2023 anno record per il caldo: lo confermano anche le climate stripes

da | Gen 3, 2024 | news | 0 commenti

Il 2023 si tinge di rosso scuro nelle climate stripes: le strisce del clima pensate dal climatologo Ed Hawkin confermano l’anno appena trascorso come il più caldo mai registrato.

Al codice a barre colorato si aggiunge quindi una striscia più scura, in cui si concentrano mesi di ondate di calore ed eventi metereologici estremi. Cosa dobbiamo aspettarci dal 2024 è ancora troppo presto per dirlo, anche se, almeno fino a primavera, El Niño continuerà a incidere (non poco) sulle temperature globali.

Che cosa sono le climate stripes

Nessun grafico difficile da comprendere, nessun dato da interpretare: solo strisce colorate che vanno dall’azzurro al rosso. Sono le climate stripes, inventate nel 2018 da Ed Hawkins, professore di scienze del clima presso l’Università di Reading, in Inghilterra, per dimostrare in modo chiaro e facilmente intuibile da tutti l’incremento delle temperature medie globali durante gli ultimi due secoli.

Una specie di codice a barre in cui ciascuna striscia rappresenta la temperatura media annuale comparata alla temperatura media nel periodo nel suo complesso. La rappresentazione grafica parte dal 1850, anno delle prime misurazioni internazionali.

Le gradazioni di colore blu denotano anni più freddi della norma, mentre il rosso evidenzia periodi più caldi: sulla parte destra del grafico, si accumulano tante fasce di un rosso intenso rivelando un’accelerazione importante nel riscaldamento del nostro Pianeta negli ultimi decenni.

L’ultima striscia è molto più scura delle altre: è quasi marrone e rappresenta l’anno appena trascorso, il 2023, il più caldo mai documentato. La chiara rappresentazione, a colpo d’occhio, della variazione delle temperature globali dall’ultimo quarto del diciannovesimo secolo fino a oggi.

Temperature record

Manca ancora l’ufficialità delle statistiche del sistema europeo Copernicus e dell’ente americano Noaa, ma che il 2023 sia stato effettivamente l’anno più caldo della storia lo hanno già confermato le varie analisi parziali pubblicate nel corso dell’anno.

Il 2023 (con una temperatura media di +1,37°C rispetto alla media preindustriale) batte i precedenti record di caldo estremo del 2016 (+1,02°C) e del 2020 (+1,02°C), avvicinandosi sempre di più al limite prefissato per il contenimento del riscaldamento globale (1,5°C).

Tra luglio e agosto, infatti, per ben 40 giorni consecutivi è stato superato il record del giorno più caldo mai registrato (13 agosto 2016, con +16,79°C rispetto alla media del periodo). Il picco è stato raggiunto il 6 luglio 2023, attestandosi un grado al di sopra del primato precedente.

Mari e ghiacci

Oltre alle temperature dell’aria, ciò che suscita maggiore preoccupazione tra gli studiosi del clima è la temperatura degli oceani. Secondo i dati del sistema Copernicus, i nostri principali alleati nell’assorbire la CO2 e stabilizzare le temperature sono stati particolarmente caldi: il picco è stato raggiunto a luglio, anche a causa di un insolito riscaldamento dell’Atlantico.

A far scattare l’allarme sono anche i grandi ghiacci, soprattutto in Antartide, dove tra maggio e novembre è stata registrata la minore copertura mai documentata: mancava un’area grande quanto la Francia.

Immagine copertina: #ShowYourStripes (@ed_hawkins su X)

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