Addio all’orsa Amarena, il simbolo del Parco Nazionale d’Abruzzo

da | Set 1, 2023 | news | 0 commenti

Si aggirava insieme ai suoi cuccioli per le vie di San Sebastiano dei Marsi solo pochi giorni fa, l’orsa Amarena. Circondata da persone che la riprendevano con il cellulare sembrava un po’ a disagio, ma non manifestava alcun intento violento, e richiamava accanto a sé i suoi due cuccioli.

L’orsa Amarena ora non c’è più: è stata uccisa a fucilate nella periferia di San Benedetto dei Marsi, borgo distante qualche ora di cammino da quello dell’ultimo avvistamento.

Il responsabile, identificato dai Guardiaparco, è attualmente sotto l’attenzione dei Carabinieri. «Ho sparato per paura ma non volevo uccidere, l’ho trovata dentro la mia proprietà è stato un atto impulsivo, istintivo» ha dichiarato l’uomo.

Un episodio gravissimo che ha scosso la comunità e che danneggia la popolazione di orsi ospitata nel Parco, che conta circa sessanta individui. Amarena, vero e proprio simbolo del Parco Nazionale d’Abruzzo, era una delle orse più prolifiche della comunità. Non aveva mai creato problemi agli esseri umani, pur causando danni occasionali alle attività agricole e zootecniche, che venivano prontamente risarciti dal Parco.

Una task force di più di 100 uomini, tra carabinieri e forestali, insieme a droni e altre strumentazioni, si sta attivando nell’area coinvolta per cercare i due cuccioli, spaventati e disorientati, fuggiti a causa del rumore degli spari ai danni della loro mamma.

Le reazioni delle Autorità

Immediata la reazione del Presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio: «La notizia dell’uccisione a colpi di fucile dell’orsa Amarena rappresenta un atto gravissimo nei confronti dell’intera Regione che lascia dolore e rabbia per un gesto incomprensibile».

 «In tutti questi anni, le comunità fuori e dentro ai parchi hanno sempre dimostrato di saper convivere con gli orsi senza mai interferire con le loro abitudini. Mai un orso ha rappresentato in Abruzzo un qualunque pericolo per l’uomo, neanche quando si è trovato a frequentare i centri abitati. L’atto violento compiuto nei confronti del plantigrado non ha alcuna giustificazione. Confidiamo nelle indagini che sono state avviate dalle forze dell’ordine e dai vertici del parco, che hanno già individuato il responsabile, affinché la giustizia faccia il suo corso.»

Marsilio ha dichiarato di essere pronto a costituire la Regione come parte civile contro il responsabile, al fine di proteggere l’immagine e l’onorabilità della comunità. Ha rinnovato, infine, l’invito a turisti e comunità locali a rispettare tutte le norme volte a garantire un habitat sereno per gli animali nel territorio.

«Abbiamo detto e ridetto “siamo modello, l’Abruzzo è modello”… Non siamo modello di niente. Davanti agli omicidi che sentiamo al telegiornale, l’uccisione di un’orsa sempre niente a confronto, ma non è così. Chiediamoci quanti pollai abusivi ci sono nel territorio, con baracche e baracchini» ha commentato il direttore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise Luciano Sammarone, ai microfoni dell’Ansa.

Esprimendo tutta la sua amarezza per il fatto accaduto, ha detto di voler attendere i risultati delle indagini prima di trarre conclusioni sulla dinamica degli eventi, sottolineando però la difficoltà a ritenere l’uccisione dell’animale un atto di autodifesa. L’orsa Amarena non ha mai attaccato nessuno.

Qual è la situazione degli orsi nella Regione?

L’uccisione dell’orsa Amarena evidenzia un triste resoconto della situazione attuale degli orsi in Centro Italia. Bocconi avvelenati, malattie trasmesse dal bestiame allevato, bracconaggio sono solo alcune delle cause che hanno portato alla morte di 15 esemplari, dal 2010 a oggi, 3 dei quali all’interno dei parchi del centro Abruzzo.

Un triste epilogo, quello di Amarena, che avviene solo pochi mesi dopo la morte di un altro simbolo del Parco. L’orsa era la mamma di Juan Carrito, investito e ucciso a gennaio.

Photo Credit: l’orsa Amarena con due cuccioli fotografata da Valerio Minato il 30 giugno 2023.

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