Proteine blu: ecco come le alghe ci aiuteranno nella transizione ecologica

Le proteine blu, ottenute da alghe come la lattuga di mare, offrono un’alternativa sostenibile alla carne grazie a innovativi metodi di estrazione, riducendo l’impatto ambientale e migliorando la nutrizione.

Le proteine blu rappresentano il futuro dell’alimentazione: è questa la teoria sostenuta da molte ricerche della comunità scientifica in tema di cibo e nutrizione. Secondo uno studio condotto dai ricercatori della Chalmers University of Technology, in Svezia, e pubblicato sulle pagine della rivista scientifica “Food Chemistry”, un’alternativa sostenibile alla carne potrebbe essere la lattuga di mare.

La sostenibilità è ormai un tema centrale nel nostro modo di vivere e consumare e uno degli ambiti dove possiamo fare la differenza è proprio l’alimentazione, in particolare il modo in cui produciamo e consumiamo proteine. In questo contesto, le proteine blu non solo si propongono come un’efficace alternativa dal punto di vista nutrizionale, ma offrono anche un grande potenziale per ridurre l’impatto ambientale della filiera alimentare.

Cosa sono le proteine blu?

Le proteine blu sono proteine ottenute da risorse marine, principalmente alghe e macroalghe, coltivate in modo sostenibile. Queste proteine rappresentano un’alternativa valida e meno impattante rispetto a quelle animali e offrono quindi vantaggi nutrizionali e ambientali.

La protagonista del progetto svedese CirkAlg, la lattuga di mare (Ulva fenestrata), contiene non solo proteine ricche di aminoacidi essenziali, ma anche nutrienti fondamentali come vitamina B12 e acidi grassi omega-3, simili a quelli presenti nei pesci grassi.

Ma perché si chiamano proteine blu? L’aggettivo richiama ovviamente l’origine marina di queste risorse che possono avere un ruolo determinante nella transizione ecologica. Le alghe infatti possono essere coltivate senza necessità di acqua dolce, fertilizzanti o pesticidi, e contribuiscono al riutilizzo di nutrienti altrimenti persi.

Un metodo rivoluzionario per estrarre le proteine

Uno degli ostacoli principali nell’uso delle alghe come fonte proteica è sempre stato la difficoltà di estrazione. Questo perché le proteine marine sono spesso legate a strutture complesse che ne riducono la disponibilità. E proprio qui sta l’innovazione dello studio della Chalmers University of Technology.

Il nuovo metodo consente di estrarre le proteine della lattuga di mare tre volte più efficacemente rispetto ai metodi precedenti. Come? Il processo si basa sull’uso di soluzioni alcaline e tensioattivi per rompere le membrane cellulari e separare le proteine. Questo approccio permette di ottenere concentrati proteici con un contenuto fino al 70%, arricchiti con omega-3 e vitamina B12.

Perché puntare sulle proteine blu?

Le proteine blu offrono vantaggi chiari rispetto alle proteine tradizionali. Dal punto di vista ambientale, le alghe possono essere coltivate in vasche a terra utilizzando acqua di scarto proveniente dall’industria ittica. Questo permette di reinserire nutrienti nella catena alimentare, evitando sprechi e riducendo l’inquinamento.

Sul piano nutrizionale, le alghe sono una miniera di sostanze benefiche. La lattuga di mare, ad esempio, è una fonte naturale di vitamina B12, essenziale per chi segue diete vegane o vegetariane, e di omega-3, noti per i benefici cardiovascolari. E poi c’è un chiaro vantaggio legato al fatto che non sono prodotti stagionali, dunque possono rispondere efficacemente a una richiesta continua, seppure in modo sostenibile.

Nel progetto CirkAlg, inoltre, gli scienziati stanno lavorando per utilizzare anche le parti non proteiche delle alghe, trasformandole in materiali, alimenti o applicazioni mediche. Un approccio che punta a ridurre gli sprechi e a creare una filiera alimentare completamente circolare.

Come consumeremo le proteine blu

Grazie ai progressi nella ricerca, presto le proteine blu entreranno nel mercato alimentare con nuovi prodotti innovativi e nutrienti. Ma come le introdurremo nella nostra dieta quotidiana?

Con hamburger blu, in cui le proteine vegetali saranno arricchite con sapori umami e sostituiranno la carne. Oppure in frullati proteici, integratori alimentari (concentrati di vitamina B12 e omega-3) o nuovi ingredienti per prodotti alimentari.

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