Calaveritas de azúcar: come fare i teschi zuccherati tipici del Día de los Muertos

da | Ott 31, 2022 | riciclo creativo, Speciale: Halloween Sostenibile, vivere green | 0 commenti

Tra fine ottobre e i primi giorni di novembre i nostri cimiteri si popolano di crisantemi in vista della commemorazione dei defunti. Nello stesso periodo in Messico ci si prepara a un’importante ricorrenza, il Día de los Muertos. In varie aree del Paese i campi funebri si riempiono di cempasúchil, fiori di colore arancione che sprigionano un profumo in grado di guidare le anime dei defunti fino a casa. Così dice la tradizione!

Sono giorni speciali quelli che vanno approssimativamente dal 28 ottobre al 2 novembre, giorni in cui le famiglie messicane si riuniscono per accogliere i cari defunti in un clima tutt’altro che triste e tetro, ma allegro e gioioso. D’altronde è l’unico momento dell’anno in cui le anime degli antenati possono tornare sulla terra dei vivi. Insomma, una festa davvero unica nel suo genere, durante la quale l’intera comunità celebra la propria identità attraverso il legame con gli antenati.

Día de los Muertos: origini e come si celebra

Il Día de los Muertos, riconosciuto come Patrimonio Immateriale dell’Umanità dall’Unesco, è una miscela variopinta di molteplici tradizioni. L’origine è preispanica ed è correlata a una visione della morte decisamente diversa da quella cattolica, con cui si è successivamente mescolata. Nella visione preispanica di gruppi etnici come i Totonac, Nahua, Mexica e Maya, la morte decretava l’inizio del viaggio verso Mictlán, dove i morti avrebbero incontrato il dio Mictlantecuhtli e la dea Mictecacíhuatl.

Una volta giunto a destinazione, il defunto offriva dei doni agli dei del Mictlán, che lo indirizzavano in una delle nove regioni di questo mondo ultraterreno per un periodo di prova di 4 anni, prima di raggiungere l’ultimo piano, luogo dell’eterno riposo. In tale ottica la morte non rappresentava la fine naturale della vita ma era considerata come parte di un ciclo infinito.

I popoli preispanici non credevano nell’inferno e nel paradiso come luoghi di punizione e ricompensa, ma ritenevano che il destino dell’anima fosse determinato dal tipo di morte subìta. Come spiega La Ciencia y el hombre, chi moriva in combattimento, per esempio, era destinato all’Omeyocan, chi moriva di morte naturale finiva al Mictlan, chi di annegamento andava al Tlalocan e via dicendo.

Con l’arrivo degli Spagnoli nel XVI secolo, si diffuse progressivamente il cattolicesimo, che tuttavia non riuscì a estirpare le tradizioni indigene, finendo per mescolarsi con esse. Il sincretismo tra le usanze spagnole e quelle indigene ha dato origine a quella che oggi è la festa del Giorno dei Morti.

Si ritiene che solo in questo particolare periodo dell’anno i defunti possano raggiungere i propri cari facendo un lungo viaggio che dall’aldilà li riporta alla terra dei vivi che, dal canto loro, devono preparare tutto l’occorrente per guidarli e accoglierli dignitosamente.

Día de los Muertos: l’importanza dell’altare e le sue simbologie

L’altare (El altar de muertos) è l’elemento principale, portale tra il mondo dei vivi e dei morti. Solitamente è organizzato su più livelli: come spiega Casa de Mexico ci sono altari a due livelli che simboleggiano cielo e terra, e altari a tre livelli che rappresentano il cielo (primo livello), la terra (secondo livello), e il purgatorio (terzo livello). L’altare a sette livelli simboleggia invece i gradini necessari per raggiungere il paradiso in modo da poter riposare in pace.

Gli altari vengono arricchiti con specifici elementi, ognuno dei quali va posizionato sui diversi gradini. Vi troviamo:

  • papel picado, colorate decorazioni di carta velina ritagliata che simboleggiano il vento;
  • candele;
  • semi;
  • cibi preferiti dal defunto;
  • acqua per dissetarlo (ma anche fonte di vita);
  • sale (elemento protettivo e purificante);
  • croce;
  • cempasúchil;
  • Calaveritas de Azúcar (deliziosi teschi zuccherati);
  • foto dei defunti;
  • copale per purificare le energie e sanificare l’ambiente;
  • oggetti cari al defunto;
  • pan de muerto, pagnotta solitamente zuccherata a forma circolare, simbolo del ciclo di vita e morte, con una pallina al centro che simboleggia il cranio del defunto e strisce che rappresentano le ossa.

Día de los Muertos: quando e dove si celebra

Il Día de los Muertos ha inizio negli ultimi giorni di ottobre e si protrae fino al 2 novembre. Casa de Mexico spiega che il 28 è il giorno dedicato a chi ha perso la vita in modo violento e tragico, il 29 ai morti per annegamento, il 30 e il 31 ai bambini morti senza essere battezzati e ai più piccoli, l’1 novembre è il giorno di tutti coloro che hanno condotto una vita esemplare, e il 2 novembre è il Giorno dei Morti vero e proprio, dedicato al ritorno dei defunti sulla terra dei vivi.

La ricorrenza si celebra un po’ in tutto il Messico, spiega Mexsabores, ma ci sono aree del Paese e città particolarmente consigliate, a partire dalla mitica Città del Messico, che per l’occasione si riempie di cempasúchil e di altari dedicati ai cari defunti. Qui viene anche organizzata La Mega Procesión de las Catrinas, cui partecipano persone travestite da Catrina.

La Catrina è un elegante teschio con cappello, concepito originariamente dall’illustratore messicano José Guadalupe Posada nell’epoca della pre-rivoluzione. Si tratta della caricatura di una donna messicana borghese che rinnega le proprie origini cercando di assomigliare a una nobildonna francese, sia nel modo di vestire che nella carnagione così pallida da farla assomigliare a un morto. Posada si prendeva gioco di certa borghesia messicana che rinnegava la propria identità, vergognandosi della pelle scura e delle proprie origini, considerate inferiori rispetto ai bianchi colonizzatori. Successivamente la Catrina divenne simbolo del Día de Muertos.

Tornando alle città in cui viene celebrata la festa, si annoverano Aguascalientes, capitale dello stato omonimo, sede del Festival de las calaveras, ma anche Puebla, a Chignahuapan, dove si svolge il Festival della Luce e della Vita, durante il quale al calar della notte, delle fiaccole vengono fatte passare lungo un sentiero illuminato da candele e ceri per ricevere le anime sulle rive del fiume e guidarle fino agli altari. E la lista continua…
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Calaveritas de Azúcar: cosa sono e come realizzarle

Le Calaveras, o Calaveritas de Azúcar, sono teschi zuccherati preparati in occasione del Día de los Muertos. Dolcetti che si possono mangiare o utilizzare come offerta per i defunti, posizionandoli sull’altare. Ricordano che la morte fa parte della vita e che siamo tutti mortali. Mentre la pratica di decorarli è un modo per ricordare che il defunto è ancora presente perlomeno nello spirito. Il teschio può anche essere personalizzato con il nome di un defunto.

Che ne dite quest’anno di omaggiare la tradizione messicana preparandoli con le vostre mani? Il video tutorial di Tonito Bonito spiega passo passo come procedere.

Ingredienti

  • 250 g di zucchero bianco o raffinato;
  • 62 ml di acqua;
  • qualche goccia di limone;
  • un bastoncino di legno;
  • un termometro;
  • uno stampo (può essere di argilla, gesso o silicone).

Procedimento

  • Versate dell’acqua in un pentolino e aggiungete lo zucchero, mescolando con un mestolo di legno.
  • Dopo un po’ di tempo aggiungete qualche goccia di limone per evitare che lo zucchero si scurisca.
  • Continuate a mescolare finché la miscela non raggiungerà i 125 gradi. Potete misurare con un termometro apposito.
  • A questo punto posizionate il pentolino in un’altra pentola più grande in cui avrete versato dell’acqua fredda.
  • Spostate nuovamente il pentolino e mescolate sempre più rapidamente finché il caramello non risulterà di un bel colore bianco.
  • Trasferitelo subito nello stampo e lascialo raffreddare totalmente prima di estrarre il teschio.
  • Dopodiché non resta che decorarlo con delle miscele di varie tonalità che potete preparare unendo una tazza di zucchero a velo con 7 cucchiai di polvere di meringa, 4 cucchiai di acqua e coloranti vegetali, come spiegato nel seguente video.
  • Il composto va versato in una sac à poche, che vi consentirà di decorare il teschio con più precisione. Potete aggiungere anche pezzetti di carta stagnola colorata e pailettes.

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