Quando assumere i fermenti lattici: consigli per il tuo benessere

da | Giu 19, 2024 | vivere green | 0 commenti

I fermenti lattici sono batteri benefici che aiutano a mantenere l’equilibrio della flora intestinale. Contribuiscono alla digestione e al benessere generale del nostro organismo.

Ma qual è il momento migliore per assumerli e come scegliere quelli più adatti alle proprie esigenze? Scopriamolo insieme.

Cosa sono i fermenti lattici

I fermenti lattici sono microrganismi vivi, prevalentemente batteri appartenenti ai generi Lactobacillus e Bifidobacterium, che svolgono un ruolo fondamentale nel mantenimento della salute intestinale. Questi batteri sono capaci di fermentare il lattosio, uno zucchero presente nel latte, producendo acido lattico. Questo processo non solo aiuta nella digestione del lattosio, ma contribuisce anche a creare un ambiente intestinale sfavorevole alla crescita di batteri patogeni.

Fermenti lattici si trovano naturalmente in alimenti fermentati come yogurt, kefir, crauti, ma sono disponibili anche sotto forma di integratori alimentari, in capsule, compresse, polveri e liquidi. Questi integratori contengono spesso diverse specie e ceppi di batteri, selezionati per le loro specifiche proprietà benefiche.

L’assunzione di fermenti lattici può aiutare a ripristinare l’equilibrio della flora intestinale, soprattutto in situazioni di disbiosi, ovvero un’alterazione della normale composizione microbica intestinale. Questo equilibrio è cruciale per il corretto funzionamento dell’apparato digerente e del sistema immunitario. I fermenti lattici interagiscono con le cellule dell’intestino, modulando le risposte immunitarie e migliorando la barriera intestinale, contribuendo così a una migliore salute generale.

A cosa servono i fermenti lattici

L’assunzione di fermenti lattici offre numerosi benefici per la salute, principalmente legati alla loro capacità di mantenere e ripristinare l’equilibrio della flora intestinale. Questo equilibrio è fondamentale per una digestione efficiente e per la prevenzione di vari disturbi gastrointestinali. Ad esempio, i fermenti lattici possono aiutare a ridurre i sintomi del gonfiore e della flatulenza, migliorando la digestione del lattosio nei soggetti intolleranti.

I fermenti lattici servono anche a ripristinare la flora intestinale dopo un ciclo di antibiotici, che può distruggere non solo i batteri patogeni ma anche quelli benefici. Questo ripristino è essenziale per prevenire infezioni e promuovere una rapida guarigione.

I fermenti lattici possono anche avere un effetto preventivo e terapeutico sulla diarrea, sia quella acuta che quella associata agli antibiotici, e possono essere utili nel trattamento della sindrome dell’intestino irritabile, contribuendo a ridurre i sintomi di dolore addominale e migliorare la regolarità intestinale.

Un intestino sano è strettamente legato a un sistema immunitario forte: i fermenti lattici possono modulare le risposte immunitarie, aumentando la produzione di anticorpi e riducendo l’infiammazione. Infine, alcuni studi suggeriscono che possano anche migliorare la risposta del corpo ai vaccini.

Quando assumere i fermenti lattici

Ma quando assumere fermenti lattici? Vediamolo subito:

  • Durante o dopo un ciclo di antibiotici. Gli antibiotici, pur essendo essenziali per combattere le infezioni batteriche, possono avere un impatto negativo sulla flora intestinale, eliminando sia i batteri patogeni che quelli benefici. Questo squilibrio può portare a problemi gastrointestinali, come diarrea e infezioni opportunistiche. Assumere fermenti lattici durante o subito dopo un ciclo di antibiotici può aiutare a mitigare questi effetti collaterali: essi ripopolano l’intestino con batteri benefici, ristabilendo l’equilibrio microbico e riducendo il rischio di complicazioni. È consigliabile iniziare l’integrazione non appena si inizia il trattamento antibiotico e proseguire per almeno una settimana dopo la conclusione del ciclo per garantire un ripristino efficace della flora intestinale.
  • In caso di disturbi gastrointestinali cronici o acuti. I fermenti lattici possono essere particolarmente utili per chi soffre di disturbi gastrointestinali cronici o acuti, come diarrea, stitichezza, sindrome dell’intestino irritabile (IBS) e malattie infiammatorie intestinali (IBD). Questi microrganismi aiutano a riequilibrare la flora intestinale, migliorando la digestione e riducendo l’infiammazione. Nel caso della diarrea, i fermenti lattici possono accorciare la durata dei sintomi e ridurre la loro intensità; per chi soffre di stitichezza, possono migliorare la motilità intestinale e facilitare l’evacuazione. È consigliabile assumere fermenti lattici regolarmente e in dosi adeguate, in accordo con le indicazioni di un medico, per ottenere i migliori risultati.
  • Per rafforzare il sistema immunitario. Un intestino sano è essenziale per un sistema immunitario forte. I fermenti lattici contribuiscono a mantenere l’integrità della barriera intestinale e a modulare la risposta immunitaria, aumentando la produzione di anticorpi e riducendo l’infiammazione. Durante i periodi di stress, cambi di stagione, o in preparazione a viaggi in cui l’esposizione a nuovi batteri può essere maggiore, assumere fermenti lattici può fornire un supporto aggiuntivo al sistema immunitario. È utile integrare la dieta con fermenti lattici per almeno alcune settimane per permettere ai batteri benefici di colonizzare efficacemente l’intestino e contribuire alla difesa contro agenti patogeni.

Tipi di fermenti lattici

Ma quali sono i principali tipi di fermenti lattici e a cosa servono? Scopriamo di più.

Lactobacillus

Il genere Lactobacillus comprende numerose specie di batteri che giocano un ruolo cruciale nella fermentazione del lattosio in acido lattico. Questo processo non solo aiuta nella digestione del lattosio, particolarmente utile per chi è intollerante, ma crea anche un ambiente intestinale che inibisce la crescita di batteri patogeni.

Lactobacillus rhamnosus e Lactobacillus acidophilus sono due delle specie più comuni utilizzate negli integratori e negli alimenti fermentati. Questi batteri possono migliorare la digestione, ridurre i sintomi di gonfiore e flatulenza, e supportare il sistema immunitario. Possono anche essere efficaci nel trattamento della diarrea associata agli antibiotici e della sindrome dell’intestino irritabile.

Bifidobacterium

I Bifidobacterium sono un altro gruppo importante di batteri benefici che colonizzano principalmente l‘intestino crasso. Questi batteri aiutano a mantenere un ambiente intestinale sano, producendo acidi organici che riducono il pH intestinale e inibiscono la crescita di batteri nocivi.

Tra le specie più studiate e utilizzate negli integratori ci sono il Bifidobacterium longum e il Bifidobacterium bifidum, batteri che contribuiscono a migliorare la digestione, ridurre l’infiammazione intestinale e aumentare l’assorbimento dei nutrienti. Inoltre, possono avere un effetto positivo sul sistema immunitario, aumentando la produzione di anticorpi e modulando la risposta immunitaria. Questi batteri sono particolarmente utili per chi soffre di disturbi gastrointestinali cronici.

Saccharomyces boulardii

Saccharomyces boulardii è un lievito probiotico distinto dai batteri Lactobacillus e Bifidobacterium. È noto per la sua capacità di sopravvivere all’acidità dello stomaco e colonizzare l’intestino. Questo lievito è particolarmente efficace nel trattamento della diarrea, inclusa quella causata dagli antibiotici e quella del viaggiatore. Questo batterio produce enzimi e sostanze antimicrobiche che aiutano a ripristinare l’equilibrio della flora intestinale e a inibire la crescita di patogeni. Può anche essere utile per chi soffre di infezioni intestinali croniche o malattie infiammatorie intestinali, grazie alla sua capacità di modulare la risposta immunitaria e ridurre l’infiammazione.

Come scegliere e assumere correttamente i fermenti lattici

Per scegliere il fermento lattico più adatto, considera la composizione del prodotto, la concentrazione in CFU ovvero unità formanti colonie, (almeno 1 miliardo per dose) e la presenza di ceppi specifici come Lactobacillus rhamnosus GG o Bifidobacterium infantis, indicati per problemi specifici come la diarrea da antibiotici o la sindrome dell’intestino irritabile.

Per l’assunzione, consulta un medico o un nutrizionista per determinare la dose e il tipo adatti. I fermenti lattici possono essere presi a stomaco vuoto o durante i pasti; l’assunzione con il cibo può migliorare la loro sopravvivenza nell’ambiente acido dello stomaco.

Sono disponibili in diverse forme, tra cui capsule, compresse, polveri e liquidi: segui le istruzioni del produttore per la dose corretta e conserva il prodotto in un luogo fresco e asciutto oppure in frigo.

Consultare un medico

Prima di iniziare qualsiasi integrazione con fermenti lattici, è sempre consigliabile consultare un medico. Questo è particolarmente importante per chi ha condizioni di salute preesistenti o assume altri farmaci.

Possibili controindicazioni dei fermenti lattici

I fermenti lattici sono generalmente sicuri per la maggior parte delle persone, ma possono esserci alcune controindicazioni. In rari casi, possono causare effetti collaterali come gonfiore, gas, eccesso di fermentazione intestinale e diarrea. Questi sintomi sono di solito lievi e temporanei, ma è importante monitorare la propria reazione all’inizio dell’assunzione.

Le persone con sistema immunitario compromesso, come i pazienti con HIV/AIDS, quelli che hanno subito trapianti di organi o che sono in chemioterapia, dovrebbero consultare un medico prima di assumere fermenti lattici, poiché esiste un rischio, seppur raro, di infezioni batteriche.

Le persone con gravi condizioni gastrointestinali, come la sindrome dell’intestino corto o la pancreatite, dovrebbero fare attenzione e consultare un professionista sanitario. Inoltre, chi è allergico a uno degli ingredienti presenti nei supplementi di fermenti lattici dovrebbe evitare di assumerli.

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