
Nara è la città dei cervi che si inchinano per avere da mangiare, dei templi enormi e, almeno per me, una delle città più tranquille che abbia mai visitato in vita mia. Dopo qualche giorno passato tra Tokyo, Kyoto e Osaka, arrivare qui è quasi strano: improvvisamente c’è silenzio, si cammina senza essere travolti da migliaia di persone e gli unici che provano ad assalirvi sono dei cervi particolarmente interessati ai cracker che avete in mano.
Da Kyoto arrivare è semplicissimo. Con la Nara Line si raggiunge la città spendendo circa 5 euro, a seconda del treno scelto, quindi Nara si presta benissimo anche a una gita in giornata. Il mio consiglio, però, è di fermarvi almeno una notte. Io l’ho fatto e ho trovato un ryokan praticamente attaccato alla stazione JR di Nara che, per quello che offre, costa decisamente meno di quanto mi sarei aspettato.
Si chiama 奈良旅館別館 Sweet 螢・源 e si trova all’interno dell’Aristo Bldg, a pochissimi minuti a piedi dalla stazione. E sì, il nome probabilmente dovrete copiarlo e incollarlo su Google Maps, ma ne vale la pena.
Prima però: che cos’è esattamente un ryokan?
Se non siete mai stati in Giappone, potreste pensare che ryokan sia semplicemente la parola giapponese per dire hotel. Non proprio. I ryokan sono strutture ricettive tradizionali giapponesi e l’esperienza, nelle versioni più classiche, è molto diversa da quella di un normale albergo: tatami, futon, yukata, bagni tradizionali, ambienti minimalisti e una concezione dell’ospitalità molto più legata alla cultura giapponese.
Naturalmente oggi esistono ryokan di ogni tipo, da quelli estremamente tradizionali a strutture che prendono alcuni elementi di quell’esperienza e li combinano con i comfort di un hotel moderno. Sweet appartiene decisamente a questa seconda categoria: non aspettatevi di tornare indietro di trecento anni, aspettatevi piuttosto una suite moderna costruita intorno ad alcuni elementi giapponesi fatti davvero bene.
Il ryokan è praticamente attaccato alla stazione di Nara
Sweet si trova al terzo piano dell’Aristo Bldg, in Omiyacho. La distanza ufficialmente indicata dalla stazione JR di Nara è di circa quattro minuti a piedi, quindi siamo veramente lì davanti. Una posizione comodissima soprattutto se arrivate con valigie e zaini e non avete nessuna intenzione di trascinarli per mezza città.
Nello stesso edificio, al primo piano, si trova anche Shungyo, un ristorante cinese segnalato nelle presentazioni della struttura. Io non l’ho provato e me ne pento leggermente, perché aveva davvero un bellissimo aspetto. Il problema è che al mio compagno di viaggio non piace la cucina cinese (mi sono scelto male il compagno di viaggio, lo so).
Se alloggiate qui e decidete di provarlo, quindi, fatemi sapere com’è perché ormai è diventata una questione personale.
Entriamo nelle camere

Il check-in parte dalle 15:00, ma noi siamo arrivati prima e abbiamo potuto lasciare le valigie, che ci sono state poi portate direttamente in camera. Appena entrati ci si trova davanti a un piccolo corridoio e già da lì si intravede quella che è la vera protagonista della stanza: la parte esterna. Ma ci arriviamo tra poco, perché anche gli interni meritano.
La camera era pulitissima, molto più grande di quanto immaginassi e soprattutto arredata senza quell’effetto “Giappone finto” che ogni tanto si trova nelle strutture pensate esclusivamente per i turisti. C’è un grande divano con tavolo, tanto spazio per muoversi e un letto enorme e comodissimo, perfetto per due persone, che siate una coppia oppure due amici che dopo quindici chilometri a piedi non hanno più la forza neanche di litigare su chi occupa più spazio.
Vicino all’ingresso c’è poi una zona con bicchieri da vino e champagne, posate e un piccolo frigorifero. Nel nostro abbiamo trovato quattro Coca-Cola e quattro birre, tutte comprese nel soggiorno. E non finisce lì, perché c’è anche un cassetto pieno di snack gratuiti. Non due biscottini tristi messi lì per educazione: parecchi snack. Le informazioni ufficiali della struttura confermano che bevande del frigorifero e snack sono inclusi.
Il bagno è più bello di parecchi bagni di hotel a cinque stelle
Una delle parti che mi è piaciuta di più è stata quella del lavandino. Ce ne sono due, affiancati, sotto un enorme specchio illuminato tutto intorno. Comodissimo per prepararsi in due senza iniziare una guerra per conquistare dieci centimetri di specchio e, dettaglio non fondamentale ma comunque importante, perfetto anche per le foto.
La doccia interna è spaziosa e permette anche di sedersi, mentre il WC è uno di quei meravigliosi gabinetti giapponesi che dopo un viaggio in Giappone rendono improvvisamente primitivi tutti quelli che avete a casa. Bidet integrato, comandi e funzioni varie: praticamente manca soltanto che vi chieda come sia andata la giornata.
Poi aprite quella porta e trovate una vasca giapponese tutta per voi

Una grande vetrata separa la camera da un piccolo spazio esterno privato, isolato acusticamente dall’interno. Accanto al vetro c’è una porticina e, aprendola, si arriva alla parte che da sola vale buona parte del soggiorno.
Fuori c’è un piccolo giardino giapponese privato, con bambù, una lanterna tradizionale in pietra e soprattutto una vasca in legno di cipresso hinoki. La struttura dispone soltanto di due suite, entrambe di circa 63 metri quadrati, e ciascuna ha la propria vasca esterna privata.
C’è anche una doccia esterna ben attrezzata, ma sinceramente dopo aver visto la vasca diventa difficile prestare attenzione a qualsiasi altra cosa. A distanza di un mese dal mio soggiorno, quella vasca me la sogno ancora una notte su cinque.
Dopo una giornata a Nara capirete anche il perché.
È una città che si gira soprattutto camminando e tra parco, templi, santuari e cervi che vi seguono nella speranza di estorcervi del cibo, i chilometri si accumulano senza accorgersene. Tornare la sera, riempire una vasca di legno all’aperto e immergersi senza dover condividere lo spazio con nessuno è esattamente quello che volete trovare dopo una giornata così. D’estate, poi, è spettacolare. Fuori siete completamente separati dalla città, circondati da un piccolo giardino che sembra costruito apposta per farvi dimenticare che pochi metri più in là c’è una stazione ferroviaria.
Quanto abbiamo pagato
Arriviamo alla parte che rende tutto ancora più interessante. Durante il nostro soggiorno estivo abbiamo pagato circa 150 euro a notte in due, quindi intorno ai 75 euro a persona.
I prezzi naturalmente cambiano in base al periodo e alla disponibilità, quindi non prendete quella cifra come un listino fisso. Considerando però la dimensione della camera, il giardino privato, la vasca in hinoki, gli snack, le bevande incluse e soprattutto la posizione, la sensazione è stata quella di dormire in una struttura di categoria decisamente superiore rispetto alla cifra spesa. Oggi le tariffe pubblicate possono essere anche sensibilmente più alte a seconda delle date, quindi conviene controllare con un po’ di anticipo.
E la posizione fa davvero la differenza: siete a pochi minuti dalla stazione JR, avete gli autobus praticamente a portata di mano e potete raggiungere facilmente le principali zone da visitare senza organizzare complicati spostamenti.
Ci tornerei?
Sì, senza pensarci molto. Nara mi era già piaciuta tantissimo di suo, ma dormire qui ha reso ancora più bella quella parte del viaggio. È comodo, curato, enorme per gli standard giapponesi e ha quella vasca esterna che probabilmente continuerò a nominare ogni volta che qualcuno mi chiederà dove dormire in città.
Se state organizzando un viaggio in Giappone e avete previsto Nara soltanto come escursione di qualche ora da Kyoto, valutate seriamente di rimanere una notte. La città la sera cambia completamente ritmo e avere un posto del genere dove tornare dopo aver camminato tutto il giorno è un ottimo argomento per rimandare il treno al mattino successivo.
E se ci andate, soprattutto se provate anche il ristorante cinese al piano di sotto, scriveteci. Qualcuno deve pur dirmi cosa mi sono perso.