Tutte le fake news sulla natura da sfatare

da | Ago 25, 2023 | ambiente, climate change | 0 commenti

Fake news e disinformazione, spesso, camminano di pari passo creando un percorso malsano che incide sulla reale correttezza dei dati. Le fake news da tempo irrompono nel quotidiano tanto da distorcere eventi e informazioni, creando falsi miti e dirottando l’opinione pubblica verso dati non corretti.

Una problematica da non sottovalutare che può coinvolgere anche il mondo animale, la natura e le informazioni riguardanti l’ambiente e il global warming. La soluzione più utile per contrastarle è quella di verificare sempre l’origine dell’informazione stessa ovvero della fonte, così da monitorarne l’attendibilità. Cercando riscontro anche in rete, grazie ai motori di ricerca, così da abbracciare un’informazione corretta e esaustiva. In particolare per quanto riguarda l’ambiente e il clima, e allora scopriamo quali sono le fake news che più ricorrono ma che è bene sfatare.

Prevenire inondazioni pulendo i fiumi

Una credenza molto diffusa ma non del tutto corretta, ad esempio è vero che bisogna effettuare una valida manutenzione dei fiumi ma non sempre viene eseguita nel modo più giusto. Ad esempio con tagli eccessivi della vegetazione o pulizie sommarie che non risultano benefiche. Anche dragare i fiumi non risulta utile per prevenire disastri, perché spesso può contribuire a produrre frane. Al pari dello sfoltimento della vegetazione che non deve risultare eccessivo, le piante servono per assicurare stabilità alle rive dei fiumi.

Le nutrie sono responsabili delle inondazioni

Secondo una falsa credenza le nutrie potrebbe essere responsabili del disseto degli argini dei fiumi, a causa della loro predisposizione a scavare cunicoli. Niente di più falso perché i cedimenti e le frane sono una conseguenza della fragilità strutturale degli stessi, spesso slegata dalla presenza delle nutrie stesse.

Dighe e argini più alti, una soluzione contro le inondazioni

Niente di più errato perché, ad esempio, la presenza di grandi dighe non impedisce disastri e inondazioni come l’ultima che ha colpito la Romagna. Anzi possono favorire problematiche quali l’erosione costiera. Anche gli argini più alti non sono di certo un valido rimedio, possono proteggere l’area urbana ma le acque devono poter contare su ampi spazi necessari per l’esondazione. Ben rappresentati da prati, boschi e aree umide, spesso vittime della cementificazione selvaggia e dell’impermeabilizzazione del suolo. Condizione che impedisce lo sfogo attraverso l’infiltrazione dell’acqua e la ricarica delle falde.

Piante in città, tutte le tipologie possono sopravvivere

Il verde in città è fondamentale, perché offre benefici per la salute di tutti non solo garantendo ossigeno, ma anche rinfrescando, catturando la CO2, intercettando l’acqua piovana e trattenendo particolato sottile e altri inquinanti molto dannosi. Il verde migliora la qualità della vita ma non tutte le piante possono trovare spazio in città, perché la scelta delle stesse deve rientrare in un progetto specifico che tenga conto di una serie di criteri ecologici e biologici. Con un’attenzione particolare nei confronti della loro cura e del loro benessere, preferendo tipologie utili e non invasive.

Il clima cambia di continuo da sempre

Un dato certo, il Pianeta dalla sua nascita ha visto alternarsi diverse tipologie di clima passando da ere glaciali a temperature estremamente calde. Un’evoluzione che ha avuto luogo con tempistiche lunghe, dalle centinaia alle migliaia di anni, una differenza sostanziale con quelle attuali che invece si sono sviluppate con pochi decenni di scarto. Non una condizione naturale ma frutto dell’industrializzazione, dell’impiego dei combustibili fossili che hanno favorito un aumento repentino delle temperature.

Il sole è la causa principale del cambiamento climatico

Il sole influenza le temperature del globo, ma sicuramente in percentuale minore rispetto all’azione della CO2 che ha velocizzato questo innalzamento a ritmi serrati e troppo veloci.

Flora e fauna si adattano velocemente alle nuove temperature

Niente di più falso, perché le piante hanno un limite legato all’assorbimento di CO2 e con ricadute drastiche sull’atmosfera e sull’ossigeno. Lo stesso vale per gli animali che non riescono ad adattarsi completamente alle temperature sempre più elevate rischiando, così, la vita e anche l’estinzione come è già accaduto in passato.

La CO2 ha livelli molto più bassi che in passato

Una fake news molto ricorrente quanto inesatta perché non si possono paragonare le condizioni attuali a quelle di milioni di anni fa, quando l’uomo non era presente. E non vi erano le giuste condizioni per lo sviluppo delle forme di vita.

Lupo e fake news

L’immagine del lupo che ulula alla luna è più che diffusa e sdoganata, ma è qualcosa che non ricalca la realtà. L’animale non è solito passare le notti a ululare ma lo fa solo quando serve, ovvero per comunicare e interagire con il branco di appartenenza.

Pane e molliche, sono perfette per i volatili

Nulla di più dannoso perché il pane non risulta nutriente per gli uccellini, ma neppure per le anatre e i cigni dei laghetti. Un alimento che risulta poco salutare, che riempie senza donare energia producendo un aumento della sensazione di sete.

Pipistrelli e capelli, un mix letale

Il loro obiettivo non è raggiungere i capelli o cadere sulla testa dei passanti, infatti questa è un’informazione del tutto errata. Questi animali notturni sanno volare benissimo e prima di farlo si lasciano cadere verso il basso, senza però creare disagio alcuno.

Muto come un pesce

Incredibile ma anche questa è una notizia falsa perché i pesci comunicano, e lo fanno emettendo frequenze bassissime che ricordano degli schiocchi. Il mare brulica di suoni e comunicazioni che l’uomo riesce a percepire solo in parte, ma che rappresentano il linguaggio di chi lo vive.

Il ghepardo è l’animale più veloce di tutti

Anche questa è un’informazione errata e che va corretta, per quanto affascinate e sinuoso il felino ha un rivale giurato e velocissimo ovvero il falchetto pellegrino. Quest’ultimo è il più veloce di tutti, tanto da raggiungere i  390 km all’ora in picchiata.

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