Come e dove smaltire l’olio da cucina esausto

da | Giu 13, 2023 | Speciale: Zero Waste Life, vivere green | 0 commenti

Come smaltire l’olio da cucina esausto?

Certamente non nello scarico, brutta abitudine che in molti fanno ancora fatica ad abbandonare. Eh sì, perché nonostante sia un liquido, a causa delle loro proprietà chimiche differenti, olio e acqua non si miscelano tra loro. L’olio disperso è un grandissimo agente inquinante, non solo per le acque, ma anche per il terreno

Ecco perché è essenziale smaltire l’olio da cucina esausto nel modo corretto: per farlo sono necessari pochissimi accorgimenti.

Come smaltire correttamente l’olio da cucina usato?

Raccogliere e differenziare correttamente l’olio esausto contribuisce al riciclo di questo materiale e a diminuirne l’impatto sull’ambiente. Sono ormai moltissimi i centri che si occupano della raccolta di questo materiale, il che rende il suo riciclo sempre più semplice.

Per smaltire l’olio occorre innanzitutto lasciarlo freddare, soprattutto se lo abbiamo utilizzato per friggere.

Possiamo a questo punto travasarlo, possibilmente filtrato, in un contenitore apposito oppure riutilizzando un vecchio recipiente o una bottiglia.

Conserviamo questo contenitore in un angolo della cucina e riutilizziamolo all’occorrenza fino a totale riempimento.

Che tipo di olio si può riciclare?

Queste modalità di raccolta, e successivo riciclo, sono valide solo per l’olio da cucina, ovvero l’olio ad uso alimentare. Olio per la macchina o altre tipologie di oli minerali richiedono un altro tipo di gestione e la raccolta può essere fatta in altri centri.

Possiamo smaltire l’olio vegetale o i grassi animali utilizzati per friggere oppure per cucinare, olio e grassi alimentari scaduti o deteriorati e olio di conservazione dei cibi in scatola (quello che troviamo nel tonno in scatola, verdure sott’olio e simili).

Come trovo il centro di raccolta più vicino a me

Una volta riempito il recipiente, è possibile portarlo in centri di raccolta o nelle isole ecologiche.

Facendo una breve ricerca in rete, per esempio sul sito del comune per le isole ecologiche, è possibile scoprire il centro di raccolta più vicino.

Rispetto a qualche anno fa, è molto più semplice avviare al riciclo questo materiale: sempre più supermercati, mercati e negozi di alimentari provvedono al ritiro gratuito dell’olio esausto.

Perché non si deve buttare l’olio da cucina negli scarichi

Nel processo di smaltimento e successivo recupero dei rifiuti, la raccolta dell’olio esausto costituisce uno dei passaggi più importanti, tanto per i privati cittadini, quanto per attività di ristorazione che consumano grandi quantità di olio (e, pena multe salatissime, sono tenute per legge a smaltirlo correttamente).

Gettare l’olio in maniera errata è infatti altamente inquinante.

L’olio non è biodegradabile né organico: se disperso nell’acqua, crea una patina che impedisce il passaggio dei raggi solari e danneggia flora e fauna acquatiche.

Anche in minime quantità, se l’olio raggiunge le falde acquifere può impedire il funzionamento dei depuratori e rendere l’acqua non potabile. Anche un solo litro d’olio è in grado di compromettere decine e decine di litri di acqua. Anche se viene disperso nell’ambiente è nocivo: a contatto con la terra, crea una pellicola che blocca l’assorbimento dell’acqua di cui necessitano le piante.

Versare l’olio nel lavandino, infine, può compromettere anche le tubature, causando intasamenti e ostruzioni, e creare problemi alla rete fognaria.

Si può dare una seconda vita all’olio esausto?

Ma perché riciclare l’olio esausto? Per salvaguardare l’ambiente e rimettere in circolo il materiale.

Se smaltito in modo corretto, l’olio può essere trattato e rigenerato e può trovare un nuovo impiego in un’ottica di riciclo.

Diverse aziende sono specializzate nel trattamento dell’olio usato e nella sua trasformazione in altri prodotti: inchiostri, oli per macchine agricole, lubrificanti, biodiesel, saponi, biogas.

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