Il latte di cammello potrebbe diventare il nuovo latte di mucca

da | Mag 14, 2024 | alimentazione, vivere green | 0 commenti

Globalizzazione, cambiamento climatico, affari: ecco alcune delle ragioni per cui non dovreste stupirvi di leggere che, a breve, il latte di cammello potrebbe diventare il nuovo latte di mucca.

Preparatevi quindi a immaginare il principe del deserto chiuso in un box, accanto a centinaia di esemplari uguali confinati in altrettanti box, in enormi aziende lattiero-casearie. Cominciate a pensare a migliaia di cammelli munti meccanicamente, esattamente come succede con le mucche, in un sistema di produzione uguale a quello che coinvolge in allevamenti lager migliaia di bovini, suini e ovini in tutto il mondo. Fino ad ora i cammelli sono sfuggiti a questo sistema, ma hanno tutto il potenziale per affrontare (e forse vincere) le sfide legate alla produzione in tempi di cambiamento climatico.

Sì, perché i cammelli sono animali resistenti, adatti a sopportare giornate torride e notti gelide nel deserto. Possono sopravvivere per giorni con poca acqua, producendo tra l’altro meno metano rispetto alle mucche, agli ovini e ad altri ruminanti. Resistenti, dunque, anche ai cambiamenti climatici e perfetti per adattarsi alla produzione alimentare a queste nuove condizioni, soprattutto nelle regioni desertiche e aride. Con le grandi aziende interessate a combinare soluzioni climatiche con opportunità di crescita capitalistica, l’industria dei cammelli a carattere industriale è in rapida espansione.

Latte di cammello: domanda in crescita

Fonte ricca di vitamina C, povera di grassi, l’alternativa al latte di mucca e capra costituita dal latte di cammello sta assumendo una certa rilevanza e la sua richiesta sta crescendo sempre di più.

Un’indagine di “The Conversation” ha preso in esame le pratiche di pastorizia nomade dei cammelli nelle aree rurali dell’Arabia e dell’Asia centrale. In Mongolia, nel deserto del Gobi, e in Oman, il latte di cammello è consumato fresco o nel tè, e viene trasformato in bevande fermentate o in cagliate essiccate per una maggiore durata.

Da un consumo fortemente locale e correlato alle attività di pastorizia nelle regioni aride, adesso la sua commercializzazione si sta estendendo su ampia scala grazie al sapore delicato del latte di cammello, il suo basso contenuto di lattosio e il valore nutrizionale.

Si prevede che il settore crescerà rapidamente, con stime di un mercato globale del latte di cammello che potrebbe valere dai 2 ai 13 miliardi di dollari entro la fine del decennio.

Alcuni imprenditori stanno iniziando a sviluppare razze di cammelli che possano produrre più latte e a replicare gli schemi di produzione con cui nel resto del mondo si ottiene latte di mucca. Negli Emirati Arabi Uniti e in Arabia Saudita, infatti, sono stati istituiti allevamenti di migliaia di cammelli.

Proprietà del latte di cammello

Come accennato, infatti, il latte di cammello offre una composizione nutrizionale unica che lo distingue da altri tipi di latte. Rispetto ai latticini tradizionali, presenta bassi livelli di zucchero e colesterolo, ma è ricco di vitamine, minerali e antiossidanti, come potassio, ferro, rame, magnesio e vitamina C.

Una tazza di latte di cammello fornisce approssimativamente 110 calorie, 5 grammi di proteine, 4,6 grammi di grassi (di cui 3 grammi sono grassi saturi) e 11 grammi di carboidrati, con 8 grammi di zucchero.

Il latte di cammello offre potenziali benefici per la salute, simili al latte materno umano. Può essere un’alternativa sicura per coloro che soffrono di allergie al latte, poiché contiene una proteina diversa rispetto ai latticini tradizionali, che non scatena risposte immunitarie. Alcuni studi hanno suggerito che il consumo regolare di latte di cammello potrebbe contribuire alla prevenzione del diabete, aiutando a controllare i livelli di zucchero nel sangue, ridurre la resistenza all’insulina e abbassare il colesterolo.

Al momento il latte di cammello è costoso (con un prezzo che può variare tra 16 e 18 dollari per una pinta), proprio per la minore produzione di latte dei cammelli rispetto alle mucche.

Che ne sarà dei cammelli?

Nelle regioni rurali della Mongolia e nei deserti dell’Arabia, dove da sempre si consuma latte di cammello, i pastori nomadi tengono gli animali senza confini recintati e li mungono manualmente.

Potrebbe però, presto, imporsi un sistema diverso, fortemente dipendente dai combustibili fossili, dagli input chimici e dai mangimi importati. Un passaggio a mega-caseifici, con produzione di latte su larga scala.

Ma cosa ne sarà quindi dei cammelli?

Nel corso della storia, l’uomo li ha utilizzati per il commercio a lunga distanza, nell’esercito, nel trasporto di attrezzature militari e come fonte di sussistenza locale e familiare. Oggi sono largamente (e impropriamente) utilizzati anche come attrazione turistica.

Il passaggio in più, oggi, potrebbe essere proprio l’allevamento industrializzato per massimizzare la produzione di latte con l’uso di recinzioni e il controllo della mobilità degli animali. Un mondo totalmente lontano dalle antiche conoscenze e tradizioni dei pastori nomadi.

Post correlati