Nella settimana del Black Friday emesse 500mila tonnellate Co2

da | Nov 24, 2023 | news | 0 commenti

Qualche spot commerciale ci invita a farlo, ma forse non serve segnarselo in agenda il giorno del Black Friday. Quest’anno cade oggi (ricorre sempre l’ultimo venerdì di novembre), ma tra newsletter varie e pubblicità in ogni dove è praticamente impossibile non ricordarlo.

Un tempo era un’occasione per fare veri affari, oggi si aggiunge ai tanti periodi durante l’anno di saldi in cui è possibile acquistare oggetti a prezzi stracciati di cui, probabilmente, non abbiamo neanche bisogno. Anticipato da una settimana di pre-saldi, al Black Friday segue il Cyber Monday (il lunedì successivo).

Certo sfruttare quest’occasione per pagare un po’ meno oggetti di cui abbiamo bisogno o, per esempio, per fare in anticipo i regali di Natale può essere una buona idea. Il problema è che per molti il Black Friday è un’occasione per spendere soldi acquistando oggetti inutili in saldo: la cosa peggiore che possiamo fare per il Pianeta. Secondo gli esperti della Sima il Black Friday ci costerà 500mila tonnellate di Co2 emesse nell’atmosfera a livello globale.

Shopping compulsivo

Proprio nel corso della settimana dedicata al Black Friday, nel mare di offerte con prodotti scontati, il Wwf lancia il suo appello in modo diretto ricordandoci che «il Pianeta non è scontato».

Lo spot lanciato solo un mese fa, #IlPandaSiamoNoi, ritrae la società del nostro tempo, ovviamente esasperandone diversi tratti (come la scena di shopping sfrenato in cui le persone si contendono vestiti a basso costo, letteralmente strappandoseli dalle mani). Una scena che vuole farci riflettere su questi periodi di sconti a bassissimo prezzo che incentivano lo shopping compulsivo. Scelte di acquisto vantaggiose all’apparenza in termini di risparmio, ma che celano un costo elevato sia sulla natura che sulla nostra salute.

La scena dello shopping presentata nel video «è volutamente eccessiva, simbolo del sovraconsumo camuffato da affare che raggiunge l’apice in questo periodo dell’anno attraverso numerosi acquisti online e in negozio. Questa scena, infatti, rappresenta l’emblema del paradosso che stiamo vivendo: ci contendiamo vestiti e prodotti di moda, che acquistiamo magari a un prezzo basso, per poi indossarli pochissime volte e buttarli velocemente».

Dietro al prezzo apparentemente basso di un capo, infatti, ci sono l’utilizzo di materie prime di scarsa qualità e additivi chimici, elevate emissioni di gas serra, spreco di risorse come suolo e acqua, inquinamento delle falde acquifere e degli ecosistemi acquatici, nonché lo sfruttamento di lavoratori situati spesso in parti distanti del mondo.

Moda e consumi

L’industria tessile occupa la quarta posizione per quanto riguarda l’impatto ambientale, superata solo dalla produzione alimentare, l’edilizia e la mobilità.

Negli ultimi due decenni, l’intervallo di tempo in cui vengono utilizzati i vestiti è sceso del 36%, con ogni indumento mediamente utilizzato solo sette o otto volte. Ogni anno, in Europa, circa 5 milioni di tonnellate di abbigliamento (12 kg a persona) vengono gettate via, finendo sia negli inceneritori che nelle discariche, sia all’interno che all’esterno dei confini europei. Si stima che solamente l’1% di tutti i vestiti in Europa subisca un processo di riciclo.

Oltre ai rifiuti, occorre ricordare che produzione e consumo di tessuti sono strettamente connessi al degrado del suolo, alla trasformazione di ecosistemi naturali in terreni coltivati, all’inquinamento, al cambiamento climatico e alla diminuzione della biodiversità.

Quanto ci costano gli sconti del Black Friday

Questo discorso ha una ben chiara tridimensionalità quando si parla di moda, ma non riguarda esclusivamente questo settore. Occasioni come il Black Friday evidenziano un comportamento d’acquisto che dovrebbe essere assolutamente riconsiderato.

Gli impatti del Black Friday si estendono ben oltre il solo ambito commerciale, lasciando un’impronta significativa sull’ambiente.

La Società italiana di medicina ambientale (Sima) ha provato a quantificare l’influenza della settimana di ribassi in termini di inquinamento atmosferico.

Secondo le valutazioni della Sima, gli italiani partecipanti agli acquisti, sia online che nei negozi fisici, durante l’intera settimana del Black Friday, contribuiranno a rilasciare nell’atmosfera circa 500mila tonnellate di CO2 a livello globale. Questa stima tiene conto sia del trasporto delle merci legato alle consegne di prodotti ordinati online provenienti da diverse parti del mondo, sia dell’aumento della circolazione di autoveicoli privati, con conseguente impatto negativo sull’inquinamento atmosferico e sul cambiamento climatico.

Sono soprattutto gli acquisti online a esercitare un impatto significativo sull’ambiente. Come spiega il presidente Alessandro Miani: «Un prodotto comprato sul web in Italia deve essere imballato, spedito e consegnato al domicilio del cliente, passando da hub e magazzini vari, spesso percorrendo migliaia di chilometri a bordo di aerei e camion prima di arrivare a casa dell’acquirente. Quando sono milioni i consumatori che fanno acquisti contemporanei in un arco di tempo ristretto, i costi ambientali si impennano».

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