Che cos’è l’agricoltura intensiva?

da | Mar 23, 2023 | agricoltura, ambiente | 0 commenti

L’agricoltura intensiva è un sistema di coltivazione che mira a produrre grandi quantità di alimenti in un lasso di tempo ridotto e a costi più bassi. Massima resa per minimo sforzo, che si concretizza di fatto in uno sfruttamento profondo del terreno.

Riducendo al minimo il discorso sul mondo agricolo – esistono infatti una moltitudine di modelli agricoli intermedi di cui al momento non ci occupiamo – si contrappongono due schemi produttivi che interessano il settore primario: l’agricoltura intensiva e l’agricoltura estensiva (se vuoi conoscere meglio questo argomento, puoi leggere questo articolo).

L’agricoltura intensiva

L’agricoltura intensiva si basa su pratiche industriali, fortemente invasive sul territorio, che puntano alla specializzazione di un territorio su un particolare tipo di coltura. L’utilizzo di macchinari come trattori e mietitrebbie, assieme a fitofarmaci, fertilizzanti e a sistemi di irrigazione artificiali, conferiscono all’agricoltura intensiva un’efficienza produttiva capace di soddisfare i bisogni alimentari di una popolazione in costante aumento. 

La situazione italiana

In Italia, l’agricoltura intensiva viene impiegata soprattutto nella Pianura Padana o in Puglia, mentre rimane impraticabile altrove a causa della conformazione territoriale, collinare e montuosa. Nel resto del mondo, troviamo esempi di agricoltura intensiva in paesi come Usa, Canada, Australia ed Europa occidentale, che riescono a investire grandi somme su macchinari, combustibili e prodotti chimici.

Uno schema produttivo di questo tipo, totalmente dipendente da fattori esterni dal sistema agricolo, ha un approccio fortemente impattante sul territorio, dalle emissioni di CO2 al disboscamento per produrre nuovi terreni da coltivare. Ma non solo. L’utilizzo di pesticidi è sempre più intenso: Acetamiprid, Boscalid, Fludioxonil, Azoxystrobina, Tubeconazolo e Fluopyram sono presenti nel 55% di ortaggi e frutta e, sebbene non siano pericolosi per la salute, rendono gli alimenti tutto fuorché genuini. Prodotti industriali che, sì, liberano il cibo dai parassiti, ma che uccidono anche moltissimi uccelli e inquinano acque di fiumi e mari.

Un sistema dunque divenuto tutt’altro che sostenibile, soprattutto perché in espansione. Il motivo lo abbiamo detto all’inizio: massima resa, per minimo sforzo.

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