Che cos’è la Permacultura? 

da | Nov 24, 2022 | agricoltura, ambiente | 0 commenti

Che cos’è la permacultura e perché negli ultimi anni si comincia a sentire con più frequenza l’utilizzo di questo termine?

Si tratta di un concetto legato strettamente all’agricoltura, ma con una forte connotazione culturale. Assieme alla nostra autrice Gloria Gelmi ne analizziamo tutti gli aspetti, per capire a fondo che cos’è la permacultura.

Permacultura: significato

Il termine permacultura indica il concetto di cultura permanente ed è stato coniato negli anni Settanta da Bill Mollison e dal suo allievo David Holmgren.

In un primo momento, parlando di permacultura si intendeva un tipo di agricoltura permanente: si faceva infatti riferimento alla progettazione di sistemi agricoli che rispecchiavano gli stessi schemi e relazioni presenti in natura. L’obiettivo di questi modelli era soddisfare i bisogni alimentari delle comunità locali associate. Il concetto si è però evoluto nel tempo in cultura permanente visto che nella Permacultura una parte fondamentale è costituita dalle persone e dalle loro relazioni e dal modo in cui si organizzano.

In ogni caso, dare una definizione precisa del concetto di permacultura rischia di essere fortemente limitante: essa è definibile come un dialogo tra diverse strategie, tecniche e discipline. È quindi una sintesi tra teoria e pratica, che si serve di diverse scienze e si occupa di svilupparle e sistematizzarle, in un’ottica di dialogo tra le varie parti.  

Bill Mollison

Il padre della permacultura, Bill Mollison, era un uomo eclettico, che nel corso della sua vita fece molti lavori. Guardandosi intorno, già allora, si accorgeva e si preoccupava del problema della deforestazione e dell’inquinamento. Decise allora di ritirarsi nella foresta e di osservarne il funzionamento. Constatò che queste erano in grado di autogestirsi: l’abbondanza che Mollison osservava si era infatti auto-generata, senza ausilio dell’uomo. Perché allora non applicare lo stesso concetto ai sistemi agricoli?

Se vuoi scoprire di più sulla permacultura e le sue origini, puoi leggere questo articolo https://managaia.eco/la-permacultura-questa-sconosciuta/

Lo studio dei sistemi naturali e dei sistemi alimentari, sociali ed economici delle popolazioni dà vita quindi alla permacultura: un’agricoltura sostenibile, perenne e autoperpetuante, coniugata a una rinnovata etica della terra. 

Quali sono le caratteristiche fondamentali di una società permaculturale?

Se quindi definire la permacultura può essere controproducente, perché ne darebbe un’idea solo parziale, è possibile comunque segnalare una serie di caratteristiche chiave che la identificano e che riescono a delinearne i confini.

Innanzitutto, la permacultura si associa al concetto di progettazione. Adottando la natura come guida, nasce un’ecologia applicata direttamente agli insediamenti umani e alle società.

Poi, l’idea di valorizzazione della cooperazione e delle connessioni: in quest’ottica, i vari attori si relazionano tra loro in un pensiero sistemico e una visione olistica del tutto, al contrario di una percezione della scienza che analizza i singoli elementi a comparti stagni.

Infine, la tendenza alla ricerca di soluzioni utili a creare abbondanza e armonia tra noi, le altre persone e il Pianeta.

Nella Permacultura si punta alla creazione di ecosistemi artificiali, fatti dall’uomo, ma ispirati alle leggi naturali, in cui natura e uomini siano in relazione e armonia tra loro. Il “pensare secondo natura” è la cornice concettuale attraverso cui, con un approccio pratico, si supera lo scollamento dal mondo naturale e dal rapporto con gli altri, tipico del nostro tempo e che ha causato un collasso climatico e sociale. Volendo sintetizzare dunque con permacultura si intende la progettazione di un sistema alimentare e sociale sostenibile e duraturo, etico e rigenerativo.

Quali sono gli obiettivi della permacultura?

Abbiamo detto che il concetto di permacultura parte proprio dall’osservazione sia dei sistemi naturali che delle società.

Nella natura, la permacultura trova le linee guida per progettare sistemi sostenibili e interconnessi. Questi principi sono la base per prendere decisioni e applicare soluzioni a diversi ambiti, dall’agricoltura alla propria sfera personale e domestica, alla società, al mondo del lavoro e persino alla spiritualità – è proprio per questo che il concetto di agricoltura permanente si trasforma in quello di cultura permanente.

La permacultura osserva comunque anche le società e dunque le attività umane. Al momento, la nostra società e il nostro attuale stile di vita crea una profonda traccia destinata a rimanere nel tempo e a modificare gli equilibri naturali (puoi leggere il concetto di impronta ecologica qui https://managaia.eco/permacultura-impronta-ecologica-e-green-economy/ ).

Il nostro stile di vita insostenibile sta dimostrando che non è al momento in grado di correggere i danni prodotti e ripristinare ciò che è stato distrutto: la nostra società non è rigenerativa e non sa creare un sistema duraturo e soprattutto resiliente.  La resilienza è la capacità di resistere agli urti in modo elastico, trovare un equilibrio subito dopo un trauma o un turbamento e adattarsi attivamente alle nuove situazioni, senza cercare di ripristinare a tutti i costi la “normalità” di prima.

La permacultura ha tre obiettivi chiave, che si basano proprio sui deficit della società che abbiamo creato nel tempo: la rigenerazione, la resilienza e la sostenibilità.

Questi tre obiettivi sono raggiungibili seguendo una particolare etica, personale e pubblica. La permacultura ci indirizza infatti verso tre principi – le Etiche della vita – che toccano i due elementi principali (uomo e natura) e la loro relazione: parliamo quindi di Cura della Terra, Cura delle persone ed Equa condivisione. Applicare queste tre etiche per il raggiungimento degli obiettivi permaculturali significa costruire un modello di vita associata totalmente diverso da quello attuale. Esse si interconnettono tra loro, non hanno confini definiti, ma si sovrappongono e si influenzano reciprocamente.

Rispettare le forme di vita

La Cura della Terra prevede il rispetto e la protezione di ogni forma di vita, degli habitat e della biodiversità, ma significa anche cercare di contrastare tutti quei fenomeni distruttivi che abbiamo generato nel corso del tempo. Attraverso la seconda etica analizziamo i nostri bisogni e quelli delle altre persone e cerchiamo un modo sostenibile per soddisfarli. Con la terza etica, la permacultura in un primo momento si riferiva all’autolimitazione della popolazione e dei consumi a essa associati: con l’evolversi del pensiero permaculturale, ci si riferisce ora ai concetti di equità, giustizia e abbondanza, per noi e per le generazioni future. L’equa condivisione – e dunque la necessità di garantire qualcosa per tutti e per sempre – si basa sul presupposto di vivere in equilibrio col mondo naturale e condividere il surplus, dato dall’abbondanza di risorse rinnovabili che la natura è in grado di offrire.

Puoi conoscere meglio il concetto di etica permaculturale qui https://managaia.eco/una-questione-di-etica/ .

Nella stagione dell’Antropocene, in cui la natura e i suoi cicli sono sempre più regolati dalle esigenze e dai vizi dell’uomo, è dunque importante parlare di permacultura e comprenderne il senso, per poter cercare un’alternativa all’attuale sistema distruttivo e insostenibile.

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