Dai rifiuti di ieri alla mobilità di domani: l’idea di Frank Blase

da | Ott 12, 2022 | mobilità sostenibile, viaggiare green | 0 commenti

Plastica e inquinamento sono tra le principali problematiche del nostro Pianeta: la produzione di oggetti in plastica usa e getta ha raggiunto livelli talmente elevati da essere praticamente impossibile da gestire, soprattutto in Paesi con sistemi di raccolta poco efficienti. Il suo utilizzo capillare nei vari settori e la sua alta persistenza nel tempo stanno causando problemi alla flora e fauna selvatica, oltre che all’essere umano.

Siamo davvero sicuri che non ci siano valide soluzioni per avere un minore impatto sull’ambiente, coinvolgendo anche alcuni aspetti della vita quotidiana? 

La crescente attenzione al tema dell’inquinamento ambientale sta spingendo sempre più persone a spostarsi con mezzi sostenibili come biciclette e monopattini. Tuttavia, favorire progetti che mettono al centro la sostenibilità ambientale potrebbe aprire la strada all’utilizzo di materiali che pensavamo fossero destinati a rimanere inutilizzati.

E se la soluzione per un futuro più sostenibile fosse anche legato alla capacità di dare nuova vita ai rifiuti inquinanti?

Molte volte la scelta di trasformare un problema in un’opportunità può portare a ottimi risultati. Per salvare e proteggere (almeno in parte) il nostro Pianeta è necessario creare un’economia circolare con progetti e proposte legate alla realizzazione di prodotti inevitabilmente più sostenibili. Se quella di evitare completamente la produzione di rifiuti può sembrare la soluzione migliore (ma quasi impossibile da realizzare) per l’ambiente, ogni oggetto che utilizziamo prima o poi è destinato a diventare un rifiuto da smaltire.

Dai rifiuti di ieri alla mobilità di domani

In un momento in cui si parla continuamente di mobilità sostenibile, il progetto di Igus mi ha colpita particolarmente: riutilizzare la plastica facendola diventare un mezzo di trasporto sostenibile? Non è impossibile!

Sulla base di tale concetto, Motion Plastics Igus e la startup di biciclette olandese MTRL sono riusciti a realizzare una bicicletta composta per oltre il 90% da plastica riciclata.

Dal lontano 2009, anno in cui il CEO di Igus, Frank Blase, ebbe l’idea di progettare un mezzo che potesse resistere a lungo nel tempo, solamente nel 2019 le due aziende sono riuscite a raggiungere un accordo per portare sul mercato un mezzo sostenibile realizzato con plastica di scarto.

Siamo sommersi dai rifiuti in plastica: ci troviamo a un punto di non ritorno come conseguenza di una cultura basata sull’utilizzo di oggetti di plastica monouso che raggiungono persino le coste e le acque degli oceani. La presentazione di proposte utili per affrontare il problema dei rifiuti di plastica è di fondamentale importanza. Se pensiamo che solamente una piccolissima percentuale del valore degli imballaggi di plastica rimane nell’economia è necessario che ciascuna realtà basi le proprie strategie di produzione anche sul riciclaggio e sul riuso.

Perché non trarre ispirazione dal progetto dell’igus:bike per far sì che i rifiuti in plastica possano diventare una grande risorsa anche nel settore delle due e quattro ruote?

Per fare ciò è indispensabile rivalutare nuovi sistemi, mettendo al centro delle proprie strategie un modello di economia circolare e trasformando i prodotti di oggi in una risorsa del domani. L’idea dell’igus:bike offre ai costruttori di biciclette di tutto il mondo l’opportunità di evolversi sfruttando una tecnologia del tutto innovativa.

«La plastica che ancora oggi si accumula nelle discariche può diventare, in tutto il mondo, una risorsa preziosa» afferma lo stesso CEO di Igus, Frank Blase.

La igus:bike, da poco presentata alla fiera di Hannover, è stata realizzata principalmente con plastiche di recupero, utilizzando dunque materiali originariamente classificati come monouso.

«Con la piattaforma igus:bike vogliamo promuovere il know-how sulle materie plastiche nell’industria globale delle biciclette. Il nostro obiettivo è rendere la plastica una risorsa sostenibile e preziosa così da sostenere un’economia circolare a livello internazionale» spiega Alexander Welcker, Bicycle Industry Manager di Igus.

Ma cos’è che rende questa bicicletta del tutto sostenibile? Con questo progetto Motion Plastics Igus e la startup olandese MTRL sono riusciti a creare una soluzione per l’inquinamento ambientale causato dai rifiuti in plastica trasformandola in un potenziale per la mobilità moderna e sostenibile: realizzare una bicicletta in plastica significa, infatti, eliminare anche ulteriori costi legati alla manutenzione del veicolo. Come spiega l’azienda, le plastiche utilizzate nelle componenti della bicicletta, oltre a essere leggere, sono esenti da lubrificazione. Un grande risultato è stato anche quello di riuscire a impiegare la plastica per realizzare gli ingranaggi, eliminando completamente il problema della ruggine e permettendo al mezzo di durare a lungo nel tempo.

«Dalla plastica prelevata dagli oceani alle motion plastics, il programma igus:bike ha tutte le carte in regola per diventare un prodotto ecologico e altamente tecnologico» ha inoltre ribadito Frank Blase.

Cosa ne pensate se, sulla base di quanto affermato da Igus, puntassimo dunque a un’economia completamente circolare? Probabilmente daremmo un “piccolo” contributo per salvare l’intero ecosistema.

Quando si parla di mobilità sostenibile si fa ormai riferimento a un sistema di trasporto che sia in grado di impattare il meno possibile sull’ambiente. Ma se vogliamo realmente tutelare il Pianeta da inquinamento ed emissioni di CO2 anche la produzione dei mezzi di trasporto dovrebbe avere alla propria base delle politiche eco-sostenibili. Non dimentichiamo che la scelta di intraprendere un’economia circolare porta con sé innovazione e crescita anche dal punto di vista lavorativo!  

Dettagli igus:bike

  • Peso: 16 kg.
  • Parti realizzate in plastica: telaio, ingranaggi planetari, ruota anteriore, cuscinetti, pedali e cerchioni delle ruote.
  •  Cerchi rivestiti da pneumatici Continental.
  • Arrivo sul mercato previsto tra fine 2022 e inizio 2023.
  • Costo: 1.400 euro.

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