È reato bestemmiare in pubblico? Ecco cosa prevede la legge

In molti lo fanno senza pensarci, ma bestemmiare in pubblico è un illecito amministrativo punibile a norma di legge con una multa anche di qualche centinaio di euro.

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    La bestemmia, in Italia, non è soltanto un’espressione volgare o un intercalare colorito: è un fenomeno culturale che affonda le sue radici nella storia sociale del Paese. In molte regioni, soprattutto nel Nord-Est ma non solo, l’imprecazione contro il sacro è entrata nel linguaggio quotidiano, spesso svuotata – almeno nelle intenzioni di chi la pronuncia – di un reale intento offensivo verso la religione. Allo stesso tempo, anche nel Centro e nel Sud esistono forme dialettali di bestemmia che fanno parte della tradizione popolare, tramandate di generazione in generazione.

    Questa diffusione trasversale non deve però trarre in inganno. Il fatto che la bestemmia sia radicata nel costume non significa che sia lecita. Anzi, il nostro ordinamento giuridico la considera un illecito quando viene pronunciata in pubblico. È qui che si crea il cortocircuito tra abitudine sociale e norma giuridica: ciò che per alcuni è solo uno sfogo, per la legge può rappresentare una violazione sanzionabile.

    Bestemmiare è reato?

    Per comprendere cosa dice la legge, occorre distinguere tra reato e illecito amministrativo. In passato, la bestemmia era considerata un vero e proprio reato penale. Oggi non lo è più in senso stretto, ma resta comunque un comportamento vietato.

    L’articolo 724 del Codice Penale punisce chi, pubblicamente, bestemmia con invettive o parole oltraggiose contro la divinità. Con la depenalizzazione avvenuta negli anni Novanta, la sanzione non comporta più un processo penale, ma una multa amministrativa. Questo significa che chi bestemmia in un luogo pubblico o aperto al pubblico può essere sanzionato con una somma di denaro.

    È importante sottolineare che la punibilità scatta solo quando la bestemmia è pronunciata in pubblico o in presenza di più persone. Un’imprecazione detta tra le mura domestiche, in ambito privato, non integra l’illecito previsto dalla norma. La dimensione pubblica è dunque l’elemento centrale su cui si fonda l’intervento della legge.

    Non tutte le bestemmie sono uguali

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    Un altro aspetto spesso trascurato riguarda il contenuto dell’espressione blasfema. La norma fa riferimento specifico alle invettive contro la divinità. Questo significa che non tutte le espressioni offensive legate alla religione rientrano automaticamente nell’articolo 724.

    La giurisprudenza ha più volte chiarito che la bestemmia deve consistere in un’offesa diretta alla divinità. Diverso è il caso delle espressioni ingiuriose rivolte ai santi o alla Madonna: queste, pur potendo risultare offensive per i credenti, non rientrano nella fattispecie specifica della bestemmia prevista dal Codice Penale. Possono eventualmente configurare altre ipotesi di illecito, ma non quella disciplinata dall’articolo 724.

    Inoltre, il contesto conta. Una frase pronunciata in uno stadio, in un bar o per strada può avere rilevanza giuridica se percepita da più persone. In ambienti particolari, come durante una manifestazione pubblica o in un luogo di culto, l’episodio può assumere un peso diverso anche sotto il profilo dell’ordine pubblico e del rispetto della sensibilità altrui.

    La legge, dunque, non entra nel merito della fede personale, ma tutela il sentimento religioso come valore collettivo, soprattutto quando viene leso in uno spazio condiviso. Bestemmiare in pubblico non è più un reato penale, ma resta un comportamento che può costare caro. E se è vero che la cultura popolare ha normalizzato certe espressioni, è altrettanto vero che il diritto continua a considerarle un illecito quando superano la soglia della sfera privata.

    A quanto ammonta la multa per bestemmia

    L’importo della multa può variare, ma in genere si colloca in una fascia che va da 51 a 309 euro. La somma concreta viene determinata dall’autorità competente in base alle circostanze del fatto, al contesto in cui è avvenuto e alla condotta complessiva della persona sanzionata. Non si tratta quindi di un importo fisso, bensì di una sanzione modulabile entro i limiti stabiliti dalla legge.

    Va inoltre ricordato che, come per gli altri illeciti amministrativi, è possibile beneficiare del pagamento in misura ridotta entro un determinato termine, evitando così l’aumento dell’importo. In ogni caso, al di là dell’aspetto economico, la sanzione rappresenta un richiamo formale al rispetto dello spazio pubblico e della sensibilità collettiva. Anche un’espressione pronunciata d’impulso, se detta nel luogo sbagliato e davanti alle persone sbagliate, può trasformarsi in una multa concreta.

     

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