Non è di certo un segreto: le zanzare rappresentano uno dei vettori più pericolosi per la diffusione di gravi malattie, oggi sempre più globali a causa dei cambiamenti climatici. Basti pensare che la puntura di questi fastidiosi insetti è alla base del contagio da malaria, un’infezione pericolosa che oggi colpisce ben 263 milioni di persone in tutto il mondo. E se la soluzione provenisse dalla genetica, con il rilascio di zanzare OGM incapaci di trasferire agenti patogeni?
La tecnologia delle zanzare OGM

Quella delle zanzare è una delle specie dalla più prolifica moltiplicazione: una sola femmina può deporre fino a 100 uova per ogni ciclo gonotrofico, che si ripete ogni 3-5 giorni in condizioni ottimali. Questo significa che, in presenza di temperature sufficientemente elevate e anche solo di una piccola fonte di acqua stagnante, bastano pochissime settimane per permettere a questi insetti di prendere il sopravvento nei luoghi che colonizzano. Ed è proprio per questo che, nonostante gli interventi di disinfestazione preventiva delle larve, la moltiplicazione delle zanzare è difficile da bloccare sul nascere.
Eppure, la puntura di questi insetti non rappresenta unicamente un pruriginoso fastidio, ma può essere la base per il contagio da malattie estremamente pericolose, come la già citata malaria, la dengue, la febbre gialla, la Zika e molte altre. Per questa ragione, i ricercatori hanno deciso di puntare sulla strada della manipolazione genetica: rilasciare zanzare OGM, che possano portare a popolazioni sterili, non in grado di riprodursi.
Sono due gli approcci principali che oggi dominano la ricerca scientifica sulle zanzare geneticamente modificate:
- la riduzione della popolazione, tramite maschi OGM che, accoppiandosi con femmine selvatiche, producono prole sterile o non in grado di svilupparsi. Ad esempio, una tecnica consiste nell’inserimento di un gene letale che porta alla morte di tutte le larve femmina: d’altronde, sono proprio le femmine a pungere e, quindi, a trasmettere malattie pericolose;
- la sostituzione della popolazione, con geni che rendono le zanzare resistenti a diversi virus, affinché non possano trasmetterli agli animali o all’uomo, e in grado di essere trasmessi anche alla prole. Questo approccio non mira quindi alla distruzione delle zanzare, anche considerata la loro importanza per la biodiversità degli ecosistemi, bensì a renderle virtualmente innocue.
L’efficacia delle sperimentazioni
Le zanzare OGM vengono studiate ormai da diversi anni, con sperimentazioni sul campo che hanno portato a risultati promettenti. Ad esempio, una ricerca condotta in Brasile sulla specie Aedes aegypti – il principale vettore della febbre gialla – ha dimostrato una riduzione del 95,6% delle popolazioni target, tramite un approccio di riduzione della popolazione.
Ancora, le tecniche di sostituzione della popolazione si sono rivelate efficaci in studi pilota sulla malaria, confermando non solo la possibilità di immettere nell’ambiente delle zanzare completamente resistenti al parassita Plasmodium, impedendone la diffusione con le punture, ma anche di trasferire i geni modificati alla prole, per diverse generazioni.
I rischi e le preoccupazioni dell’approccio OGM

Eppure, nonostante gli ottimi risultati dalla ricerca scientifica, a oggi permangono rischi e preoccupazioni che non permettono ancora di impiegare la modifica genetica su larga scala. In particolare, dalle analisi condotte sul campo è emerso che:
- negli approcci di riduzione delle popolazioni, circa il 3-4% delle larve sopravvive nonostante la modifica del gene letale. Ciò potrebbe portare ad alterazioni della genetica locale delle zanzare, con il rischio sviluppino resistenza o, ancora, che alterino gli ecosistemi tramite la catena alimentare;
- le modifiche genetiche, sia di riduzione che di popolazione, rendono le zanzare più deboli, con popolazioni OGM che durano poco in natura. Un problema che complica i rilasci, che devono essere quindi molto frequenti e ripetuti.
Per quanto le questioni scientifiche siano destinate a risolversi nel tempo, con l’introduzione di tecnologie sempre più avanzate di modifica genetica, non bisogna dimenticare che le attività dei ricercatori vengono spesso osteggiate. Sebbene le autorità sanitarie, in particolare la FDA, non abbiano rilevato alcun pericolo per l’uomo nell’introduzione in natura di zanzare OGM, negli ultimi anni si sono moltiplicate petizioni e campagne di boicottaggio da parte dei cittadini, tanto che in Florida alcune sperimentazioni sono state bloccate dalla politica locale.
In definitiva, quello delle zanzare OGM è un percorso promettente ma in salita: tra limiti tecnologici, e timori nell’opinione pubblica, molto deve essere ancora fatto affinché diventi non solo uno standard internazionale, ma anche la soluzione ideale per ridurre la diffusione di patogeni estremamente pericolosi. Nel frattempo, serve investire in prevenzione anche su altri fronti, con interventi più efficaci di disinfestazione stagionale e un accesso più facile alle cure, soprattutto per le popolazioni povere dei Paesi maggiormente colpiti.
