Osservando la natura che ci circondava, da bambini abbiamo imparato presto che il colore dell’autunno virava tra il rosso e l’arancio. Oggi, con gli effetti del cambiamento climatico, questo passaggio non è più così scontato e la finestra entro cui riuscire a osservare il foliage può diventare sempre più difficile da prevedere. Non è ancora tutto perduto, però: tra ottobre e novembre è ancora possibile vedere i boschi del Centro Italia cambiare colore.
Abbiamo scelto allora Roma come punto di partenza per questa piccola guida e cercato 7 luoghi raggiungibili dalla Capitale senza dover necessariamente organizzare un lungo viaggio. Alcuni si trovano a poco più di un’ora di macchina, per altri bisogna metterne in conto quasi tre; allo stesso modo, una volta arrivati, si passa dalla semplice passeggiata nel bosco a veri e propri trekking di diverse ore.
Per ogni destinazione abbiamo quindi indicato non solo il periodo in cui è più probabile vedere il foliage, ma anche il percorso da seguire, la difficoltà, la distanza indicativa da Roma e le informazioni utili per organizzare la giornata.
Prima di partire
Una piccola precisazione prima di iniziare. I periodi del foliage, le distanze, i tempi di percorrenza in auto, i percorsi e le altre informazioni riportate in questa guida sono indicativi. Le distanze sono calcolate partendo da Roma e possono variare in base al punto di partenza, all’itinerario stradale e al traffico.
Prima di mettersi in viaggio è sempre opportuno verificare le informazioni aggiornate presso i parchi, i Comuni o gli enti che gestiscono le singole aree, soprattutto per quanto riguarda viabilità, parcheggi, accessi e orari. In autunno pioggia, nebbia, vento e primi freddi possono inoltre modificare rapidamente le condizioni delle strade e dei sentieri.
Foreste Casentinesi
Nell’Appennino Centrale, le Foreste Casentinesi sono tra le destinazioni più conosciute per osservare il foliage. In particolare, il Monte Penna che, sopra la Foresta della Lama, è un ottimo punto per osservare dall’alto l’estensione dei boschi del Parco.
Per raggiungere la zona si può partire dal Passo dei Fangacci, lungo la strada che collega Badia Prataglia all’Eremo di Camaldoli. Da qui è possibile scendere verso la Foresta della Lama attraverso il sentiero degli Scalandrini e costruire un’escursione più lunga che comprende anche il Monte Penna.
Abbiamo scelto di iniziare questa guida da una delle proposte più impegnative. Questo percorso infatti va considerato come un vero e proprio trekking, ma, se si vogliono osservare le Foreste Casentinesi senza affrontare un percorso di questa lunghezza, è possibile scegliere il Sentiero Natura della Verna, un itinerario di circa 2,5 chilometri tra faggi, abeti e formazioni rocciose.
Come per tutte le altre destinazioni, ora troverete una piccola scheda riassuntiva.
- Dove: Monte Penna e Foresta della Lama, Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi
- Periodo indicativo: ultime due settimane di ottobre e prime due di novembre
- Percorso principale: Passo dei Fangacci – Scalandrini – Foresta della Lama, con possibilità di abbinare il Monte Penna
- Lunghezza: circa 16 km per l’anello completo individuato
- Difficoltà: escursionistica; indicato per chi è abituato a camminare per diverse ore
- Partenza: Passo dei Fangacci
- Alternativa breve: Sentiero Natura della Verna, circa 2,5 km
- Distanza da Roma: Badia Prataglia dista circa 260 km, per poco meno di 3 ore di viaggio; da qui va considerato anche il tratto necessario per raggiungere il Passo dei Fangacci
- Da vedere nei dintorni: Camaldoli, Badia Prataglia e Santuario della Verna
Monte Amiata
Sul Monte Amiata il foliage cambia a seconda della quota. Nelle zone medio-basse, a caratterizzare il paesaggio, sono soprattutto i castagneti, mentre salendo sono le faggete. L’itinerario che permette di osservare questo paesaggio è la Via dell’Acqua: poco più di 13 km per osservare il cambiamento della vegetazione dalla tappa dalla Sorgente dell’Ermicciolo, a Vivo d’Orcia, al Museo Minerario di Abbadia San Salvatore.
Il percorso completo richiede una certa abitudine alla camminata, quindi chi cerca un’uscita più breve può percorrerne soltanto una parte.
- Dove: Monte Amiata, tra Vivo d’Orcia e Abbadia San Salvatore
- Periodo indicativo: ottobre e primi giorni di novembre
- Percorso: Sorgente dell’Ermicciolo – Museo Minerario di Abbadia San Salvatore
- Lunghezza: 13,2 km
- Dislivello: circa 362 metri in salita e 481 metri in discesa
- Difficoltà: media
- Partenza: area della Sorgente dell’Ermicciolo
- Vegetazione: castagneti alle quote medio-basse e faggete più in alto
- Distanza da Roma: Abbadia San Salvatore dista circa 170 km, per poco più di 2 ore e 15 minuti di viaggio; tempi e distanza per raggiungere direttamente la Sorgente dell’Ermicciolo possono variare in base alla strada scelta
- Da vedere nei dintorni: Abbadia San Salvatore e Piancastagnaio
Monte Cimino
Ben più semplice rispetto ai due itinerari sopra indicati è il percorso nella Faggeta Vetusta del Monte Cimino. Si trova nel territorio di Soriano nel Cimino e si estende per circa 58 ettari tra i 925 e i 1.053 metri di quota. Dal parcheggio nei pressi della Rupe Tremante è possibile entrare direttamente nel bosco e passeggiare tra i faggi secolari senza dover seguire un itinerario lungo. Chi vuole camminare di più può invece proseguire verso la vetta del Monte Cimino o scegliere uno dei sentieri presenti nella zona.
È quindi una delle destinazioni più semplici della selezione per chi vuole vedere il foliage senza dedicare l’intera giornata a un’escursione.
- Dove: Faggeta Vetusta del Monte Cimino, Soriano nel Cimino
- Periodo indicativo: metà-fine ottobre e primi giorni di novembre
- Percorso: passeggiata nella faggeta, con possibilità di proseguire verso la vetta
- Difficoltà: facile per la visita al bosco; variabile scegliendo itinerari più lunghi
- Parcheggio: zona Rupe Tremante
- Vegetazione: prevalentemente faggi
- Adatto a: anche a una semplice passeggiata e alle famiglie
- Distanza da Roma: Soriano nel Cimino dista circa 95 km, per 1 ora e 20 minuti di viaggio; dal paese servono circa altri 15 minuti per raggiungere la zona della Rupe Tremante
- Da vedere nei dintorni: Soriano nel Cimino
Val Fondillo
La Val Fondillo si trova nei pressi di Opi, all’interno del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. A caratterizzare il paesaggio sono le faggete, alle quali si aggiungono la vegetazione che cresce lungo il torrente e, in alcuni tratti, anche conifere di impianto.
Il sentiero F2no è uno dei percorsi di riferimento: parte dal parcheggio all’imbocco della valle, segue il torrente Fondillo e prosegue verso il Valico Passaggio dell’Orso. Il Parco lo classifica come itinerario turistico, ma completarlo richiede comunque diverse ore di cammino. Per una passeggiata più breve si può seguire la strada sterrata fino alla Vecchia Segheria e tornare indietro, adattando così l’escursione al tempo a disposizione.
- Dove: Val Fondillo, Opi
- Periodo indicativo: ottobre
- Percorso: sentiero F2 verso il Valico Passaggio dell’Orso
- Durata: mezza giornata o più per l’itinerario completo
- Difficoltà: classificato T, turistico; sono comunque consigliate scarpe adatte alla camminata
- Partenza: parcheggio all’imbocco della Val Fondillo
- Alternativa breve: percorso fino alla Vecchia Segheria e ritorno
- Cani: l’accesso è regolamentato; sui sentieri in cui sono ammessi devono essere tenuti al guinzaglio. Verificare le disposizioni aggiornate del Parco prima della visita
- Distanza da Roma: circa 150 km, per circa 2 ore e 15 minuti di viaggio fino alla zona di Val Fondillo; il tempo effettivo può variare in base al traffico e alla viabilità
- Da vedere nei dintorni: Opi
Monti Sibillini
Nei Monti Sibillini, una delle aree da considerare per il foliage è Macchia Cavaliera, una faggeta situata sul versante nord-occidentale del Monte Macchialta, nel settore di Castelluccio. Si può raggiungere l’area partendo da Forca di Presta e questo permette di affiancare ai panorami aperti tipici dei Sibillini un tratto caratterizzato dalla vegetazione boschiva.
Siamo di fatto in montagna, dunque, a fine ottobre le condizioni possono cambiare rapidamente, con temperature basse, vento e maltempo. L’itinerario è quindi più indicato per chi cerca un’escursione vera e propria. Un’alternativa è la Val di Panico, dove al faggio si affiancano anche aceri e carpini.
- Dove: Macchia Cavaliera, Monti Sibillini
- Periodo indicativo: ottobre; in quote inferiori la colorazione può proseguire fino ai primi giorni di novembre
- Percorso: da Forca di Presta verso Macchia Cavaliera e Monte Macchialta
- Difficoltà: escursionistica
- Partenza: area di Forca di Presta
- Vegetazione: prevalentemente faggeta
- Alternativa: Val di Panico
- Distanza da Roma: circa 185 km, per circa 2 ore e 45 minuti di viaggio fino a Forca di Presta; i tempi possono variare in modo significativo in base alla viabilità appenninica e alle condizioni meteorologiche
- Da vedere nei dintorni: Castelluccio di Norcia
Monti della Laga
Nei Monti della Laga il foliage si accompagna a un paesaggio differente rispetto alle altre faggete di questa piccola guida. Il percorso verso la Cascata della Morricana attraversa infatti il bosco distinguendosi anche per la presenza di acqua e torrenti. L’escursione parte dalla località Ceppo e conduce alla cascata attraversando le faggete della zona. Per raggiungerla sono indicate circa due ore di cammino.
In autunno, pioggia, foglie e umidità possono rendere alcuni tratti scivolosi. È quindi un itinerario da scegliere tenendo conto non soltanto del foliage, ma anche delle condizioni meteorologiche dei giorni precedenti.
- Dove: Cascata della Morricana, Monti della Laga
- Periodo indicativo: ottobre e primi giorni di novembre
- Percorso: dal Ceppo alla Cascata della Morricana
- Durata: circa 2 ore di cammino per raggiungere la cascata
- Difficoltà: escursionistica
- Partenza: località Ceppo
- Vegetazione e paesaggio: faggete, torrenti e cascata. Attenzione: il fondo può diventare scivoloso in presenza di foglie bagnate e pioggia
- Distanza da Roma: circa 175 km, per circa 2 ore e 30 minuti di viaggio fino alla località Ceppo; è consigliabile verificare la viabilità prima della partenza
- Da vedere nei dintorni: Amatrice e Arquata del Tronto
Cascata delle Marmore: foliage tra bosco e acqua
La Cascata delle Marmore rappresenta la proposta più accessibile della selezione insieme al Monte Cimino. I boschi che circondano la cascata comprendono faggi, querce e aceri, che durante l’autunno assumono colorazioni differenti.
I sentieri presenti intorno alla cascata permettono di scegliere percorsi di diversa lunghezza e difficoltà: quindi, si può organizzare sia una visita di poche ore sia una camminata più lunga. Tra le possibilità c’è anche l’itinerario tra Marmore e Piediluco.
A differenza degli altri luoghi della guida, qui bisogna tenere conto anche degli orari programmati di rilascio dell’acqua della cascata. Prima della visita è quindi importante controllare sia l’apertura dei percorsi sia gli orari aggiornati.
- Dove: Cascata delle Marmore, Valnerina
- Periodo indicativo: fine ottobre – prima metà di novembre
- Percorso: sentieri intorno alla cascata, con possibilità di proseguire lungo l’itinerario Marmore–Piediluco
- Difficoltà: da passeggiata a escursione leggera, a seconda del percorso scelto
- Parcheggio: aree di parcheggio della Cascata delle Marmore
- Vegetazione: faggi, querce e aceri
- Adatto a: anche alle famiglie, scegliendo i percorsi più semplici
- Da verificare: orari di apertura e di rilascio dell’acqua
- Distanza da Roma: circa 105 km, per circa 1 ora e 30 minuti di viaggio fino a Marmore; tempi e distanza possono variare in base al punto di partenza e al traffico
- Da vedere nei dintorni: Piediluco e Vallo di Nera
Quale destinazione scegliere partendo da Roma
I 7 luoghi richiedono livelli di impegno molto diversi, sia per il tempo necessario a raggiungerli sia per quello da trascorrere a piedi.
Dunque, per una gita relativamente vicina a Roma, la Faggeta del Monte Cimino è la soluzione più immediata: Soriano nel Cimino si trova a circa 95 chilometri dalla Capitale e, una volta raggiunta la faggeta, è possibile limitarsi a una semplice passeggiata. Poco più distante c’è la Cascata delle Marmore, a circa 105 chilometri, dove è possibile scegliere tra percorsi di diversa lunghezza.
Se però si ha qualche ora in più a disposizione si possono raggiungere Val Fondillo, il Monte Amiata e i Monti della Laga. In questo caso è importante considerare anche l’impegno dell’escursione: Val Fondillo e Amiata permettono di modulare maggiormente la lunghezza del percorso, mentre l’itinerario verso la Cascata della Morricana richiede una maggiore abitudine alla camminata.
I Monti Sibillini e le Foreste Casentinesi, infine, sono le destinazioni più lontane della selezione e anche tra quelle che richiedono maggiore impegno a piedi. Possono quindi essere considerate per una giornata organizzata con partenza molto presto oppure inserite in un soggiorno più lungo.
In tutti i casi, sia i tempi di viaggio sia il periodo indicato per il foliage restano orientativi. Traffico e condizioni della viabilità possono modificare i primi, mentre temperatura, precipitazioni e quota possono anticipare o ritardare il momento di massima colorazione.
