morte e la sofferenza altrui. Dai gladiatori nell’antica Roma fino ai moderni film horror, la violenza è sempre stata spettacolarizzata. Ma c’è una differenza sostanziale tra la finzione cinematografica e la crudele realtà di questi video. I contenuti gore e snuff mostrano immagini reali di incidenti, omicidi, torture e atrocità inenarrabili. Eppure, sempre più giovani si immergono in questo abisso digitale senza alcuna consapevolezza delle conseguenze.

    I social network come veicolo di orrore

    Se una volta questi video macabri si trovavano solo nel dark web o su siti di nicchia, oggi piattaforme come TikTok, Telegram e Twitter fungono da distributori involontari di materiale scioccante. Basta un hashtag sbagliato o una catena virale per trovarsi di fronte a immagini raccapriccianti, spesso spacciate per “esperienze da brivido” o test di coraggio tra coetanei. Gli algoritmi, progettati per amplificare ciò che cattura l’attenzione, finiscono per alimentare la diffusione di questi contenuti senza alcun reale controllo.

    L’impatto psicologico sui giovani

    Esporsi a immagini estreme in età adolescenziale può avere conseguenze devastanti. Numerosi studi dimostrano che la visione ripetuta di scene violente può desensibilizzare il cervello, riducendo l’empatia e aumentando il rischio di comportamenti aggressivi o disturbi d’ansia. Il rischio più grande è l’assuefazione: ciò che un tempo scioccava, diventa “normale”, spingendo alcuni a cercare contenuti ancora più estremi. L’alterazione della percezione della realtà è il primo passo verso un distacco emotivo che può avere ripercussioni a lungo termine sulla salute mentale.

    Come arginare il fenomeno dei video macabri?

    La soluzione non è semplice, ma deve partire da una maggiore consapevolezza. I genitori dovrebbero essere più presenti nel monitorare i contenuti fruiti dai figli, mentre le scuole dovrebbero inserire percorsi di educazione digitale più incisivi. Anche le piattaforme social hanno una responsabilità enorme nel migliorare i loro sistemi di moderazione e nel bloccare attivamente la diffusione di questi video.

    L’orrore non dovrebbe mai diventare routine. Educare i giovani alla sensibilità e alla consapevolezza è l’unico antidoto contro una cultura che rischia di normalizzare l’inenarrabile.

    Ti consigliamo anche

    Link copiato negli appunti