Ppwr: l’UE approva le norme per ridurre gli imballaggi

da | Nov 23, 2023 | news | 0 commenti

Via libera dall’UE al Ppwr, il regolamento per ridurre gli imballaggi monouso. A nulla sono valse le proteste dell’Italia e la presentazione degli oltre 500 emendamenti della scorsa settimana.

Ieri, 22 novembre, il Parlamento europeo ha dato il via libera al provvedimento, parte importante del pacchetto legislativo del Green Deal.

Il provvedimento ha ottenuto 426 voti favorevoli, 125 contrari e 74 astenuti. Il governo italiano e numerosi attori del settore alimentare e della ristorazione hanno espresso un forte dissenso al provvedimento, spingendo molto sulla salvaguardia della filiera italiana del riciclo utilizzandola come leva per ottenere alcune deroghe sugli obiettivi legati al riutilizzo.

Con il via libera di ieri, l’Eurocamera ha aperto la fase finale dei negoziati tra Commissione, Parlamento e Consiglio. La Spagna, presidente di turno del Consiglio Ue, intende chiudere la partita entro la fine dell’anno.

Le nuove regole UE per ridurre gli imballaggi

Il Ppwr, acronimo di Packaging and Packaging Waste Regulation, mira a ridurre i rifiuti nell’Unione Europea eliminando gli imballaggi superflui, intensificando il riciclo e promuovendo il riutilizzo.

La novità principale è il divieto di alcuni imballaggi monouso dal 31 dicembre 2027: il PPWR influenzerà ristorazione, alberghi, catene di take away, aziende, supermercati, coltivatori di frutta, distributori di bevande e altri settori.

Quali sono i prodotti vietati

Il nuovo regolamento UE per ridurre gli imballaggi punta a eliminare le confezioni in plastica monouso, come quelle per i prodotti di ortofrutta freschi, sacchetti leggeri e imballaggi per prodotti con peso inferiore a 1,5 kg, per ridurre gli sprechi. Parliamo quindi di buste dell’insalata, reti delle arance, cestini per pomodorini e altri tipi di contenitori.

Negli alberghi, al bando le confezioni monouso inferiori a 50ml per i liquidi (shampoo, sapone liquido, creme o bagnoschiuma) e stessa regola per prodotti non liquidi di 100 grammi. Riduzione anche di bicchieri, vassoi, sacchetti per saponette e scatoline varie monouso.

Nel campo della ristorazione, vietati imballaggi monouso per alimenti e bevande: dunque vassoi, piatti e bicchieri usa e getta, bustine per lo zucchero, vaschette, scatole per condimenti, salse e panna da caffè.

Le bevande sfuse nei bar dovranno essere consumate sul posto o vendute in bicchieri riutilizzabili. Entro il 2025, ogni consumatore avrà la possibilità di riempire un proprio contenitore con bibite sfuse. Bevande e cibi in alberghi, ristoranti e catering saranno serviti in stoviglie riutilizzabili.

Per quanto riguarda il riuso, il 20% delle bevande non alcoliche dovrà essere venduto in confezioni riutilizzabili entro il 2030 (il 35% entro il 2040). L’obiettivo per le bevande alcoliche è del 10% entro il 2030 e del 25% al 2040.

Per le confezioni formato famiglia di vari prodotti, sono vietati imballaggi che raggruppano più prodotti, come lattine, barattoli o vaschette, che incentivano l’acquisto di più prodotti contemporaneamente.

Deroghe e richieste dall’Italia

Poco prima del voto sono state approvate alcune deroghe richieste dagli eurodeputati italiani.

In particolare, una deroga sui target legati al riutilizzo per tutti quei Paesi (Italia compresa) che si mostrano particolarmente virtuosi sul riciclo: gli Stati che riciclano almeno l’85% degli imballaggi sono esentati dai target sul riutilizzo. Una vittoria per l’Italia, uno dei Paesi leader in Europa per il riciclo, che vede le decisioni sul riuso prese a Bruxelles come una forzatura.

Perché l’UE punta a ridurre gli imballaggi: quali sono i dati sui rifiuti

Sono stati proprio i dati sui rifiuti da imballaggio a spingere Bruxelles ad aggiornare le normative. Al di là della questione del riciclo, su cui fa tanto affidamento l’Italia, c’è il problema legato alla quantità dei rifiuti da imballaggio.

Dal 2009 al 2021, le quantità di rifiuti di questo tipo sono cresciute da 66 a 84 milioni di tonnellate nei Paesi UE. Ogni europeo genera in media 188,7 chili di rifiuti di imballaggio all’anno.

In assenza di regole più stringenti, si stima che questa cifra potrebbe salire fino a 209 kg pro capite entro il 2030. Le nuove regole prevedono una riduzione graduale dei rifiuti da imballaggi entro il 2030, 2035 e 2040, oltre a promuovere il riutilizzo con imballaggi principalmente riutilizzabili, con numero minimo di utilizzi da definire.

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