Le 10 droghe più pericolose al mondo

Quali sono le droghe più pericolose al mondo? Che effetti hanno? E, soprattutto, quante vittime causano ogni anno? Te lo raccontiamo qui.

Parlare di droghe è sempre delicato, soprattutto quando si contano le vittime: l’OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità, stima circa 600.000 morti l’anno attribuite all’uso di droghe, di cui l’80% a oppioidi. In questi casi si intendono le morti da overdose, direttamente collegate all’abuso di sostanze.

Eppure, l’overdose non è l’unica causa di morte riconducibile all’utilizzo di una sostanza, seppur sia la più semplice da catalogare. Per cui quando si cercano questi dati è complesso fare un conteggio e una correlazione tra l’abuso di una sostanza (come l’alcol che può causare, ad esempio, gravissimi problemi alla guida) e un decesso effettivo.

È inoltre importante chiarire il significato del termine droga: si intende una sostanza psicoattiva che crea dipendenza fisica e/o psicologica e che è in grado di alterare le attività del sistema nervoso. Le sostanze che andremo a classificare sono scientificamente considerate droghe, per cui anche se alcune sono legali e popolari, non possiamo esimerci da inserirle in questa sfortunata classifica.

1) Tabacco (nicotina): la droga legale che uccide di più

Tecnicamente la nicotina è una droga: una sostanza psicoattiva che crea dipendenza, e l’industria del tabacco ha avuto decenni per rendere il prodotto sempre più “efficiente” nel fissarsi nel cervello. Il tabacco non dà la classica overdose “istantanea”, ma lavora come una tassa sulla vita: cardiovascolare, respiratoria, oncologica.

Il rischio fisico è un pacchetto completo: tumori (soprattutto polmone), ictus, infarti, BPCO; e anche chi non fuma paga il conto con il fumo passivo. Si parla di oltre 7 milioni di morti ogni anno, inclusi 1.6 milioni di non fumatori esposti al fumo passivo.

Ciliegina sulla torta è anche un disastro dal punto di vista ambientale, con coltivazioni intensive, deforestazione locale, uso di pesticidi e mozziconi ovunque.

2) Alcol: normalizzato, ma tossico

L’alcol è l’esempio perfetto di come una sostanza possa essere culturalmente “accettata” e allo stesso tempo devastante. L’etanolo è psicoattivo e tossico, può creare dipendenza e ha un impatto enorme su incidenti stradali, violenza, salute mentale e malattie croniche.

Tra continui episodi, come malattie che si protraggono nel tempo e incidenti, questa sostanza è responsabile di 2.6 milioni di morti l’anno.

3) Oppioidi (eroina e oppioidi “da strada”): chi provoca overdose

Gli oppioidi includono eroina, morfina, ossicodone e altri analgesici, ma anche oppioidi sintetici/semisintetici che circolano illegalmente. Agiscono su recettori che modulano dolore e piacere, ma soprattutto possono deprimere la respirazione: è lì che nasce l’overdose mortale.

Dove si usano? Con intensità diverse in molte regioni. Il punto chiave è che in alcuni contesti la catena “prescrizione-dipendenza-mercato illegale” ha alimentato epidemie, mentre altrove contano rotte e disponibilità. Il rischio fisico più grande è la morte per depressione respiratoria, ma ci sono anche infezioni (HIV, epatiti) legate all’uso iniettivo, e complicanze cardiache/polmonari.

Si parla di quasi mezzo milioni di morti l’anno, di cui 125.000 per overdose.

4) Fentanili illeciti e analoghi: potenza estrema, margine d’errore vicino allo zero

Il fentanyl nasce come farmaco (utilissimo in medicina), ma nel mercato illegale e negli “analoghi” diventa una roulette. Il problema tecnico è la potenza: dosi minuscole possono essere fatali, e la contaminazione di altre droghe (o pillole false) aumenta il rischio per chi non ha tolleranza.

Utilizzato in modo drammatico in Nord America, causa overdose rapidissima, depressione respiratoria, e difficoltà di gestione clinica.

5) Nitazeni (nuovi oppioidi sintetici): la nuova ondata che fa paura

I nitazeni sono una famiglia di oppioidi sintetici ad alta potenza che può comparire in polveri, miscele o pillole contraffatte. Tecnicamente è un incubo per la sanità pubblica: identificazione non sempre immediata, potenza elevata, rischio altissimo per persone senza tolleranza.

I segnali più documentati, per ora, arrivano dall’Europa. I rischi fisici sono quelli degli oppioidi, moltiplicati dall’incertezza su dose e presenza in prodotti “spacciati per altro”.

6) Cocaina (e crack): stimolante “sociale”, danno cardiaco reale

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La cocaina è uno stimolante: aumenta dopamina e noradrenalina, alza pressione e frequenza cardiaca, stringe i vasi. Tradotto: il corpo va in modalità “sopravvivenza” anche quando sei seduto su uno sgabello. Il crack è una forma fumabile che arriva al cervello ancora più rapidamente, aumentando picchi e rischi.

La cocaina rappresenta una delle droghe più conosciute e utilizzate al mondo. Difficile stimarne le vittime perché spessissimo viene mescolata ad altre sostanze. Può causare infarti giovanili, aritmie, ictus, crisi d’ansia, psicosi e complicanze respiratorie.

7) Metanfetamina (crystal meth): lo stimolante che “brucia” cervello e corpo

La metanfetamina è uno stimolante potentissimo e neurotossico: spinge dopamina e noradrenalina a livelli che il cervello non è progettato per gestire a lungo. L’effetto immediato può sembrare energia e euforia, ma il prezzo è alto: insonnia estrema, paranoia, comportamenti rischiosi, e un dopo devastante.

Storicamente molto presente in alcune aree del Pacifico e delle Americhe, con fasi di espansione anche altrove. I rischi fisici includono ipertermia, aritmie, ictus, danno dentale e infezioni legate a pratiche di consumo e contesti di marginalità. Sul piano psichico, la psicosi da stimolanti è violentissima.

Difficile calcolare le vittime, ma un’analisi globale delle morti attribuite ai “disturbi da uso di droghe” (con focus su oppioidi, anfetamine, cocaina e cannabis) nel 2021 ha stimato circa 137.278 decessi complessivi (categoria “use disorders”, non tutte le overdose/incidenti). Non è “solo metanfetamina”, ma dà l’ordine di grandezza del danno misurabile quando lo guardi con la lente epidemiologica.

8) Amfetamine e stimolanti sintetici (inclusi alcuni “speed”): la famiglia che cambia faccia troppo in fretta

Sotto “amfetamine” (o anfetamine) finiscono sostanze diverse e, soprattutto, mercati diversi: produzione, tagli, dosaggi e combinazioni possono variare tantissimo. A livello neurochimico, il meccanismo è simile agli altri stimolanti: spinta su dopamina/noradrenalina, con aumento di allerta e, spesso, ansia e aggressività.

I rischi fisici includono ipertensione, aritmie, ictus, ipertermia, e un forte impatto su sonno e salute mentale. L’uso ripetuto tende a peggiorare irritabilità, depressione e vulnerabilità psicotica.

9) Benzodiazepine (quando diventano abuso): da “pillola per dormire” a moltiplicatore di overdose

Le benzodiazepine sono farmaci (ansiolitici/ipnotici) efficaci, ma il confine tra uso terapeutico e abuso può diventare scivoloso, soprattutto con automedicazione, mercato nero e mix con alcol o oppioidi. Il punto tecnico è questo: da sole raramente causano un’overdose letale come gli oppioidi, ma in combinazione possono aumentare tantissimo il rischio perché potenziano la sedazione e deprimono la respirazione.

Dove si usano? Ovunque ci sia accesso medico o mercato parallelo. I rischi fisici includono cadute, incidenti, tolleranza e dipendenza, sindromi da astinenza importanti; e, soprattutto, il ruolo nel policonsumo.

Non è “la droga che uccide di più” da sola, ma è una delle sostanze che rende molto più facile morire.

10) Cannabinoidi sintetici (Spice e simili): “finto THC”, rischio vero

Qui siamo nella categoria delle sostanze che, a livello di sostenibilità e salute pubblica, fanno venire i brividi: molecole nuove, prodotte e modificate rapidamente, spesso spruzzate su materiale vegetale e vendute come “cannabis”. Il problema tecnico è che molti cannabinoidi sintetici sono agonisti molto più forti sui recettori rispetto al THC, con effetti imprevedibili.

Causano tachicardia, ipertensione, convulsioni, psicosi acute, casi di insufficienza renale e altre complicanze segnalate in vari contesti clinici. Sul piano delle “vittime”, è una categoria che soffre particolarmente la mancanza di conteggi uniformi, perché la sostanza cambia nome e struttura più in fretta dei sistemi statistici.

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