Cambiamenti climatici: i cibi che rischiamo di non mangiare più

da | Lug 12, 2023 | alimentazione, climate change, vivere green | 0 commenti

I cambiamenti climatici potrebbero alterare le nostre abitudini alimentari, con una lunga lista di cibi che rischiamo di non poter mangiare più. Temperature sempre più alte, siccità diffusa, tropicalizzazione delle aree miti del Pianeta, riduzione della disponibilità di acqua dolce: sono solo alcuni dei processi che, nei prossimi decenni, potrebbero cambiare profondamente il volto dell’agricoltura. E, con essa, la disponibilità di ciò che mettiamo quotidianamente in tavola.

Ma quali sono gli alimenti che maggiormente rischiano di scomparire e, soprattutto, quali saranno le conseguenze di un regime alimentare meno vario, anche sul fronte dei nutrienti?

Cioccolato e cambiamenti climatici

Cioccolato

Chi riesce a resistere alla tentazione del cioccolato, uno degli alimenti più amati in tutto il mondo? Eppure, fra qualche decennio questa prelibatezza potrebbe diventare un lontano ricordo. Le temperature sempre in crescita, e la progressiva riduzione delle risorse idriche, stanno infatti minacciando la coltivazione del cacao.

Secondo una ricerca della National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA), agli attuali ritmi le maggiori varietà della pianta del cacao potrebbero scomparire entro il 2050. Non tanto per la capacità di queste specie di adattarsi all’aumento della temperatura – una crescita che potrebbe toccare i 2 gradi di media rispetto al periodo pre-industriale – quanto per le carenze idriche che questo processo determinerà. Un clima più torrido porta infatti a un’evaporazione rapida dell’acqua presente nel terreno, indispensabile affinché la pianta del cacao possa crescere rigogliosa. E se si considera come i due principali produttori mondiali, ovvero il Ghana e la Costa d’Avorio, stiano da tempo sperimentando periodi di siccità sempre più intensi, le preoccupazioni degli esperti appaiono più che fondate.

Caffè, merce rara

Caffè

Anche il caffè rischia di scomparire a causa del surriscaldamento globale: un vero e proprio dramma per l’Italia, fra i più grandi consumatori mondiali dell’energetica bevanda. Questo perché, a causa di una colonnina di mercurio ormai costantemente in crescita, si riducono sensibilmente le aree del Pianeta dove la pianta del caffè può essere coltivata.

Addirittura, una recente ricerca ha sottolineato il rischio di una produzione dimezzata entro il 2050, proprio per la riduzione delle zone dove la coltivazione del caffè risulta effettivamente possibile. La principale conseguenza di questa previsione, se non si intraprenderà una seria strada di contrasto alle variazioni del clima, è la trasformazione del caffè in un bene di lusso. I prezzi potrebbero davvero schizzare alle stelle e, con molta probabilità, le nera bevanda diventerà un piacere riservato a pochi e facoltosi clienti.

Niente api, addio al miele

Miele e cambiamenti climatici

Non è di certo un segreto: tra tutte le specie viventi, quella delle api è fra le più minacciate dai cambiamenti climatici. Questi operosi e utili insetti, principali responsabili dell’impollinazione, sono infatti molto sensibili sia all’inquinamento che alle modifiche del clima. E oltre a temperature più alte, le api si trovano oggi a fare i conti anche con l’uso abbastanza indiscriminato di pesticidi in agricoltura, una delle principali cause della moria di questi insetti a cui assistiamo negli ultimi anni.

Come facile intuire, la riduzione del numero di api in circolazione potrebbe tradursi in una mancata produzione del miele, un dolcissimo alimento che rischia di scomparire dagli scaffali della grande e piccola distribuzione. In particolare, a preoccupare gli esperti sono i sempre minori tassi di riproduzione delle api: con l’arrivo della primavera, da qualche anno a questa parte si registra una presenza sempre minore di questi insetti rispetto alle colonie dell’anno precedente.

Cambiamenti climatici e banane

Banane

È uno di frutti più amati, uno dei più consumati al mondo: la banana ha conquistato le nostre tavole sia per la sua dolcezza che per le sue incredibili proprietà nutritive. E pure si rischia di dovervi rinunciare poiché, a causa di un clima sempre più avverso, la sua coltivazione sta diventando complicata.

In questo caso non è tanto la temperatura a preoccupare – il banano resiste senza troppi intoppi fino a 35 gradi – bensì le variazioni di umidità, che stanno incentivando alcune infestazioni fungine e parassitarie. Come la Sigatoka nera, un malattia causata da un fungo: attacca le foglie della pianta e, nel tempo, porta il banano a morire per disidratazione. Secondo uno studio dell’Università di Exter, entro il 2050 la produzione di banane potrebbe subire limitazioni in almeno dieci nazioni mondiali, a causa delle condizioni climatiche avverse.

Riso, un alimento cardine per l’uomo

Riso e cambiamenti climatici

Il riso è uno dei cereali alla base dell’alimentazione umana e, per molte popolazioni, anche una delle poche alternative di sostentamento. Per alcuni Paesi meno sviluppati dell’Asia e del Sudest asiatico, una ciotola di riso rappresenta spesso uno dei pochi pasti giornalieri che le persone meno abbienti si possono permettere. Eppure, a causa sempre dei cambiamenti climatici, la produzione di questo cibo rischia di subire una brusca frenata.

Secondo un report della FAO, l’aumento delle temperature, l’aumento dei livelli dei mari a causa dello scioglimento dei ghiacci perenni e le piogge sempre più violente, ma alternate a lunghi periodi di siccità, renderanno sempre più difficile coltivare il riso. Entro fine secolo, se le condizioni climatiche non dovessero cambiare, il timore è che la produzione possa diminuire del 50%.

Addio al vino?

Vino

Fra qualche decennio, dovremmo forse rinunciare al piacere di un buon bicchiere di vino. Le modifiche al clima stanno infatti già oggi avendo effetti negativi sulle viti, in particolare per le varietà più delicate e pregiate.

Oltre ai problemi di approvvigionamento idrico – con l’alternanza tra periodi eccessivamente piovosi e altri, invece, di siccità record – l’aumento delle temperature sta avendo due principali conseguenze. La prima, la difficoltà delle stesse viti di sopravvivere, per una calura troppo elevata. La seconda, una maturazione anzitempo dell’uva, che porterà a una modifica della composizione di aromi degli acini, rendendo sempre più difficile la produzione del vino.

Limitare il cambiamento climatico, ad esempio investendo maggiori risorse nella riduzione delle emissioni climalteranti, ci aiuta non solo a salvare il Pianeta, ma anche a mantenere le nostre amate abitudini a tavola.

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