Introduzione alla permacultura

da | Gen 25, 2022 | agricoltura, ambiente | 0 commenti

In principio era… la progettazione

Ti proponiamo un’introduzione alla permacultura attraverso l’esperienza di Gloria Gelmi: abbiamo deciso di partire dalle origini di questo concetto, raccontandone la storia e approfondendone il significato e le applicazioni articolo dopo articolo.

La permacultura s’ispira alla natura: la considera la propria maestra. È proprio dall’osservazione della natura che ha tratto i propri principi di progettazione, cioè delle linee guida per progettare sistemi sostenibili.
Le possiamo considerare come lenti attraverso cui guardare per prendere decisioni e per trovare soluzioni. Sono interconnessi tra di loro e applicabili a qualsiasi sistema, perché la permacultura può essere utilizzata per progettare quasi tutto: dall’ambito agricolo a quello personale, domestico, sociale, aziendale, e persino a quello spirituale.

Introduzione alla permacultura: Bill Mollison e David Holmgren

Ai pochi principi originariamente enunciati di Bill Mollison, se ne sono aggiunti nel tempo altri, formulati in vari modi a secondi degli autori. Oggi se ne trovano una cinquantina, ma i più noti sono i dodici proposti di David Holmgren. Li descrisse approfonditamente nel suo fondamentale testo Permacultura (2002), abbinando a ogni enunciato – per farlo capire e ricordare meglio – un’icona e un proverbio tradizionale. Perché la permacultura prende spunto anche dalla saggezza popolare, oltre che dalla natura: in fondo non è che buon senso.

Non li passerò tutti in rassegna: chi vuole ne può trovare la descrizione in rete . Consideriamone però uno, a titolo esemplificativo, per provare a comprenderne il significato nella progettazione in permacultura.
Il dodicesimo principio invita a usare il cambiamento e rispondervi creativamente. Holmgren lo rappresenta con l’immagine della farfalla, che nel corso della vita si trasforma completamente dalla forma larvale a quella adulta. E il proverbio a cui lo abbina è il seguente:
La visione non è vedere le cose per come sono, ma per come saranno.

Il concetto fondamentale richiamato è che la natura non è statica, ma in costante trasformazione. È in una condizione di equilibrio dinamico, come un funambolo che con piccoli movimenti del corpo assecondi le oscillazioni della fune.

Un mucchio di terra appena scaricato non resta nudo a lungo, ma viene a poco a poco colonizzato dalle piante pioniere, che aprono la strada alla successione naturale verso la foresta. Ed è proprio questa caratteristica evolutiva della vita che la permacultura sfrutta nei propri progetti.

Anche i gruppi di persone, gli insediamenti umani, i movimenti di opinione si evolvono nel tempo. I leader di una comunità matura non coincidono quasi mai con i visionari, i pionieri, gli attivatori che l’avevano originariamente concepita, fondata, avviata.

Il cambiamento è inevitabile, incontrollabile, spesso incomprensibile. Ma anziché tentare di resistervi caparbiamente, è più sensato osservarlo con atteggiamento curioso, fiducioso, riflessivo e distaccato dal passato, per scoprire i doni che porta e accoglierne gli insegnamenti. Rispondere creativamente richiede flessibilità, adattabilità, capacità di visione. Guardare attraverso la lente del dodicesimo principio per prendere decisioni e trovare soluzioni significa apprendere dille crisi, per progettare sistemi completamente diversi dalla “normalità” di prima.

Scopri di più sulla permacultura nell’articolo: la permacultura urbana.

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