Turismo montano sostenibile

da | Nov 14, 2022 | turismo sostenibile, viaggiare green | 0 commenti

Mare o montagna?

La seconda è come noto una meta privilegiata per il turismo invernale, con enormi flussi di turisti che vi si dirigono per le classiche settimane bianche sulla neve. Ma la montagna è al centro dei desideri di molte persone anche durante le altre stagioni dell’anno: per immergersi nella natura, per fuggire dalle città e dalle spiagge affollate, per fare delle vacanze attive, per godere dell’aria pulita e sì, anche del silenzio. Ecco allora che più del 15% del turismo globale è diretto proprio verso l’alta quota, con l’arco alpino come meta privilegiata per tantissimi italiani ed europei.

Il problema è che, spesso, il turismo montano diventa tutto fuorché sostenibile, per l’ambiente stesso come per le località che lo accolgono. Si pensi all’assedio subìto dai vari hot spot – i rifugi più famosi, i laghetti più fotografati, gli altipiani più noti – durante le estati degli ultimi anni, soprattutto in uscita dalle restrizioni dell’emergenza sanitaria. Come proteggere quindi la biodiversità di questi paradisi in alta quota e, allo stesso tempo, permettere lo sviluppo del turismo montano, così importante per le comunità insediate ai piedi delle vette?

Non si tratta certo di un quesito facile, ma è bene porselo, soprattutto in questo 2022: parliamo infatti dell’Anno Internazionale dello Sviluppo sostenibile della Montagna, così come è stato proclamato dalle Nazioni Unite.

L’Anno Internazionale dello Sviluppo sostenibile della montagna

Per proteggere quell’inestimabile patrimonio di biodiversità che sono le montagne, nel 2002 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha istituito la Giornata Mondiale della Montagna, fissata all’11 dicembre. C’è però ancora tanto da fare per sensibilizzare la popolazione sull’importanza della protezione delle “terre alte”, e proprio per questo l’Onu ha proclamato il 2022 come “Anno Internazionale dello Sviluppo sostenibile della Montagna”.

In un mondo sempre più minacciato dai cambiamenti climatici e dall’inquinamento, proprio quelle vette che siamo abituati a pensare come incontaminate rischiano infatti più di altri luoghi. Si pensi allo sconvolgente scioglimento di ghiacciai alpini, i quali sono solamente l’ombra di quelli che erano cinquant’anni fa. Si pensi al traffico di auto e moto che travolge d’estate come d’inverno i principali valichi alpini. O ancora, si pensi al fatto che anche le montagne, Everest compreso, sono diventate spesso delle discariche in alta quota, con resti inequivocabili del passaggio di maleducati turisti ed escursionisti.

Quando si parla di territori montani, peraltro, non si fa riferimento unicamente alle vette e ai pendii disabitati: buona parte del territorio montano è infatti abitato, essendo la casa del 12% della popolazione globale.

Proteggere le montagne vuol dire ovviamente tagliare l’inquinamento, così da frenare il surriscaldamento globale e dare respiro ai ghiacciai. Ma vuol dire anche ripensare la mobilità alpina, sforzarsi per destagionalizzare il turismo, impegnarsi per distribuire in modo più razionale i flussi turistici sulla vastità di queste aree, evitando i fenomeni di overtourism nei noti e assediati hot spot.

Le Giornate del Turismo Montano, verso lo sviluppo di un turismo più sostenibile

Il turismo montano sostenibile sarà anche quest’anno al centro della BITM – Le Giornate del Turismo Montano, una storica manifestazione trentina che in questo 2022 è arrivata alla sua XXIII edizione. Ospitata dal Muse – Museo delle Scienze di Trento, e trasmessa in diretta streaming su Facebook (sulla pagina ufficiale della BITM), questa kermesse si comporrà complessivamente di 7 conferenze, buona parte delle quali dedicate ai temi della sostenibilità in ambiente alpino. Una conferenza in scaletta mercoledì 15 novembre, per esempio, partirà proprio dalla proclamazione del 2022 come “Anno dello Sviluppo Sostenibile della Montagna”, con ospiti quali Nicoletta Andreis, Presidente dell’Associazione Agriturismo Trentino, Walter Ferrazza, Presidente del Parco Naturale Adamello Brenta e Mara Nemela, Direttrice della Fondazione Dolomiti Unesco.

Anche il giorno seguente, con la conferenza dedicata a Territorio e Grandi eventi si tornerà sul tema della sostenibilità, con gli interventi tra gli altri di Linda Osti, Docente della Libera Università degli Studi di Bolzano, Tamara Gasperi, Direttrice del Comitato Olimpiadi 2026 per la Provincia autonoma di Trento e Tito Giovannini, Consigliere della Fondazione Milano-Cortina 2026.

In un incontro in programma il 17 novembre si parlerà poi della Nuova Mobilità Alpina, con i contributi del sociologo Aldo Bonomi, dell’ecologista e albergatore ladino Michil Costa, dell’economista Mariangela Franch e dell’architetto Giuseppe Scaglione.

Tra gli altri ospiti delle Giornate del Turismo Montano ci saranno inoltre Maurizio Fugatti, Presidente della Provincia autonoma di Trento, Elisabetta Bozzarelli, Assessora Comune di Trento, Roberto Failoni, Assessore della Provincia autonoma di Trento, Giovanni Bort, Presidente della Camera di Commercio di Trento, Mauro Paissan, Presidente della Confesercenti del Trentino, Mauro Bussoni, Segretario generale di Confesercenti Nazionale, Roberta Garibaldi, Amministratore Delegato dell’Ente nazionale del Turismo e Maurizio Rossini, Amministratore delegato di Trentino Marketing.

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