
Se non hai mai volato in mongolfiera, probabilmente ti sei chiesto almeno una volta come si fa a guidarne una. E se invece hai sempre sognato di provarci, forse non sai che in Italia esiste una vera e propria scuola dedicata solo a questo. A Mondovì, in Piemonte, il volo in mongolfiera è anche un’attività turistica: ma prima di tutto è una tradizione radicata nel tempo, una passione che ha costruito una storia importante per l’aerostatica italiana. In questo articolo scopriamo dove nasce questa realtà, come funziona la scuola di volo e perché proprio Mondovì è diventata un punto di riferimento nazionale per chi vuole imparare a volare lentamente, seguendo il vento.
Mondovì e la tradizione del volo in mongolfiera

Mondovì viene spesso definita la Capitale italiana del volo in mongolfiera. Non è un titolo casuale. Da oltre trent’anni ospita il Raduno dell’Epifania, uno degli eventi aerostatici più importanti d’Italia, che richiama piloti e appassionati da tutto il mondo.
La città è anche l’unica in Italia a ospitare un Aero Club, monospecialità interamente dedicato alle mongolfiere, e a possedere un vero porto aerostatico, il “Balloonporto”, struttura unica nel suo genere. Qui si svolgono briefing, preparazione dei voli e ricovero dei palloni. Mondovì ha inoltre ospitato numerosi Campionati italiani di mongolfiera e, nel 2009, le gare aerostatiche dei World Air Games, conosciute come le Olimpiadi dell’aria.
La mongolfiera, nata alla fine del Settecento in Francia grazie ai fratelli Montgolfier, è stata il primo aeromobile capace di portare esseri umani in volo. Dopo un periodo in cui palloni a gas e dirigibili ne hanno oscurato l’utilizzo, la mongolfiera moderna è tornata a svilupparsi nel Novecento grazie a nuovi materiali e studi tecnici. In Italia le prime mongolfiere moderne arrivarono dalla Gran Bretagna nei primi anni Settanta, e da lì iniziò una nuova fase per il volo aerostatico.
L’Aeroclub Mongolfiere di Mondovì: una realtà unica

L’Aeroclub “Mongolfiere di Mondovì” è stato fondato il 30 giugno 2005 e ha ottenuto il riconoscimento ufficiale dall’Aero Club d’Italia nell’agosto dello stesso anno, diventando operativo pochi mesi dopo. Si tratta dell’unico aeroclub italiano dedicato esclusivamente alle mongolfiere.
Nel corso degli anni si sono alternati diversi presidenti, a partire dal fondatore Giovanni Aimo, figura centrale dell’aerostatica monregalese. A lui sono succeduti Giuseppe Forgione, Paolo Oggioni, Gianni Curti e Giorgio Bogliaccino. Questa continuità ha permesso alla scuola di crescere mantenendo una forte identità legata al territorio.
Il Balloonporto, progettato dall’architetto Gianfranco Curti, è una struttura realizzata dal Comune di Mondovì accanto all’area sportiva comunale. Ospita una sala briefing collegata alle stazioni meteo e un hangar per palloni e ceste. È il punto di partenza delle attività di volo e rappresenta uno dei simboli della città.
Ecco il sito web: Aeroclub “Mongolfiere di Mondovì”
La mongolfiera “Città di Mondovì”

Nel 2001 Mondovì divenne la prima città italiana ad avere una mongolfiera istituzionale. Il pallone “Città di Mondovì”, con il suo caratteristico colore giallo e lo stemma comunale, fu pilotato da Giovanni Aimo. Rimase operativo fino al 2012, anno in cui raggiunse il limite massimo delle ore di volo.
Questa iniziativa rafforzò ulteriormente il legame tra la città e il volo aerostatico, contribuendo a rendere Mondovì un punto di riferimento stabile per questo settore.
Il primo pallone immatricolato in Italia

La storia moderna dell’aerostatica piemontese parte dal 1979, quando a Cuneo arrivò il primo pallone immatricolato in Italia: il “Cameron V-77 I-SLZO”.
All’epoca nessun pilota italiano aveva esperienza su una mongolfiera. Giovanni Aimo e Paolo Contegiacomo, entrambi piloti di aerei, risposero all’invito dell’Aeroclub di Cuneo e si formarono sotto la guida dell’istruttore inglese Tom Sage. Oltre alla parte tecnica, dovettero affrontare un percorso complesso per l’immatricolazione, poiché la normativa italiana non contemplava ancora questo tipo di aeromobile.
Da quell’esperienza nacque la prima scuola di volo dedicata ai palloni ad aria calda, aprendo la strada alla formazione ufficiale dei piloti in Italia.
Il primo volo e le figure chiave

Il primo volo partì da Cuneo e durò circa trenta minuti, con atterraggio nel territorio di Marene. Per Giovanni Aimo fu un’esperienza decisiva: da quel momento scelse di dedicare la propria vita alle mongolfiere.
Accanto a lui si affermò Paolo Bonanno, pilota e costruttore, che contribuì in modo significativo allo sviluppo tecnico delle mongolfiere, in particolare nel sistema dei bruciatori. Le sue innovazioni hanno migliorato sicurezza e riduzione dell’impatto acustico, e i suoi sistemi sono oggi utilizzati in molte parti del mondo. Nel 2019 è stato inserito nella Hall of Fame della FAI/CIA Ballooning Commission, riconoscimento internazionale per il contributo dato all’aerostatica.
Come funziona la scuola di volo a Mondovì
La scuola di volo è gestita da John Aimo Balloons e opera presso il Balloonporto di Mondovì. È una delle poche realtà italiane autorizzate a formare piloti con rilascio di licenza riconosciuta ENAC/EASA.
Il percorso è teorico e pratico e si sviluppa nell’arco di alcuni mesi. La parte teorica comprende navigazione aerea, meteorologia, normativa, meccanica del volo e gestione delle emergenze. La parte pratica prevede un minimo di ore di volo, con sessioni affiancate da istruttore, decolli e atterraggi controllati e voli di addestramento sul territorio piemontese.
Le sessioni partono dal porto aerostatico di Mondovì Corso, dove si effettuano gonfiaggio, briefing meteo e preparazione al decollo. I voli seguono le correnti d’aria e permettono di conoscere aree come Langhe, Monregalese e Alpi Marittime, con assistenza di equipaggi a terra per il recupero.
Chi può iscriversi e come si accede
Possono partecipare persone maggiorenni in buone condizioni fisiche, senza patologie gravi incompatibili con il volo. L’iscrizione avviene tramite la segreteria della scuola, con il pagamento di una quota iniziale che comprende materiale base e documentazione.
Il percorso è aperto anche a partecipanti stranieri, nel rispetto delle normative vigenti. Al termine della formazione si sostiene un esame pratico con esaminatore ENAC per ottenere il brevetto di pilota di mongolfiera.
Volare senza brevetto: le esperienze turistiche

Per chi non desidera intraprendere il percorso da pilota, Mondovì offre anche voli turistici panoramici della durata di circa un’ora. In questo caso si parte come passeggeri, accompagnati da piloti esperti.
Durante alcune manifestazioni sono previsti anche voli vincolati, dedicati ai bambini o a chi vuole vivere un’esperienza breve e controllata. Non è necessario alcun corso: basta prenotare tramite i canali ufficiali.
Anche un matrimonio può volare

Nel 2006 il Raduno dell’Epifania ospitò un evento particolare: il matrimonio tra due piloti, Paolo Bonanno e Nicole Maillefer, celebrato direttamente in mongolfiera.
Nel tempo il raduno ha accolto partecipanti da tutto il mondo, inclusi recordman internazionali come Chris Dewhirst, noto per aver sorvolato l’Everest in mongolfiera. Tra le mongolfiere speciali presenti negli anni si ricordano modelli dalle forme particolari, dedicate a giornali o ai fratelli Montgolfier, inventori del volo aerostatico.
Questi episodi raccontano quanto la mongolfiera non sia solo un mezzo di volo, ma anche un simbolo di esperienza, spettacolo e condivisione.
Mondovì e la cultura del volo lento
La scuola di mongolfiera di Mondovì è il risultato di una storia iniziata decenni fa, fatta di sperimentazione, passione e radicamento sul territorio. Qui la mongolfiera è diventata parte dell’identità locale, tra eventi internazionali, formazione professionale e attività turistiche.
Che si tratti di diventare pilota o di vivere un volo panoramico, Mondovì rappresenta oggi uno dei luoghi più importanti in Italia per avvicinarsi a questo modo unico di volare, seguendo il vento e guardando il paesaggio da un’altra prospettiva.