Tavola calda o schiscetta da casa: cosa scegliere per la pausa pranzo

da | Gen 16, 2024 | alimentazione, vivere green | 0 commenti

Le abitudini alimentari stanno cambiando rapidamente, in particolare quelle legate alla pausa pranzo ovvero il momento di vera rigenerazione durante le giornate lavorative. A influire sono state le numerose regole e restrizioni imposte dalla pandemia da Covid-19, che hanno sprinto verso una riorganizzazione delle abitudini consuete.

Ma anche le difficoltà economiche e i costi della vita, oltre alla necessità di orientarsi verso scelte maggiormente ecologiche, frutto delle crescenti preoccupazioni condizionate dalle problematiche ambientali. Il momento del pranzo, da tempo, segue un percorso più sostenibili, con una crescente passione verso la schiscetta o lunch box a discapito dell’uscita consueta verso la tavola calda o il ristorantino di zona. Ma quali sono i pregi e difetti delle due scelte, qual è la risposta più utile per l’ambiente e in che modo le abitudini della pausa pranzo possono migliorare la quotidianità?

Abitudini alimentari e lavoro

Pausa pranzo in ufficio

La pausa pranzo è il momento di stacco durante le ore lavorative, necessaria sia per nutrirsi e mangiare ma anche per ricaricare le energie personali, e per riposare. Un momento di stop dalla frenesia lavorativa che ognuno decide di trascorrere secondo le proprie necessità, ad esempio raggiungendo il locale bar o il ristorantino più vicino. Magari la tavola calda di zona in grado di proporre piatti sani e golosi, per un momento di convivialità da trascorrere con i colleghi o anche da passare da soli leggendo un libro.

Il break dedicato al pranzo è momento personale da vivere secondo le proprie regole, magari sovvertendo le abitudini consuete. Ad esempio raggiungendo il parco più vicino per un mini picnic rilassante, oppure per un’immersione nella natura in compagnia di un pranzo al sacco e di un valido silenzio rigenerante.

E sono proprio le abitudini alimentari e il cibo a regolare la pausa pranzo, con un approccio più sano, con scelte maggiormente sostenibili sia per l’ambiente che per il benessere personale. Che sia tavola calda, bar, ristorante o schiscetta, prevale la voglia di mangiare sano e naturale evitando inutili sprechi o alimenti che non risultano benefici. Con una crescente richiesta di cibi freschi, meglio se cucinati in modo semplice, così da non sprecare le proprietà presenti e risultando maggiormente digeribili.

Il tutto anche con il supporto della tecnologia ma con un’attenzione maggiore nei confronti dell’offerta, ad esempio utilizzando applicazioni focalizzate sullo zero waste. In grado di connettere gli acquirenti con realtà commerciali che possono offrire l’eccedenza alimentare a prezzi vantaggiosi, come ad esempio ristoranti, bar, panifici e molto altro. E nel caso dell’asporto e del delivery l’impiego di soluzioni meno impattanti e più ecologiche. Che sia una pausa pranzo con tanto di schiscetta al seguito, o alla tavola calda di zona, l’imperativo è che sia sana, gustosa e sostenibile. Scopriamo insieme i pregi e difetti di ognuna.

Pausa pranzo in tavola calda, pregi e difetti

Tavola calda

Con il quasi totale abbandono dello smart working e il ritorno al lavoro in presenza, anche la pausa pranzo ha ripreso il suo ruolo da protagonista. In tanti preferiscono spezzare la giornata lavorativa raggiungendo una tavola calda, un ristorante o un locale di zona, prediligendo pasti sani anche se veloci, ma leggeri e realizzati con prodotti freschi. I vantaggi di questa scelta sono davvero tanti perché si crea una pausa temporale durante le ore di lavoro, perfetta per recuperare energie, per socializzare o semplicemente per riposare la mente.

Mangiare fuori dall’ufficio, inoltre, consente di poter ampliare la possibilità di scelta così da assecondare il proprio gusto personale. Alternando così varie tipologie di cucina, di preparazioni e di cottura, spingendo sempre verso una proposta che risulti sana, bilanciata e a basso impatto ambientale. Non a caso l’alimentazione vegetariana e quella vegana evidenziano una crescita legata alla scelta, oltre che alla proposta.

Al contrario mangiare fuori potrebbe trasformarsi in una scelta poco economica, con un impatto pesante sul portafoglio personale. Inoltre non sempre è così facile trovare un posto che possa offrire pasti sani, poco processati e ben bilanciati, in particolare se la tempistica è limitata e allontanarsi dall’ufficio non è così semplice. Senza dimenticare che, per velocizzare, molti cedono alle lusinghe del fast food o delle preparazione precotte da asporto, non certo così salutari e sostenibili.

Pausa pranzo con schiscetta, pregi e difetti

Lunch box

Ne è passato di tempo da quando la schiscetta è stata brevettata, nel 1952, per volere del suo creatore Renato Caimi. Nata come contenitore in alluminio con tanto di leva, per preservarne il contenuto, è riuscita ad attraversare diverse decadi divenendo oggetto di largo consumo. Fino a cedere, giustamente, il passo alle rivendicazioni sindacali di una pausa più lunga e del diritto alla mensa. Ma il contenitore non è mai stato accantonato completamente e, la schiscetta, con il tempo è ritornata di moda trasformandosi nel più moderno lunch box. Una presenza ben nota in tutto il mondo sin dal XIX secolo, già utilizzata ampiamente e con successo.

Disponibile in varie forme e materiali, oggi, la schiscetta moderna è un contenitore che ben si allinea alle attuali necessità ambientali e spesso creata con materiali riciclabili e sostenibili. Con un occhio al design, la schiscetta consente di portare sul lavoro un pasto preparato con le proprie mani. Permettendo, così, di scegliere i prodotti, di cucinarli e combinarli in modo equilibrato e più naturale. Evitando anche l’utilizzo di plastiche, imballaggi e packaging inutilmente inquinanti, e magari riutilizzando anche gli avanzi presenti in frigorifero così da ridurre gli sprechi di cibo.

I vantaggi della schiscetta sono tanti perché sprona per l’autoproduzione, azzera gli sprechi, favorisce l’impiego di ingredienti sani e di preparazioni più salutari. L’ideale per chi deve seguire un regime alimentare specifico, magari una dieta, oppure vuole gustare i propri piatti del cuore anche durante la pausa pranzo. Inoltre è molto più economica di un pasto presso la tavola calda o il ristorante di zona. Ma anche la schiscetta nasconde alcuni svantaggi, ad esempio non sempre si può riscaldare il pasto, non sempre è comoda da trasportare e non consente di uscire dall’ufficio. Il pasto, il più delle volte, viene consumato davanti al computer o sul tavolo di lavoro.

Ma che sia tavola calda o schiscetta quello che conta è poter scegliere nel modo più giusto per il proprio benessere personale. Preferendo prodotti poco lavorati, piatti realizzati sul momento con ingredienti freschi, evitando di produrre scarti o immondizia, ma privilegiando uno stile che sia rispettoso dell’ambiente e del pianeta Terra.

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