Creme solari, le più naturali ed ecosostenibili per la salute della pelle

da | Lug 14, 2023 | cosmesi, estate, vivere green | 0 commenti

Scegliere creme solari ecosostenibili è una scelta doppiamente vincente, sia per la cura della pelle che per il benessere del Pianeta. Ogni anno, in mare, finiscono tonnellate di contenitori di prodotti per la cute e per l’abbronzatura, con un impatto fortemente negativo per l’ambiente. Orientare la scelta verso un prodotto ecosostenibile è la soluzione più rispettosa nei confronti del pianeta Terra.

Ma anche per la cura della pelle stessa, specialmente se il prodotto è bio, preparato con ingredienti naturali e senza sostanze nocive. Molte delle creme solari tradizionali presenti in commercio hanno un impatto negativo sulla salute della Terra, tanto da favorire alterazioni ambientali.

Ecco perché è importante sceglierle nel modo giusto, e a questo proposito scopriamo perché è bene utilizzare un prodotto ecosostenibile.

Creme solari tradizionali, l’impatto sull’ambiente

Donna sdraiata al sole

Creme e filtri solari sono indispensabili per la protezione della cute durante l’esposizione solare, ma al contempo possono risultare dannosi per l’ambiente. I prodotti tradizionali prevedono una serie di ingredienti chimici, compresivi di additivi e un packaging realizzato con materiale non biodegradabile. Le creme e i filtri differiscono tra di loro per la quantità e la tipologia di molecole anti-UV presenti, oltre che per gli additivi e altre sostanze chimiche. Gli articoli presenti in commercio servono ad assorbire il sole per poi diffondere o riflettere i raggi UV, si differenziano in base al meccanismo di azione e alle caratteristiche della formula che li caratterizza. Tutto specificato all’interno del regolamento cosmetico europeo 1223/2009 e che li divide in due maxi categorie:

  • filtri solari chimici: hanno il compito di assorbire e catturare l’energia emanata dalle radiazioni UV per impedire che raggiungano la cute danneggiandola. Noti anche come filtri organici assorbono e poi scompongono le radiazioni, per rilasciarle sotto forma di calore/fluorescenza. Sono più economici ma, spesso, possono favorire irritazioni, oltre a risultare particolarmente inquinanti per i pesci, i coralli, i molluschi e le alghe. Tra i più noti segnaliamo quelli contenenti benzophenone, octinoxate, octocrylene, salicilati solo per citarne alcuni.
  • filtri solari fisici: noti anche come inorganici, sono composti da microparticelle minerali opache che svolgono il ruolo di schermo contro l’azione dei raggi del sole riflettendoli. Sono più sicuri per il benessere della cute, non penetrano nella pelle e non trattengono il calore. Tra i più noti segnaliamo l’ossido di zinco, l’estratto di Pongamia, l’idrossiapatite, il biossido di titanio.

Spesso i filtri di produzione contengono anche anche sostanze che, in modo sinergico, collaborano per favorire una resa migliore. Gli ingredienti presenti possono essere conservanti, antiossidanti, antimicrobici e molto altro.

Creme solari, una scelta ecologica è possibile

Spalmare la crema solare

Per quanto riguarda la scelta della migliore crema o filtro solare è importante valutare sia gli ingredienti presenti, ma anche il loro impatto sulla cute e principalmente sull’ambiente. I filtri chimici possono favorire vere e proprie alterazioni ambientali, come abbiamo visto possono agire sulla barriera corallina indebolendola e favorendo infezioni virali. Possono alterare la crescita dei ricci di mare, oltre a risultare molto presenti nei molluschi, considerati veri filtri marini. Senza dimenticare l’impatto causato dalla presenza dei contenitori stessi che vengono abbandonati sulle spiagge, finendo in mare. In alcune aree del mondo questi prodotti sono banditi per preservare alcuni ecosistemi naturali incontaminati, come ad esempio nell’arcipelago di Palau, formato da tante piccole e deliziose isolette situate tra le Filippine e la Papua Nuova Guinea.

Negli ultimi anni le aziende hanno deciso di investire più soldi ed energia nella preparazione di prodotti maggiormente ecosostenibili. Allargando di fatto l’offerta, con articoli contenenti ingredienti naturali e biologici, magari conservati in pack biodegradabili. La maggioranza di questi prodotti contiene filtri fisici e sigle specifiche quali: MBBT (Methylen bis-benzotriazolyl), EHT (Ethylhexyl triazone) oppure DHHB (Diethylamino hydroxybenzoyl hexyl benzoane). E per risultare meno inquinanti devono resistere all’acqua, ovvero risultare water resistant, rimanendo a lungo sulla pelle senza disperdersi nell’acqua di mare. Ma anche essere biodegradabili, ovvero diventare preda facile dei batteri che possono scomporli fino a farli scomparire.

L’importanza delle confezioni ecosostenibili

Non solo ingredienti sani e naturali ma anche confezioni non inquinanti e riutilizzabili, o realizzate in plastica riciclata, per creme spesso create con formulazioni vegan e cruelty-free ovvero senza prodotti di origine animale e non testati sugli stessi. La presenza di ingredienti naturali, come anticipato, è di grande aiuto per la salute dei mari perché costituiti da elementi bio. Grande attenzione anche nei confronti della confezione che deve rispettare alcuni standard ecosostenibili, così da limitare i danni causati dall’eccesso di rifiuti marini solitamente di plastica.

Le aziende, da tempo, si concentrano sulla creazione di prodotti sani abbinati a un packaging adeguato, costituito da materiale riciclabile, più sostenibile, come ad esempio l’alluminio. Mettendo così in atto uno stop all’utilizzo della plastica monouso un favore di materiali di origine vegetale come la bioplastica. Un materiale fortemente innovativo e versatile, indispensabile per la salute per l’ambiente, del tutto biodegradabile o compostabile perché formata da polimeri di materie prime rinnovabili come mais e frumento.

INCI, l’importanza dell’etichetta

Per verificare che il prodotto sia naturale e rispetti l’ambiente è importante leggere l’etichetta, dove sono presenti una serie di indicazioni specifiche. Tra queste, ad esempio la dicitura Reef friendly, ovvero conforme al Trattato Coralli delle Hawaii, oppure Ocean respect per il benessere e il rispetto degli oceani.

Non solo, anche l’INCI riveste un ruolo fondamentale perché specifica gli ingredienti presenti che compongono il prodotto. Ma cos’è l’INCI? Con questa sigla dal 1997 si identifica la lista degli ingredienti presenti all’interno di un articolo di tipo cosmetico, infatti l’INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients) riguarda tutti i prodotti per il beauty e il benessere del corpo.

A questa sigla fanno riferimento tutti i Paesi membri dell’UE e molti altri nel mondo come gli USA, la Russia ma anche Brasile, Canada e Sudafrica. Un’informazione importante per chi acquista, in particolare per chi soffre di allergie, che così può intercettare anche la presenza di ingredienti non adatti al proprio organismo. Secondo le regole INCI gli ingredienti vanno indicati in ordine di concentrazione, dal maggiore al minore.

Per quanto riguarda i prodotti cosmetici, come le creme solari, gli ingredienti contenuti passano all’ulteriore vaglio dello SCCP, cioè il Comitato Scientifico per i Prodotti destinati al Consumatore, o poi dalla Commissione Europea. Il tutto seguendo il Regolamento sui cosmetici CE 1223/2009.

E proprio grazie a quest’ultimo che possiamo stabilire che se un prodotto è in commercio con un INCI adeguato ha già superato i test preliminari, e con tutte le approvazioni legislative legate alla vendita, il tutto corredato da un dossier che ne certifica la sicurezza. Per questo prima di acquistare in prodotto è bene prestate attenzione alle varie componenti e diciture che caratterizzano il retro della confezione stessa. Così da utilizzare un prodotto valido, ecologico e sano per la pelle, ma anche per il pianeta Terra.

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