Chi mangia chi: i predatori marini

da | Ago 22, 2023 | ambiente, estate | 0 commenti

Siamo in piena estate, e molti si staranno godendo le tanto desiderate ferie. La meta preferita è il mare. Sole caldo, abbronzatura dorata e bagni rinfrescanti nell’acqua salata. Questi gli ingredienti della classica vacanza balneare. Insomma, una vera panacea rilassante.

Ma non c’è da stare troppo tranquilli… Immersi nelle acque, vivono infatti i predatori marini: esseri estremamente pericolosi con i quali è meglio non fare incontri ravvicinati. Il regista americano Steven Spielberg, nel 1975, ne fece un film divenuto famosissimo. Molti sicuramente lo ricorderanno: Lo Squalo. Il protagonista era uno squalo bianco che comincia a mietere vittime in una cittadina balneare del New England. Una volta individuata la propria preda, lo squalo si posiziona sotto di essa e poi la attacca, cogliendola di sorpresa, nuotando a tutta velocità verso l’alto.

Oltre allo squalo, nel mare e negli oceani ci sono molti altri predatori marini. Andiamo a scoprirli insieme.

La catena alimentare marina

In natura, si sa, che per sopravvivere alcuni animali mangiano altri animali, che a loro volta possono divenire nutrimento per altri animali ancora. Seppur brutale per certi versi, questo meccanismo è del tutto naturale e prende il nome di catena alimentare. In base all’ambiente che viene preso in esame, possiamo distinguere tra catena alimentare terrestre e marina. Se nella prima, la parte dei cattivi è rivestita da tigri e leoni, nella seconda tipologia di catena alimentare, troviamo invece i predatori marini a svolgere il ruolo dei più feroci.

Il meccanismo della catena alimentare è fondamentale per l’esistenza e il mantenimento dei vari ecosistemi.

Vediamo qui di seguito com’è composta la catena alimentare marina.

  • Produttori primari: batteri e alghe (unicellulari o pluricellulari).
  • Consumatori primari: organismi erbivori che si nutrono di alghe e batteri. In questo livello della catena rientra anche lo zoo-plancton.
  • Consumatori secondari: animali carnivori che si cibano animali erbivori appartenenti al livello inferiore. E quindi: pesci, mammiferi, uccelli acquatici o artropodi.
  • Consumatori terziari, ovvero i super-predatori: animali carnivori che si nutrono di altri carnivori (quelli del secondo livello).

I predatori marini

Da quanto appena spiegato, i predatori marini sono i consumatori terziari della catena alimentare marina.

Ma andiamo a conoscere più da vicino quali sono i predatori marini più pericolosi e quali sono le loro vittime predilette.

Squalo bianco

Il più spaventoso dei predatori vive nelle acque di Messico, California, Australia, Hawaii, Sudafrica, Nuova Zelanda e Sudamerica. La sua presenza è stata riscontrata anche in alcune aree del Mediterraneo.

Lungo fino a 6 metri, lo squalo bianco può arrivare a pesare 3.000 chili! Ha un olfatto molto sviluppato, tanto che riesce a riconoscere la presenza di una goccia di sangue in 100 litri di acqua. Le sue prede preferite sono i leoni marini, i delfini, le foche e gli elefanti marini. Ma, purtroppo, talvolta, anche l’uomo ne diventa vittima. Ciò accade soprattutto a danno di surfisti e canoisti perché, viste dal basso, canoe e tavole da surf possono essere facilmente scambiate con la sagoma delle sue prede predilette.

Squalo leuca

Anche lo squalo leuca (Carcharhinus leucas) viene ritenuto da molti come lo squalo più pericoloso per l’uomo. Dall’aspetto tozzo, è chiamato anche squalo toro. Vive principalmente lungo le zone costiere dei paesi tropicali e subtropicali; tuttavia, riesce anche a risalire le acque dei fiumi in quanto ha una buona resistenza all’acqua dolce.

Qualunque animale invada il suo territorio viene visto come una preda. Le sue principali vittime sono le tartarughe e gli squali di dimensioni a lui inferiori. Tra le sue vittime si annoverano anche ippopotami e uomini.

Barracuda

Altro predatore marino molto spaventoso è il barracuda (Sphyraena barracuda). Diffuso nelle acqua tropicali e subtropicali, ha una apertura boccale enorme. Nonostante ciò, le sue vittime preferite sono i banchi di piccoli pesci, come sardine, aringhe e acciughe. Il barracuda, solo di rado, attacca l’uomo. E se lo fa, è perché viene attirato dallo scintillio di oggetti metallici, come braccialetti o cavigliere, che possono facilmente essere confusi con la livrea dei pesci azzurri.

Orca

L’orca è un cetaceo spietato e molto astuto nel cogliere alla sprovvista le sue vittime. Spesso, le orche cacciano in gruppo, secondo uno schema strategico ben preciso, in cui ognuna riveste un suo ruolo. Questo predatore marino vive in acque fredde e ha bisogno di 45 chili di cibo al giorno.

Di solito, le orche argentine si appostano di fronte alle spiagge dove i leoni marini prendono il sole. E mentre un’orca fa da esca, un’altra nuota silenziosamente sott’acqua fino a raggiungere la riva per cogliere di sorpresa le loro vittime.

Come forma di primo attacco, l’orca stordisce la preda con dei colpi di coda.

Razza

Apparentemente innocue, le razze, in realtà, fanno parte della stessa classe degli squali. Sono animali caratterizzati da uno scheletro cartilagineo, che vivono in tutte le acque tropicali del Mondo: Oceano Pacifico, Atlantico e alcune aree del Mediterraneo. Alcune razze riescono a vivere anche nelle acque salmastre e nei fiumi.

Le razze sono facili da riconoscere perché hanno un corpo dalla forma assai singolare: sono piatte e sembrano una sorta di disco che si muove, fluttuando, nelle acque.

La parte del corpo della razza a cui fare grande attenzione è la sua coda, dove vi sono uno o due aculei con due ghiandole velenifere. Il veleno secreto provoca contrazioni a livello muscolare. Tuttavia, la razza non uccide con il veleno ma con il suo morso piuttosto robusto.

Le vittime preferite della razza sono crostacei e molluschi.

Esattamente come gli squali, le razze possiedono il senso dell’elettrorecezione, che consente loro di percepire i campi elettrici emanati da un qualsiasi corpo vivente entro il raggio di 50 centimetri.

Pesce scorpione

Altro predatore marino pericoloso anche per l’uomo è il pesce scorpione. Originario dell’Oceano Indiano e dell’Oceano Pacifico, si trova ormai anche in alcune aree del Mar Mediterraneo. Estremamente aggressivo, attraverso le sue spine inietta un veleno che può restare in circolo fino a 48 ore.

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