Cibi da evitare in ufficio, tutti gli alimenti da eliminare

da | Dic 19, 2023 | alimentazione, vivere green | 0 commenti

Pausa pranzo in ufficio, un momento importante per ricaricare le energie scegliendo correttamente le combinazioni alimentari. Alcuni cibi sono da evitare per non appesantire la digestione, perché possono rendere faticose le ore lavorative del pomeriggio, diminuendo la resa produttiva e impattando sul benessere fisico e sul girovita.

Che sia consumato in ufficio davanti alla scrivania, solo per mancanza di tempo, oppure nel locale o nel bar vicino alla sede di lavoro: il pranzo deve contare sulla presenza di alimenti sani, leggeri e facili da digerire. Nutrirsi in modo corretto è facile, basta scegliere i cibi nel modo più adatto alle proprie necessità. Ecco i cibi da evitare in ufficio.

Mangiare in ufficio, ecco le regole da seguire

Pasta davanti al computer

Pausa pranzo troppo breve e da consumare in ufficio? Niente paura, ecco qualche soluzione utile per un break salutare e nutriente, senza cedere alle cattive abitudini che possono incidere sulla digestione.

  • Non si mangia seduti davanti al computer, mangiare nello stesso spazio dove si lavora non è salutare perché non consente di staccare veramente. Inoltre la scelta potrebbe rivelarsi dannosa per la stessa scrivania, che potrebbe sporcarsi. Meglio scegliere una zona intermedia come una sala dedicata alla pausa pranzo, oppure un’area dello stabile dove sia possibile anche effettuare una piccola pausa mentale. Meglio ancora se si possono raggiungere le aree verdi della zona ufficio.
  • Scelta del cibo, meglio prepararlo personalmente specialmente se non si ha tempo di uscire. Preferendo porzioni piccole, evitando alimenti troppo grassi o dolci in favore di combinazioni maggiormente salutari. Ad esempio preferendo alimenti della dieta mediterranea, dove frutta e verdura siano sempre presenti in tandem con cereali e cibi integrali.
  • Cibo su ordinazione, anche in questo caso la scelta dei prodotti dovrà orientarsi verso alimenti sani, nutrienti leggeri e poco pesanti.

Pausa pranzo in ufficio, i cibi da evitare

Dolci

Per una pausa pranzo in ufficio, che sia sana e nutriente, è importante scegliere alimenti che risultino benefici per l’organismo. Da evitare tutti gli alimenti in grado di appesantire lo stomaco ma anche la mente, e che possono avere una forte incidenza sull’umore. Ecco tutti i cibi da evitare:

  • pizza: per quanto sia un emblema del Made in Italy la pizza potrebbe incidere moltissimo sulla fase digestiva, in particolare se troppo condita e farcita con alimenti proteici e grassi e se l’impasto non è ben lievitato;
  • carne rossa e insaccati: la prima è una fonte proteica che richiede una lunga digestione, in particolare se condita in modo corposo. Gli insaccati sono molto proteici e ricchi di sodio, pesano sia sulla digestione che sul fegato che risulta affaticato. Un panino leggero con tacchino e verdure è sicuramente più digeribile e leggero;
  • latticini: dal latte ai formaggi, sono tutti cibi golosi ma molto proteici oltre che ricchi di grassi, possono aumentare il senso di pesantezza e favorire il gonfiore addominale;
  • pasti con aglio e cipolla: di sicuro molto appetitosi per chi ama questi aromi, magari in combinazione con erbe aromatiche o spezie, ma non certo gradevoli all’olfatto. L’aglio, tra tutti, vanta una profumazione intensa oltre ad agevolare una digestione elaborata e complessa. Meglio evitarli se si pranza in ufficio;
  • fritto: patatine fritte, anelli di cipolla, polpette, alette di pollo e molto altro, il cibo fritto è molto gustoso e pratico ma anche molto pesante da digerire. L’elevata presenza di grassi trasforma il pranzo in un percorso ad ostacoli, anche dal punto di vista della profumazione dell’ambiente e degli abiti stessi;
  • cavoli e cavolfiore: le crucifere sono salutari, perfette se parte integrante di zuppe, contorni e torte salate, ma non certo l’ideale per chi soffre di digestione lenta. Tendono a gonfiare l’intestino, anche a causa dell’alta presenza di zolfo che li rende poco digeribili;
  • legumi: ceci, piselli, fagioli, lenticchie sono un toccasana per la salute, si possono consumare occasionalmente ma non sempre è facile renderli più digeribili e leggeri. Una scelta gustosa ma che può impattare sulla digestione, sollecitando gonfiore e reflusso;
  • snack e merendine: da acquistare, magari, al distributore fuori dall’ufficio non sono certo l’alternativa a un pasto salutare. Sono troppo caloriche e ricche di zucchero, possono appesantire il girovita ma anche la digestione con tanto di sbalzi glicemici;
  • pesce grasso, troppo condito: che sia fritto o cucinato con condimenti troppo grassi il pesce non è mai la soluzione giusta per un pranzo leggero. Inoltre alcune tipologie risultano poco sostenibili perché frutto di sovrasfruttamento come tonno, salmone, pesce spada, crostacei, merluzzo, cernia, dentice, palombo, verdesca, smeriglio e vitella di mare;
  • peperoni: per quanto possano essere salutari sono anche difficili da digerire, in particolare se non cucinati nel modo più giusto. Tutta colpa della solanina e della flavina contenute nella buccia, nella parte bianca interna e nei semi;
  • alimenti da fast food: esattamente come i piatti troppo elaborati e fritti anche il cibo da fast food risulta pesante da digerire, tanto da garantire un processo lungo e faticoso;
  • cibo etnico troppo condito: l’alimentazione etnica è molto amata e apprezzata, ma anche particolarmente elaborata da digerire a causa dell’alta presenza di spezie. Non certo un pasto da ufficio, anche se si tratta degli avanzi della cena della sera precedente;
  • creme e dolci: creme da spalmare, biscotti, dolcetti, torte, l’ideale per chi ama questa tipologia di prodotti ma troppo calorici e poco nutrienti per trasformarsi in un pasto salutare;
  • pasta e primi troppo elaborati: un discorso simile vale per le paste troppo condite o elaborate come la pasta al forno, i cannelloni, la pasta con il ragù. Per quanto siano saporite risultano caloriche, vista la combinazione di carboidrati e proteine con ricadute sulla digestione;
  • prodotti confezionati: i cibi confezionati e processati risultano poco sostenibili dal punto di vista ambientale, perché sfruttano eccessivamente le risorse idriche del pianeta. Spesso non provengono da coltivazioni biologiche e a chilometro zero, ma impattano negativamente sull’ambiente, aumentando anche la presenza di rifiuti a causa del loro imballo-confezione.

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