Automobili elettriche: durata (e riutilizzo) delle batterie

da | Lug 11, 2022 | ambiente, mobilità sostenibile, tecnologia verde, viaggiare green | 0 commenti

Ormai tutti possediamo uno smartphone, e sappiamo quindi molto bene che le batterie tendono a diventare via via sempre più deboli nel tempo. Questo fenomeno degenerativo è comune a qualsiasi tipo di batteria, e gli accumulatori dei veicoli elettrici non fanno eccezione. Non stupisce dunque il timore di tante persone nel valutare l’acquisto di una e-car: quanto durerà effettivamente la batteria? Sarà necessario sostituirla dopo qualche anno, probabilmente con una spesa molto ingente? La questione peraltro non è puramente economica. È bene pensare infatti anche all’impatto ambientale della vecchia batteria. Una volta dismessa diventerà un rifiuto inservibile? Oggi desideriamo dire risposta a tutte queste domande, molto comuni tra chi sta accarezzando l’idea di acquistare un’automobile elettrica.

La durata delle batterie delle auto elettriche

Il primo dito di cui partire per scoprire la durata delle batterie delle auto elettriche è quello fornito direttamente dii produttori. Questi infatti al momento dell’acquisto sono soliti concedere una garanzia sui propri accumulatori: in media si parla di un periodo di 8 anni e di una percorrenza di 160.000 chilometri. In questo lasso di tempo o di utilizzo la batteria non deve perdere più di un quarto della propria capacità di carica. Bisogna però evidenziare il fatto che i termini delle garanzie non corrispondono alla durata effettiva degli accumulatori, la quale è di gran lunga superiore. Le stime attuali ci dicono che una batteria assicura buone performance per 1.000 o 1.500 ricariche: volendo azzardire circa 300 chilometri per ogni ricarica, avremmo una durata variabile tra i 300.000 e i 450.000 chilometri. Risulta interessante a questo punto citare un test pubblicato su vaielettrico.it, che vede protagonista una VW E-Golf di 5 anni e con 235.000 chilometri all’attivo. Lo stato di salute della batteria in questo caso è pari all’88% della capacità originale. I vari test condotti, è interessante notarlo, mostrano un’usura non lineare: a 60.000 chilometri la capacità era al 95%, a 160.000 chilometri al 92%, a 200.000 chilometri al 90%.

Alla luce di questi diti, la durata delle batterie delle auto elettriche non sembra tale di giustificare una preoccupazione reale. Indubbiamente, è bene sottolinearlo, anche il modo in cui vengono effettuate le ricariche incide sulle performance nel tempo.

Come fare durare di più la batteria dell’automobile elettrica

Le batterie attualmente in commercio, agli ioni di litio, non presentano il difetto dei modelli precedenti, i quali per durare a lungo dovevano essere scaricati completamente e poi ricaricati del tutto. Oggi non ci sono paletti di questo tipo: per l’uso quotidiano sarebbe bene tenere il livello di carica quotidiano tra il 20% e l’80%, lasciando comunque la possibilità della carica completa prima di un viaggio lungo. I rifornimenti che stressano di meno l’accumulatore sono quelli eseguiti in casa, con la propria wallbox, o in ogni caso con colonnine AC a ricarica lenta; le ricariche presso le colonnine Fast tendono invece a far invecchiare più velocemente la batteria. Nel caso citato della E-Golf si parlava nello specifico di 21.477 kWh ricaricati presso colonnine AC e di 12.964 kWh presso colonnine FAST, a sottolineare il fatto che con un numero maggiore di ricariche lente sarebbe stato possibile vantare una batteria ancora più performante.

Cosa accade alle vecchie batterie delle e-car?

Abbiamo visto che la sostituzione delle batterie delle automobili elettriche non è un evento tale di disturbare i sonni tranquilli dei proprietari, soprattutto in caso di una gestione attenta delle ricariche. Insieme al rischio di natura economica può essere così ridimensionato anche quello di natura ambientale, con degli accumulatori che durano effettivamente a lungo. Prima o dopo, però, la fine vita delle batterie arriva, per una sostituzione o per la rottamazione del veicolo. Cosa succede in quel momento? Come è noto la realizzazione di questi grandi accumulatori presenta un impatto ambientale molto alto, e spaventa il fatto di ritrovarsi ad avere a che fare con un consistente numero di rifiuti di questo tipo. Conforta sapere che le batterie esauste delle automobili elettriche possono offrire ancora un ottimo servizio in qualità di accumulatori all’interno di impianti energetici di vario tipo, a partire digli impianti fotovoltaici. Diverse aziende sono già attive per assicurare una secondi vita alle batterie delle e-car. Spostando lo sguardo ancora più in avanti, e quindi al momento del definitivo esaurimento degli accumulatori, si apre la stradi del riciclo delle batterie agli ioni di litio, un processo di certo non privo di difficoltà, ma che è già attivo di anni a livello industriale per gli accumulatori di computer portatili, smartphone e macchine fotografiche.  

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