Quanto inquina l’intelligenza artificiale?

da | Mar 8, 2023 | ambiente, tecnologia verde | 1 commento

Il principale argomento di discussione in questo nuovo anno è l’intelligenza artificiale. Tutti siamo rimasti impressionati da quante cose sappia fare così velocemente. Avrai sentito parlare della capacità di generare testi a partire da una domanda: inserendo indicazioni specifiche, il numero di caratteri e il tono di voce desiderato, il programma ti fornisce un testo adatto alle tue richieste.

Ciascuno di noi si sta facendo una propria opinione. C’è chi la utilizza e chi no, chi si fa aiutare per scrivere la prima bozza di un testo che poi andrà a correggere e migliorare. Si sentono pareri contrastanti: per alcuni funziona benissimo, per altri è fonte di errori e testi brutti e scritti male. Ma oltre all’intelligenza artificiale che scrive testi, c’è quella che crea immagini.

Si tratta della tecnologia DALL-E, un algoritmo di intelligenza artificiale capace di generare immagini a partire da descrizioni testuali, nata ufficialmente nel gennaio 2021, sviluppata da Open AI.

Questa tecnologia utilizza a sua volta un altro tipo di tecnologia, chiamata GPT-3. I creatori della tecnologia DALL-E per il nome si sono ispirati all’artista e genio Salvador Dalì, pittore surrealista in grado di creare con le sue opere atmosfere oniriche e futuriste del tutto originali.

Questa nuova tecnologia crea immagini digitali a partire da input provenienti dall’ambiente esterno. È stata realizzata come una rete neurale multimodale. Secondo il MIT-Technology Review, per rete neurale multimodale si intende un sistema matematico ispirato al funzionamento dei neuroni cerebrali in grado di processare un’elevata quantità di dati.

In pratica queste intelligenze artificiali si ispirano all’anatomia umana, al funzionamento del nostro cervello fatto da una rete di cellule nervose, i neuroni, che sono in grado di trasformare stimoli esterni ricevuti dai sensi, come vista o udito, in parole o disegni. La tecnologia DALL-E è in grado di creare un’immagine tridimensionale combinando diversi riferimenti spazio-temporali.

La nascita di queste tecnologie è così recente che ci vorrà del tempo per capire se funziona, come migliorarla e soprattutto per raccogliere dati e fare valutazioni.

Una prima domanda che ci poniamo è: la tecnologia DALL-E, così come altre intelligenze artificiali simili, quanto inquina? Come dicevamo, i dati sono ancora pochi e si può fare solo una prima stima.

Uno dei grossi problemi di questo tipo di AI consiste nel fatto che necessitano di tantissime ore di addestramento prima di poter funzionare. Anche noi esseri umani abbiamo impiegato anni prima di poter imparare a scrivere e disegnare per realizzare testi e immagini di qualità.

Il problema delle intelligenze artificiali è che il loro addestramento è estremamente costoso dal punto di vista ambientale. E se l’addestramento è così costoso, anche il loro utilizzo lo è. Così come ogni altro prodotto, andrà sempre valutato nel suo intero ciclo vitale. Possiamo davvero permettercelo?

I dati raccolti sono ancora troppo pochi per una valutazione completa e affidabile ma sono già abbastanza preoccupanti, tanto che è lecito porsi la domanda: quanto inquina un’intelligenza artificiale?

Un primo studio è stato fatto sull’AI che genera testi: GPT-2 di Open AI. Si è preso come riferimento temporale una settimana di addestramento di GPT-2. Si sono poi contate le settimane effettivamente richieste prima di poter rendere operativa questa tecnologia e si è fatta una stima dell’intera energia consumata. Per arrivare a calcolare l’impronta ecologica di GPT-2 si è convertito il consumo di energia in kilowattora basandosi sui dati di emissioni medie di carbonio.

A questo punto ecco un primo risultato: per addestrare all’uso l’intelligenza artificiale GPT-2 di Open AI è stata emessa una quantità di anidride carbonica pari a 284 tonnellate equivalenti di CO2 ovvero 284.000 kg equivalenti di CO2.

Questo dato corrisponde a cinque volte l’impronta ecologica di un’automobile nel suo intero ciclo di vita.

Per porre rimedio a queste emissioni occorrerà affidarsi sempre più a energie provenienti da fonti rinnovabili. Questo è solo l’inizio, perché si dovrà tener conto anche delle emissioni rilasciate durante ogni suo utilizzo.

Una prima importante riflessione sulle intelligenze artificiali riguarda dunque quanto inquinano e quanto vale la loro impronta ecologica e questo è un dato non indifferente. Possiamo permetterci un consumo così esplosivo dal punto di vista ambientale? Il dibattito è aperto.

Fonti:

https://www.wired.it/attualita/ambiente/2019/06/07/intelligenza-artificiale-inquinamento-impronta-ecologica/

https://www.secondamanoitalia.it/vivere/linquinamento-dellia/

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