Ape regina: tutto quello che c’è da sapere

L’ape regina è l’unico individuo fertile dell’alveare, nata da una larva alimentata esclusivamente con pappa reale. La sua ascesa è segnata da lotte mortali, un volo nuziale irripetibile e una vita interamente dedicata alla riproduzione. Quando perde efficacia, viene sostituita da una nuova regina in un processo che può portare alla sciamatura.

Ape regina: tutto quello che c’è da sapere - immagine di copertina

    Parlare di api senza menzionare l’ape regina sarebbe come descrivere una monarchia ignorando il re: semplicemente assurdo. In ogni colonia, l’ape regina è l’unico individuo femmina fertile, responsabile non solo della riproduzione, ma anche dell’equilibrio dell’intero microcosmo che chiamiamo alveare. A differenza di quanto l’epiteto regale potrebbe far pensare, non impone il proprio volere a suon di scettri e decreti, bensì attraverso un sofisticato sistema di feromoni che regola il comportamento delle altre api, dalla raccolta del nettare fino alla costruzione delle cellette. È una figura tanto enigmatica quanto indispensabile, che non comanda ma induce, non parla ma detta legge col solo profumo.

    Nascita e incoronazione: un destino scritto nella pappa reale

    Tutte le api nascono dallo stesso tipo di uovo. Il loro destino viene deciso esclusivamente dalla dieta nei primissimi giorni di vita. Le larve destinate a diventare operaie vengono nutrite con una combinazione di miele e polline, mentre quelle scelte per diventare regine ricevono esclusivamente pappa reale, una sostanza iperproteica secreta dalle ghiandole delle nutrici. Questo trattamento alimentare altera in modo radicale il loro sviluppo: l’ape regina crescerà più grande, vivrà più a lungo (fino a 5 anni, un’eternità per un’insetta) e svilupperà gli organi riproduttivi necessari per deporre fino a 2.000 uova al giorno. E se pensate che sia una maternità idilliaca, aspettate di sentire come avviene la selezione della regina definitiva.

    Un trono conquistato a colpi di veleno

    La selezione finale della regina è tutt’altro che democratica. Quando più larve vengono nutrite come future regine, la prima a emergere dalla cella reale inizia subito la sua sanguinosa campagna: cerca le sue rivali ancora non nate e le uccide infilando il pungiglione nelle loro cellette. Se due regine emergono contemporaneamente, si sfidano in un duello mortale da cui solo una sopravvive. Non c’è spazio per l’uguaglianza nell’alveare: una sola regina, una sola fonte di feromoni, un solo ordine possibile. È la crudele legge della supersocietà: non vince la più forte, ma la prima e la più spietata.

    Vita amorosa: un volo nuziale e poi l’eternità (quasi)

    Una volta incoronata, la giovane regina compie un unico, memorabile volo nuziale durante il quale si accoppia in volo con una dozzina di fuchi, immagazzinando nel suo organo riproduttivo tutto il seme necessario per il resto della sua vita. I fuchi, una volta adempiuto al loro unico scopo esistenziale, cadono letteralmente dal cielo e muoiono. La regina invece torna all’alveare e inizia la sua lunga carriera da madre instancabile. Non si accoppierà mai più, ma continuerà a deporre uova fertilizzate (da cui nasceranno operaie) e non fertilizzate (che daranno vita a nuovi fuchi). Una logistica riproduttiva tanto efficiente quanto alienante.

    Quando la regina decade: il destino del trono

    Con il passare del tempo, la produzione di feromoni della regina diminuisce. Le api operaie, sensitive come pochi altri esseri viventi, se ne accorgono immediatamente. A quel punto, cominciano a nutrire nuove larve con pappa reale, preparando la successione. Se la regina è ancora viva quando la nuova pretendente emerge, può avvenire un fenomeno curioso: la sciamatura. Una parte della colonia, insieme alla vecchia regina, abbandona l’alveare per fondarne uno nuovo, lasciando campo libero alla giovane regina. È un ricambio generazionale più ordinato di quello di molti governi umani.

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