Non sarà la terza città più inquinata, ma a Milano l’aria è irrespirabile

da | Feb 20, 2024 | news | 0 commenti

La situazione smog a Milano sta diventando sempre più complessa: è di questi giorni la notizia secondo cui il capoluogo lombardo sarebbe la terza città più inquinata del mondo. Una notizia presa e ripresa da testate giornalistiche e siti di informazione, ma che, per quanto sensazionalistica, rispecchia solo parzialmente la realtà dei fatti.

In ogni caso, anche se questa classifica lascia il tempo che trova, l’aria di Milano non è certo tra le più pulite.

Milano e smog: la classifica di IQAir

IQAir è un’azienda svizzera che produce purificatori d’aria e monitora la qualità dell’aria delle città attraverso un software. La classifica che ne deriva prende in analisi 100 città nel mondo e monitora il particolato sottile PM2.5 (visto il suo potenziale nocivo per la salute umana), ma trascura altri inquinanti come PM10, biossido d’azoto, monossido di carbonio.

I dati forniti da IQAir si basano su una media delle stazioni di monitoraggio di una città per il PM2.5, ma mancano dettagli sulla metodologia e ponderazione utilizzate. Inoltre, la frequenza di aggiornamento orario non chiarisce in che modalità questi dati possano conformarsi al fuso orario per garantire dati uniformi per tutte le città.

Abbastanza intuitivo, quindi, che le analisi di IQAir possano considerarsi incomplete, visto che si prende in esame solo un campione parziale, che trascura alcuni dati a beneficio di altri. Una classifica soggetta a continue variazioni: basti considerare che oggi, 20 febbraio, Milano non si trova più nella top10, ma è scivolata al quinto posto.

“Le classifiche di IqAir sono fatte da un ente privato, io sono anche seccato di dover rispondere a domande su questioni che non esistono. La qualità dell’aria è migliorata, ma non ancora abbastanza”, ha detto il sindaco Beppe Sala. 

L’inquinamento resta un problema

Nonostante la criticità della classifica, l’inquinamento atmosferico rimane una seria preoccupazione per città come Milano: a confermarlo sono i dati scientifici forniti dall’Agenzia per l’ambiente dell’Unione Europea che la settimana scorsa ha mostrato, attraverso un video, l’alta concentrazione di smog nella Pianura Padana. E le motivazioni di questo vanno ricercate nella conformazione morfologica, l’alto tasso di urbanizzazione, l’alta concentrazione di industrie e i periodi di siccità prolungati a causa del cambiamento climatico.

A ragione, il sindaco Sala sottolinea un miglioramento dell’aria di Miliano negli ultimi anni: dal 2012 al 2023, secondo le rilevazioni di Arpa, nel caso del Pm2,5, il livello di microgrammi per metro cubo è sceso da una media annua di 30 a 21 (sotto al limite di legge di 25, ma ben al di sopra del limite di 5 stabilito dall’OMS). Eppure, al momento, la soglia giornaliera di PM 2,5 è di 118, ben oltre la soglia OMS di 15. In più, i dati dell’ARPA Lombardia confermano per Milano livelli di PM10 sopra i limiti stabiliti dall’UE.

Misure contro lo smog

Al di là della classifica IQair, quindi, la questione inquinamento è tutt’altro che trascurabile.

Arpa Lombardia ha infatti confermato dati allarmanti sulla concentrazione di Pm10: lunedì 19 febbraio, ben 9 province della regione hanno registrato un superamento dei limiti consentiti per il quarto giorno consecutivo.

Sono quindi scattate le misure di primo livello, a partire da oggi, per Milano, Monza e Brianza, Como, Bergamo, Brescia, Mantova, Cremona, Lodi e Pavia.

Le misure prevedono: il divieto di combustioni e di accensione di fuochi all’aperto, divieto di circolazione per mezzi altamente inquinanti, oltre a limitazioni nel riscaldamento di case e uffici e in ambito agricolo.

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