Che cos’è l’axolotl, l’animale che sembra uscito da un anime

da | Lug 5, 2023 | pets, vivere green | 0 commenti

Hai mai sentito parlare dell’axolotl? Si tratta di un piccolo anfibio, più precisamente di una salamandra, che proviene dal Messico e che molte persone scelgono come animale domestico.

L’aspetto buffo e particolare lo rende uno degli animali esotici più ricercati, grazie anche al fatto che gli axolotl non sono difficili da allevare.

Scopriamo di più sull’axolotl, o assolotto, questa strana salamandra che sembra uscita da un anime giapponese.

Che cos’è l’axolotl

Nome scientifico Ambystoma mexicanum, anche noto come axolotl o assolotto, è una salamandra pedomorfica di origini messicane.

La pedamorfosi, in biologia, è una condizione di mantenimento, anche in età adulta, di alcuni tratti propri degli esemplari non maturi. Nello specifico, infatti, questa salamandra rimanendo allo stato larvale e non facendo mai la metamorfosi (al contrario di altri anfibi), vive tutta la vita sott’acqua. In particolari condizioni ambientali, può effettuare la metamorfosi, assumendo l’aspetto tipico delle altre salamandre.

Il suo habitat naturale sono laghi o canali a lento scorrimento e abbastanza profondi. Per la deposizione delle uova, l’axolotl utilizza la vegetazione dei fondali e delle sponde.

Ad oggi, questa specie sopravvive in natura solo in tre siti di Città del Messico, i canali di Xochimilco, il lago Chalco, e il lago di Chapultepec, mentre un tempo era diffuso in diversi punti del Messico Centrale.

Le principali caratteristiche dell’axolotl

Di dimensioni piuttosto piccole, da adulto l’axolotl raggiunge i 23-28 centimetri di lunghezza. Sono invece piuttosto rari gli esemplari oltre i 30 cm.

Un aspetto molto particolare quello dell’assolotto: una testa piatta, con bocca larga che sembra sempre sorridere e occhi piccoli e neri e senza palpebre. Ha tre paia di branchie esterne collocate alla base del capo, che gli servono per respirare, anche se l’axolotl può inalare ossigeno anche attraverso i polmoni e può scambiare gas tramite la pelle.

Possiede piccoli arti, un pinna dorsale che si sviluppa dal dorso fino alla coda a timone, che gli garantisce il movimento nell’acqua.

Maschio o femmina?

Per riconoscere se un axolotl è maschio o femmina ed evitare quindi riproduzioni indesiderate nel caso in cui si scelga di metterne diversi in un unico acquario, è sufficiente notare la presenza o meno di un rigonfiamento cloacale (si trova all’attaccatura della coda). Se presente, si tratta di un maschio, se assente di una femmina.

La presenza di questo rigonfiamento è visibile a partire dal sesto mese di vita, quando l’animale raggiunge la maturità sessuale. Le femmine, inoltre, sono tendenzialmente più grandi rispetto ai maschi.

Di che colore è l’axolotl?

In natura, l’axolotl ha un colore molto scuro, tra il marrone e il nero.

In cattività, questi animali assumono invece diverse colorazioni, varianti indotte attraverso la selezione di geni specifici: esistono quindi anche axolotl bianchi, beige, dorati oppure con macchie. Più insoliti, quelli grigi chiari con punti più scuri.

Molto rari l’axolotl color rame o quello assantico, senza colore e in gran parte trasparente. Ci sono infine anche esemplari albini con riflessi metallici e gli axolotl arlecchino, bianchi, ma dotati di cellule che possono pigmentarsi e assumere altri colori.

L’axolotl, un animale robusto

Una delle caratteristiche più interessanti di questo simpatico animale consiste nella sua capacità di rigenerare arti e organi. Se perde una zampa o se le branchie subiscono danneggiamenti, l’axolotl è in grado di autorigenerarsi in poco tempo.

Se si decide di adottare questa salamandra, naturalmente, sono necessari alcuni accorgimenti che riguardano specificatamente l’habitat nel quale lo si colloca. Evitare temperature troppo calde, un’eccessiva circolazione dell’acqua e mantenere un PH poco acido permetterà all’axolotl di vivere in tranquillità per molti anni. Questa salamandra, se allevata correttamente, può sopravvivere fino ai 15 anni (alcuni hanno raggiunto persino i 25). L’età minima, invece, si aggira tra gli 8 e i 10 anni.

Non è raro che gli axolotl vengano a contatto con parassiti: prestare attenzione a cambiamenti fisici o comportamentali della salamandra può aiutare a sbarazzarsene in tempo.

Il parassita Ergasilus sieboldi porta a gravi infiammazioni, che indeboliscono l’animale e lo rendono inappetente. I parassiti protisti colpiscono invece l’intestino dell’axolotl e causano problemi epidermici. Infine, i mesomicetozoi sono quelli più insidiosi, perché provocano vesciche sulla pelle dell’animale, non curabili, che creano delle lacerazioni ed escrescenze sul corpo dell’anfibio.

Un axolotl come animale domestico

Come dicevamo all’inizio, sempre più persone scelgono di avere un axolotl come animale domestico. Soprattutto in Cina e in Giappone, la sua presenza negli acquari è molto comune.

Che cosa mangia?

Sempre attento e pronto a cacciare, l’assolotto è un carnivoro predatore: mangia uova di insetti, molluschi, vermi, crostacei e pesci di piccole dimensioni. Persino i piccoli della sua stessa specie.

Se decidiamo di averne uno come animale domestico, è possibile nutrirlo con larve, zanzare, lombrichi, mosche. Gli axolotl giovani vanno nutriti tutti i giorni, mentre per gli adulti bastano due pasti a settimana.

L’acquario più adatto

Per tenerlo in casa, ci sono alcune informazioni da tenere in considerazione nella scelta dell’acquario.

Si può scegliere di allevare un axolotl singolo oppure una coppia: nel secondo caso sarà necessario avere un acquario sufficientemente grande e spazioso per entrambi. Andrà calcolata una quantità pari a 50/80 litri per axolotl, con una vasca ampia ma non necessariamente troppo alta.

Evitiamo anche la convivenza di questi animali con i pesci, che verrebbero considerati cibo da predare. Mentre il fondale dovrebbe essere spazioso e con luoghi protetti in cui l’axolotl possa rifugiarsi (radici, grotte e altri elementi). Le specie migliori di piante da scegliere sono la felce di Giava, l’alga d’acqua e il muschio, ma anche piante galleggianti che possano creare ombra.

Essendo animali notturni, scegliere una parte della casa con poca luce è assolutamente essenziale.

Temperatura

In natura, l’axolotl sceglie acque fredde, profonde, dolci e ricche di ossigeno: fondamentale per la salute di questo anfibio ricreare queste condizioni anche all’interno dell’acquario. L’ideale è mantenere una temperatura tra i 12 e i 20 gradi: sopra i 24 gradi, soffre tantissimo e comincia a nuotare in fretta per l’acquario in cerca di un luogo più freddo.

Meglio mantenere quindi temperature anche leggermente più basse ed evitare assolutamente che l’acqua si scaldi troppo e che, accelerando il metabolismo dell’axolotl, ne comprometta la sopravvivenza.

Sarà anche necessario dotare l’acquario di un filtro e una pompa, che garantiranno igiene e ossigenazione, e mantenere un PH dell’acqua basico, tra il 7 e il 7,5.

A rischio di estinzione

Animale sacro nella cultura atzeca, una leggenda narra che il dio Xolotl per sfuggire al suo sacrificio si sia trasformato in diverse piante e animali. L’ultima trasformazione, l’axolotl appunto, sarà quella definitiva: la condanna viene scelta da suo fratello Quetzalcoatl per il mancato adempimento del suo dovere.

Tutta messicana quindi l’origine di questo animale. Questa salamandra, che come abbiamo visto abita al momento solo in tre luoghi specifici, nonostante possa vivere e riprodursi in cattività, rischia l’estinzione in natura per il degrado del suo habitat.

Ma non solo: se in passato molto spesso l’axolotl era presente nelle ricette tipiche messicane, anche ora non è così raro trovarlo nei banchi del mercato del pesce messicani.

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