
Spotify ha presentato uno degli oggetti più strani mai usciti dal mondo dello streaming musicale: un’urna funeraria capace di riprodurre per sempre la colonna sonora della tua vita. Il progetto si chiama Eternal Playlist Urn ed è nato dalla collaborazione con Liquid Death, un brand americano famoso per il suo marketing dark e ironico.
Un’urna che suona la tua musica
A prima vista sembra una classica urna in marmo bianco, minimalista e quasi solenne. Ma nel coperchio è nascosto uno speaker Bluetooth che può trasmettere musica direttamente dall’urna.
In pratica diventa una specie di altoparlante memoriale: colleghi lo smartphone, scegli la playlist e la musica continua a suonare. Anche nell’aldilà, almeno simbolicamente.
L’idea è semplice quanto bizzarra: se la musica è parte della nostra identità, perché non farla continuare anche dopo la morte? In fondo molte persone scelgono già le canzoni per il proprio funerale. Qui però il concetto viene portato all’estremo.
La tua Eternal Playlist

Spotify non si è fermata all’oggetto. In parallelo è stato lanciato anche un sistema chiamato Eternal Playlist Generator, un tool che crea la tua playlist “eterna”.
Per generarla bisogna rispondere ad alcune domande sui propri gusti musicali e sulle abitudini di ascolto. Il sistema poi analizza anche la cronologia dell’account Spotify e costruisce una selezione di brani pensata per rappresentare la tua identità musicale.
Il risultato è una playlist che, nelle intenzioni del progetto, dovrebbe raccontare la colonna sonora della tua vita.
Un’idea tra design, ironia e marketing
Naturalmente il progetto ha anche un lato provocatorio. Liquid Death ha costruito il proprio brand proprio sull’estetica della morte e sull’umorismo nero, e questa collaborazione rientra perfettamente in quella filosofia.
L’urna è stata prodotta in edizione limitata di 150 pezzi, venduti negli Stati Uniti per circa 500 dollari. Più che un oggetto funerario pensato per il mercato di massa, è quasi un pezzo da collezione per fan della musica e dell’ironia macabra.
Dietro la battuta, però, c’è anche una riflessione interessante.
La memoria digitale dopo la morte
Nell’era digitale lasciamo dietro di noi playlist, account, foto e intere identità online. La Eternal Playlist Urn è una provocazione che mette in scena proprio questo: la possibilità che la nostra presenza continui a esistere sotto forma di dati, gusti e tracce musicali.
In altre parole, anche quando smettiamo di ascoltare musica, la nostra playlist potrebbe continuare a farlo per noi.
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