
Le antilopi sono animali affascinanti, ma poche sono strane quanto la saiga. Questa antilope, (il nome scientifico è Saiga tatarica) ha un aspetto preistorico, con il suo naso bulboso e mobile, perfetto per filtrare la polvere delle steppe. Questa strana creatura, un tempo diffusa in gran parte dell’Eurasia, oggi è a rischio critico di estinzione. Ma cosa rende la saiga così speciale? Scopriamolo insieme.
Un naso unico nel regno animale
La caratteristica più distintiva della saiga è senza dubbio il suo naso, grande e flessibile, simile a una piccola proboscide. Questa struttura unica gli permette di riscaldare l’aria gelida d’inverno e filtrare la polvere d’estate, un adattamento straordinario alle condizioni estreme della steppa. Il corpo è compatto e robusto, con zampe sottili ma forti, ideali per le lunghe migrazioni.
Il mantello cambia colore con le stagioni: marrone-rossiccio d’estate e bianco-grigiastro d’inverno, per mimetizzarsi nell’ambiente. La saiga possiede corna ricurve, presenti solo nei maschi, che possono raggiungere i 40 cm di lunghezza e sono utilizzate durante i combattimenti territoriali.
Nonostante il suo aspetto apparentemente goffo, questo animale è incredibilmente veloce e può correre fino a 80 km/h, un’abilità essenziale per sfuggire ai predatori. La sua capacità di sopravvivenza è dovuta anche a una vista acuta e a un olfatto sviluppato, che gli permette di rilevare la presenza di pericoli a grandi distanze.
Le femmine sono generalmente più piccole dei maschi e hanno una struttura corporea più snella, perfetta per percorrere grandi distanze durante le migrazioni stagionali.
Dove vive la saiga?
La saiga abita le vaste steppe dell’Asia centrale, in particolare in Kazakistan, Mongolia e Russia. Predilige ambienti aperti e semi-aridi, dove può muoversi rapidamente per sfuggire ai predatori. Questi animali migrano stagionalmente, percorrendo fino a 1.000 km in cerca di pascoli e acqua. Le mandrie si spostano in risposta ai cambiamenti climatici e alla disponibilità di risorse, affrontando temperature estreme che variano dai -40°C in inverno ai +40°C in estate.
Sfortunatamente, la distruzione dell’habitat dovuta all’espansione agricola e all’industrializzazione ha ridotto drasticamente le aree disponibili per la saiga. Inoltre, la costruzione di infrastrutture come strade e ferrovie frammenta le rotte migratorie, rendendo più difficile l’accesso alle risorse necessarie alla sopravvivenza. Tra gli sforzi di conservazione c’è anche la creazione di riserve naturali e progetti di ripopolamento per garantire un futuro alla specie.
Una specie vulnerabile, ma non più a rischio
Negli ultimi due decenni, la popolazione di saiga ha affrontato sfide significative, tra cui bracconaggio diffuso e malattie misteriose che hanno drasticamente ridotto il numero di esemplari.
Nel 2003, rimaneva solo il 6% della popolazione originaria in Kazakistan, Mongolia, Russia e Uzbekistan. Tuttavia, grazie a sforzi concertati di conservazione, la specie ha mostrato una notevole ripresa.
Stime recenti indicano la presenza di circa 1,9 milioni di saiga in Eurasia, portando l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) a rivedere lo stato della specie da “in pericolo critico” a “quasi minacciata“. Questo si deve in particolare a misure anti-bracconaggio più efficaci, collaborazioni internazionali e una maggiore consapevolezza locale sull’importanza della conservazione della saiga.
Nonostante questi progressi, la specie rimane vulnerabile a minacce come malattie e cambiamenti ambientali, rendendo essenziale il continuo impegno nella sua protezione.
Cosa mangia e come si comporta
Erbivoro e opportunista, la saiga si nutre di una grande varietà di piante, incluse erbe dure e arbusti resistenti alla siccità. La sua dieta varia in base alla stagione: in estate predilige piante fresche e succulente, mentre in inverno è costretto a cercare licheni e muschi sotto la neve. Questo adattamento gli permette di sopravvivere in un ambiente con scarse risorse alimentari.
È un animale migratore per eccellenza: le sue mandrie percorrono centinaia di chilometri alla ricerca di cibo e acqua. Durante la stagione degli amori, i maschi combattono ferocemente per il controllo degli harem, usando le loro corna ricurve come armi. I combattimenti possono essere intensi e spesso letali, con i maschi dominanti che accumulano un gran numero di femmine nel proprio territorio.
Le femmine partoriscono una o due volte l’anno, generalmente tra maggio e giugno, dando alla luce uno o due piccoli dopo una gestazione di circa cinque mesi. I cuccioli, pur essendo vulnerabili nei primi giorni di vita, sono in grado di stare in piedi e seguire la madre dopo poche ore dalla nascita, un adattamento essenziale per sopravvivere in un ambiente aperto e ricco di predatori.
Cinque cose che non sapevi sulla saiga
- La saiga è una delle poche antilopi a sopravvivere dall’era glaciale, condividendo il Pianeta con mammut e tigri dai denti a sciabola.
- La sua popolazione è crollata drasticamente negli ultimi decenni a causa del bracconaggio per le sue corna, utilizzate nella medicina tradizionale cinese.
- Nel 2015, una misteriosa epidemia ha ucciso oltre 200.000 saiga in pochi giorni, mettendo ulteriormente a rischio la specie.
- Le saiga possono ingerire piante tossiche per altri erbivori senza subire effetti negativi, grazie a un sistema digestivo altamente specializzato.
- Questi animali hanno un comportamento sociale complesso e comunicano attraverso suoni nasali emessi grazie alla loro particolare conformazione del naso.